Riporto di seguito alcuni siti WEB dedicati al miglior amico dell’uomo (la lista è necessariamente incompleta): tipresentoilcane.com; petfamily.it; petsblog.it; tuttocani.it; zampadicane.it; qzlife.it: pianeta4zampe.it; pettrend.it, su frizzifrizzi.it abbiamo invece Dog, “una nuova rivista indipendente (!)  sui cani”, ecc.

Ecco invece alcune riviste cartacee in italiano (come sopra)Argos; Vita da cani; Cani da presa; Il mio cane; I nostri cani; Il linguaggio del tuo cane; Cani da seguita; Quattrozampe; Cinghiali & cani; My Dog & Me (in prima pagina nell’ultima uscita: “Aiuto, il mio cane tira!), ecc.

Non mancano poi, come ovvio, i periodici in lingua inglese (Modern Dog, The Bark; Dogs Life; Fido Friendly…), manuali, enciclopedie, psicologi e stilisti per cani, e così via.

E notizie di cronaca:

Cucciola è tutta la mia famiglia, permesso al lavoro per curarla” – Roma, Anna e la battaglia vinta: assistere i propri animali è un diritto”– (Articolo di Mariolina Iossa – Corriere della Sera, 12 ottobre 2017):

«Sono molto soddisfatta, perché dopo la mia battaglia anche altre persone potranno assistere i propri animali per gravi motivi senza dover prendere le ferie». Anna, 53 anni, bibliotecaria alla Sapienza di Roma è protagonista di una storia che può diventare esemplare.

 RCS Media Group di recente pare segua con particolare attenzione il settore cinofilo, mandando anche in edicola Il cane – Amarlo, capirlo, educarlo (a cura dell’Università degli studi di Milano – Dipartimento di Medicina Veterinaria) con Corriere della Sera e Gazzetta dello Sport.

 Un’intera collana, composta da diciotto volumi inediti, dedicata al migliore amico a quattro zampe dell’uomo. L’opera, intitolata «Il cane. Amarlo, capirlo, educarlo», già in edicola con il Corriere della Sera e La Gazzetta dello Sport, spiega in modo semplice e approfondito come capire al meglio questi animali, educarli e instaurare con loro un rapporto sereno grazie ai consigli del Dipartimento di Scienze veterinarie dell’Università di Milano.

A corredare i testi ci sono numerose immagini e illustrazioni che mostrano e spiegano il senso delle espressioni e delle posizioni assunte dai nostri amici.”

Francamente mi pare che si stia davvero esagerando e che in molti casi si stiano superando i limiti di una dignitosa, opportuna decenza.  Forse eccedo in richiami filosofici, ma sospetto che, “poiché l’uomo vive in vista di fini e purtroppo sono venuti meno tutti quegli ideali che soddisfano la sua essenza di “animale metafisico”, ecco che egli dà origine a surrogati di fini in cui impegnarsi con uno scopo che li realizzi. (…)  È il fenomeno delle mode, che purtroppo distoglie gli uomini da una paziente ricostruzione di ideali veri con cui cercare di ridare un senso a se stessi e a una vera azione in vista di utili scopi sociali.”(Giuseppe Cappello) Ne esistono altri, ad esempio il complottismo (scie chimiche, no-vax, ecc.); in questo caso si tratta di un surrogato a quattro zampe.

Poi, è ovvio, arrivano le più bieche speculazioni politiche: che definirei, più che populiste, indecentemente animaliste: Silvio Berlusconi, leader di Forza Italia, ha partecipato a Milano alla fondazione di “Movimento animalista”, un partito guidato dalla deputata di Forza Italia Michela Vittoria Brambilla. Il “Movimento animalista”, ha detto Brambilla, dovrebbe presentare delle liste alle prossime elezioni politiche con l’appoggio di Forza Italia. Brambilla ha definito Berlusconi il «primo socio fondatore» del nuovo movimento. (Il Post)

Non saprei che altro aggiungere, mi pare che in tutto ciò ci sia qualcosa di davvero ripugnante, soprattutto se si confrontano le immagini simbolo che precedono con l’immagine simbolo che segue.

Aylan Kurdi giaceva senza vita a faccia in giù, tra la schiuma delle onde, nella sua t-shirt rossa e nei suoi pantaloncini blu scuro, piegati all’altezza della vita. L’unica cosa che potevo fare era fare in modo che il suo grido fosse sentito da tutti”. Nilufer Demir è la fotoreporter che ha scattato la foto simbolo della crisi umanitaria legata all’immigrazione: sulla spiaggia di Bodrum, in Turchia, Aylan, tre anni, è morto scappando dalla guerra.” (Il Fatto Quotidiano)

Probabile che anche ad Aylan (tre anni) e a suo fratello Galip (che di anni ne aveva cinque) sarebbe piaciuto avere un cane. Purtroppo però ormai sono affogati. Che vuoi farci? Fra poco ci sono le elezioni.