Calcio criminale

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Hanno usato parole e frasi che vengono in genere riservate ai grandi crimini di mafia o a quelli dei cartelli della droga. «Questo è solo l’inizio del nostro lavoro, vogliamo continuare a operare per estirpare il male della corruzione nel calcio. Le persone coinvolte nell’indagine hanno corrotto il sistema ed il suo normale funzionamento. Le tangenti venivano gestite da intermediari e utilizzavano banche statunitensi per portare avanti i loro affari e questo è un crimine federale. Il calcio è uno sport per tutti, non importa da dove arrivi, se sei ricco o povero, ci sono milioni di persone che si godono questo spettacolo ». (James Comey, Fbi). «Questo deve essere considerato un giorno felice per i tifosi del calcio. Giocatori, tifosi e sponsor non devono preoccuparsi, continueremo la lotta al riciclaggio, al sistema delle tangenti e alla corruzione che attacca il loro sport. Questa è la Coppa del Mondo della frode e noi oggi mostriamo alla Fifa un cartellino rosso. Negli Stati Uniti nessuno è al di sopra della legge» (Richard Weber, Irs – Irs è l’agenzia governativa degli Stati Uniti responsabile della riscossione delle tasse e della corretta applicazione delle leggi sulle imposte).

“Sette arresti, 14 dirigenti della Fifa (di cui due vicepresidenti) e manager di imprese impegnate nel business dello sport incriminati per reati gravi, dal racket al riciclaggio di denaro sporco, dalla corruzione alla frode (per circa 150 milioni di dollari): crimini per i quali rischiano fino a 20 anni di prigione. Per tutti è stata richiesta l’estradizione negli Stati Uniti e nel mirino è finita anche l’assegnazione dei Mondiali di calcio 2010 al Sudafrica.(…)” (Massimo Gaggi -Corriere della sera).

“E’ ufficiale: il mondo del calcio è un mondo di ladri. Che siano i nostri rubagalline di provincia oppure i faraoni della Fifa. La sostanza non cambia: il pallone fa muovere miliardi, troppi, ed è troppo facile metterci le mani. La retata all’alba nell’hotel di Zurigo, una scena da Chicago anni Venti che però sembrava una parodia di Aldo, Giovanni e Giacomo, smaschera quello che tutti sapevano: il regno del colonnello Blatter è un centro di potere economico e finanziario globale, che fattura oltre un miliardo di dollari all’anno, ma anche un’associazione a delinquere. (…) Il vero crimine di questi personaggi è avere violentato una passione popolare: miliardi di persone, ragazzini e vecchi, uomini e donne, sentono il cuore che batte all’impazzata dietro una palla, e i biechi burosauri ne approfittano, facendo di quell’amore un turpe commercio. (…) L’impunità di quelli come Blatter (qualcuno simile lo abbiamo pure in Italia, nello sport senza vergogna che non sa e non vuole cambiare mai la sua classe dirigente) è il vero scandalo che si ripete da decenni. Nonostante denunce, testimonianze, inchieste giudiziarie e giornalistiche, nulla ha potuto scalfire il regime quasi dinastico dei burosauri”. (…) (La Repubblica – Maurizio Crosetti)

Su Repubblica anche una breve intervista ad Arrigo Sacchi, dal titolo:

“Calcio malato, ma i campioni della corruzione rimaniamo noi” 

di Emanuele Gamba

ARRIGO Sacchi, ex allenatore del Milan ed ex cittì della Nazionale: ha saputo dello scandalo che ha travolto la Fifa?
«Solamente a grandi linee. Sono un tradizionalista, non mi informo online ma ancora con i giornali di carta. Devo ancora farmi un’opinione precisa».
Ne ha almeno una vaga?
«Non ci può consolare il fatto che la corruzione sia anche all’estero».
Pensa che rimanga un fatto prevalentemente italiano?
«Di recente ho letto uno studio effettuato da una commissione intergovernativa indipendente che rivelava come i costi della corruzione nell’ambito dell’Unione Europea ammontino a 120 miliardi di euro, 60 dei quali sono responsabilità dell’Italia. Il cinquanta per cento dipende da noi, non ce lo possiamo dimenticare ».
Vuol dire che restiamo i maestri nel ramo?
«Questo non lo stabilisco io. Ma quello che dico ci deve soltanto far capire com’è la situazione».
Perché nel calcio è così facile che si infiltri il malaffare?
«Perché è lo specchio della vita politica, sociale ed economica italiana. Punto e basta».
Il calcio dice chi siamo?
«Se la vita politica, sociale ed economica è malata, il calcio lo è di conseguenza ».
Non trova che però nel calcio ci sia corruzione a ogni livello, dal calciatore dilettante ai vertici dell’organismo mondiale che lo amministra?
«Perché, nella società italiana le cose vanno diversamente? Basta guadagnare un punto e arriviamo al 51 per cento della corruzione europea: la maggioranza assoluta».
Qual è la morale?
«Che non possiamo consolarci guardando fuori dai nostri confini. E che mi meraviglio di chi si meraviglia ».

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