Paradisi artificiali

Quale demone si sarà impossessato di Matteo Renzi per spingerlo a tirare in questo modo la corda? Un disperato bisogno di visibilità per risollevare il suo striminzito partitino? É pedina di un gioco più grande che punta alla caduta del premier per sostituirlo con un altro disceso direttamente dal cielo? Si tratta di semplice disperazione, un sentimento fuori controllo che lo sconvolge per una traiettoria che dal dicembre 2016 in poi punta decisamente verso il basso? Una quarta risposta potrebbe essere suggerita da Charles Baudelaire nel suo saggio “I paradisi artificiali”.

Tu quoque, Meloni?

Il Corriere della Sera pubblica oggi una lettera della Presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni. Il titolo è: “Meloni: «Condanno la violenza. Ma a Biden preferisco Trump.» «C’è qualcosa di innegabilmente automatico in questo modo di difendersi da un auto-rimprovero spostandolo così com’è su un’altra persona; un modello di questo metodo si può trovare nei tu quoque dei bambini: se uno di loro è accusato di essere un bugiardo, risponderà senza tante esitazioni: «Pure tu». Un adulto che voglia ribattere un’accusa cercherà invece di individuare un punto vulnerabile nel suo avversario, e non insisterà sull’argomento già usato contro di lui.”» (Sigmund Freud)

Maledetti urbanisti

«Non di rado gli esperti, nella partecipazione al dibattito pubblico, fanno riferimento solo a se stessi, alla propria categoria, alla propria disciplina, parlando una lingua gergale, spesso incomprensibile, spesso vuota di senso, trascurando ogni autentico rapporto con la realtà esterna e la sua complessità.» (Gianrico Carofiglio) L’importanza acquisita nel tempo da certi “operatori dell’urbanesimo” dipende troppo spesso proprio da questo: dal fatto che essi – inconsapevoli o indifferenti alla pericolosità sociale del mestiere di architetto – esistono solo in ragione di se stessi.

Il principe

Dopo la morte di Prince è circolato online un tweet secondo il quale, quando gli venne chiesto come si sentisse ad essere il miglior chitarrista vivente, Eric Clapton avrebbe risposto: «Non so. Chiedi a Prince». Molto probabilmente la citazione è falsa. Però questa straordinaria esecuzione di “While My Guitar Gently Weeps” di George Harrison-Beatles al 2004 Hall of Fame Inductions del 2004 (con Tom Petty, Steve Winwood, Jeff Lynne e altri) in effetti qualche dubbio lo lascia.

Nascondino

Sulle scene da ben oltre un decennio, Imogen Heap rappresenta uno dei pochi casi di artista femminile che, nell’affollato panorama anglosassone, mantiene la propria individualità al di fuori delle mode del momento; oltre ad essere dotata di una voce molto particolare e di una spiccata originalità creativa, continua a scrivere e produrre canzoni pop intime e delicate di tutto rispetto. (Damiano Pandolfini)

Haka, danza Maori

La Haka è una danza tipica del popolo Māori, l’etnia originaria della Nuova Zelanda. Viene spesso considerata solo una danza di guerra, ma non è così. È stata resa celebre, nello stile della Ka Mate, dagli All Blacks, la nazionale di rugby a 15 neozelandese.

Quei razzisti di Lilli e il vagabondo

Se cercate gli “Aristogatti” su Disney+, vi appare una scritta che comincia così: «Questo programma include rappresentazioni negative e/o trattamenti errati nei confronti di persone e di culture. Questi stereotipi erano sbagliati allora e lo sono oggi». Ogni volta bisognerebbe stare a fare le pulci ai nostri antenati? E prenderne le distanze? Che bisogno c’è? Se studiamo la storia e la letteratura è proprio per acquisire il senso della distanza e dell’alterità. Se avessimo abbastanza fiducia nella cultura, non ci sarebbe nessun bisogno di bollini rossi. Ogni avvertenza ulteriore sarebbe superflua. Si tratta, in realtà, della periodica quanto assurda ventata di idiozia “politically correct” o della sua nuovissima declinazione denominata “cancel culture”.

Di volta in volta

Live Around the World è un album dal vivo di Miles Davis; contiene registrazioni effettuate dal 1988 al 1991. Questa versione di Time After Time è stata eseguita a Chicago il 5 giugno 1989. Da brividi.

Tintinnabuli

La complessità e le molte sfaccettature sole mi confondono e devo cercare l’unità: cos’è questa cosa e come faccio a trovare la via per raggiungerla? Le tracce di questa cosa perfetta appaiono in molte forme e tutto ciò che non è importante svanisce. La tintinnabulazione è così… (Arvo Pärt)