Artisti sovversivi

George Bernard Shaw – scrittore, drammaturgo, linguista e critico musicale – diceva che «La cose più belle della vita o sono immorali, o sono illegali, oppure fanno ingrassare.» Aveva trascurato di aggiungere che sono anche pericolosamente sovversive. Niente paura: c’è chi ha rimediato. Ma senza ironia.

Addio Peter Green

Addio a Peter Green, il co-fondatore della band dei Fleetwood Mac. Aveva 73 anni. “E’ con profonda tristezza che la famiglia di Peter Green annuncia la sua morte, avvenuta pacificamente nel sonno”, affermano i legali di famiglia. (ANSA)

Il seme dell’odio

Bisogna sapere fino a che punto può scendere la malvagità quando è fatta da una pericolosa miscela di ignoranza e odio. (Corrado Augias)

Generazione stregata

Un po’ ovunque mancano i nati negli anni 60 o poco prima, che si sono formati negli anni 80, quelli del riflusso e dell’individualismo, della febbre del sabato sera e del campionato di calcio più bello del mondo; persino ballare si ballava da soli; altro che impegnarsi in politica, in cultura o in società. Ripiegati a scrutarsi l’ombelico aspettando Godot: il proprio ego come centro del mondo.

Gli acchiappanuvole

Esiste anche un uso meno ovvio, diciamo pure anomalo, della rete, che consiste nel cercare, non solo risposte alle nostre domande, ma domande inaspettate, che possono generare altre domande, portandoci ai libri attraverso strade impreviste. Si tratta di una strategia anomala, perché invece di evitare quello che nella lingua dell’informatica si chiama, se non erro, “rumore” ( noise ), lo cerca. Ci si inoltra a tentoni nel bosco elettronico senza sapere bene che cosa si stia cercando, per essere colti di sorpresa da qualcosa che non si aspetta. Ma qual è lo scopo di una strategia così tortuosa? La risposta è semplice. Trovare quello che si cerca, punto e basta, è troppo poco. Per contrastare quest’impulso bisogna dare spazio al caso, all’imprevedibile. La ricerca può essere fatta a tutti i livelli. Non mi stanco di ripeterlo: tartufi per tutti. I tartufi sono buoni, sono rari, sono cari: tartufi per tutti. (Carlo Ginzburg)

Mò me lo segno

Riportiamo un parziale elenco dei titoli che ci siamo segnati con cura su un apposito taccuino. Ciò per essere sicuri di poter dire – un giorno, magari lontano – con assoluta certezza e documenti alla mano: «Eh no! Quello me lo sono proprio perso! Posso dimostrarlo: guarda qua.»

Arancione

Ma questi gilet cosa c’entrano con il colore arancione – tradizionalmente legato al concetto di equilibrio e saggezza – nonché con la nostra società civile? Proprio nulla. Per quanto si  stenti a crederlo, il loro leader è un ex generale dell’Arma dei Carabinieri. Poniamoci delle domande, perché qualcuno questi panciotti li prende addirittura sul serio. Una cosa è certa, per mantenere la calma di fronte a questi qua ci vuole proprio la pazienza del Buddha.

Make KKK Great Again

Trump è violenza e ha bisogno della violenza, è razzista e ha bisogno del razzismo, è illiberale e ha bisogno di comportamenti illiberali, è un fenomeno da baraccone che ci diverte tutti ma oggi dovrebbe metterci tutti in guardia da quanto sia rischioso godersi la commedia “senza eroi”. (Giuliano Ferrara)

Cosa resta dell’onore

Nei due fronti della guerra civile italiana non c’erano i buoni da una parte e i cattivi dall’altra; questo è ovvio. Ma c’erano una parte giusta e una parte sbagliata. Questo — ribadendo il rispetto per tutti coloro che non ci sono più — dovrebbe essere altrettanto ovvio. (Aldo Cazzullo)

Impresentabili

Esiste anche l’idea di una politica diversa, un’idea su cui molti di noi hanno riflettuto in questo periodo. Un pensiero ben sintetizzata da un famoso aforisma di James Freeman Clarke (spesso attribuito ad Alcide De Gasperi): «Un politico guarda alle prossime elezioni; uno statista guarda alle prossime generazioni». A questa idea Salvini e Renzi sono del tutto estranei.