Burocrati

Altan

Max Weber (1864 – 192o) ha delineato il modello tipico e ideale della burocrazia in Economia e società, testo uscito postumo nel 1922. Egli spiega che la burocrazia è legata all’affermarsi del capitalismo industriale e si basa su alcuni principi molto precisi: 1) Divisione del lavoro rigidamente determinata da norme e definizione delle qualificazioni (leggi e regolamenti); 2) Gerarchia degli uffici, che determina gli ambiti di autorità e i flussi di comunicazione (sistema rigido di subordinazione, con poteri di verifica e controllo); 3) Impersonalita’ delle relazioni, che evita interferenze di sentimenti nell’assolvimento dei doveri (trattamento imparziale); 4) Il lavoro come professione  e carriera, fondate rispettivamente sulla qualificazione e su prestazioni e grado di anzianità (minuziosa preparazione specializzata del burocrate, che gli conferisce enorme potere); 5) Un sistema di regole generali che governano ogni azione e decisione. Tali regole costituiscono la base di una competenza di tipo specialistico. Secondo Weber, la superiorità tecnica della burocrazia rispetto ai modelli organizzativi preindustriali, è determinata dal fatto che: A) La rigida definizione di diritti e doveri e la gerarchia permettono una maggiore rapidita di risposta; B) Il ricorso a regole scritte e rigide assicura precisione, uniformità, prevedibilità; C) Il coordinamento e’ agevolato dal ricorso a regole; D) La divisione del lavoro consente lo sfruttamento di economie di specializzazione.

Come però scrisse lo stesso Weber, “ogni burocrazia si adopera per rafforzare la superiorità della sua posizione mantenendo segrete le sue informazioni e le sue intenzioni. Nella misura in cui ne è capace nasconde le sue informazioni e le sue azioni allo scrutinio critico.” Un effetto collaterale è che quando si crea una burocrazia è quasi impossibile sbarazzarsene. Infatti.

Il sociologo statunitense Robert King Merton (1910 – 2003) molto conosciuto per aver coniato espressioni come “profezia che si autoavvera”, ha criticato Weber ed elencato le disfunzioni della burocrazia: 1) Rigidita’ di comportamento (incapacita addestrata). L’indottrinamento dei burocrati al rispetto assoluto delle regole provoca totale mancanza di flessibilità nella loro applicazione; 2)  Riduzione della ricerca di nuove soluzioni; 3) Interiorizzazione delle norme, che divengono un fine in se’ (ritualismo); si perde di vista l’obiettivo originario; 4) Prevalere della necessita’ di rendere difendibile la propria azione rispetto ad altre priorita’.

Alvin Ward Gouldner (1920 – 1980) sociologo e accademico statunitense, ha descritto “il circolo vizioso della burocrazia”: le norme nascondono le relazioni di potere e diminuiscono la tensione tra dipendenti e superiori; le norme spesso stabiliscono un rendimento minimo, con la tacita aspettativa che il rendimento effettivo sia superiore; progressivamente il minimo diventa lo standard il che provoca l’intervento diretto dei capi; questo aumenta la tensione e induce il ricorso a ulteriori norme. Il risultato e’ la proliferazione di norme che non aiutano la produttività, ma che hanno l’unica funzione latente di conservare l’apatia.

Michel Crozier (1922 -2013) sociologo francese, parla delle disfunzioni burocratiche che sono conseguenza di razionali strategie di lotte di potere (variabile strategica considerata finora marginalmente) all’interno delle organizzazioni. Secondo Crozier, la burocratizzazione favorisce la centralizzazione delle decisioni. Ciò porta a privilegiare i problemi politici interni a danno del necessario adattamento all’ambiente. Inoltre la centralizzazione delle decisioni, se conduce ad eliminare l’arbitrio e la discrezionalità, conduce ad una maggior rigidità.

Si potrebbe continuare con gli studi sociologici, ma sul Corriere di ieri Ernesto Galli della Loggia ha pubblicato questa “Circolare delle circolari”:

Circolare n. 44. Oggetto: circolazione circolari. Sono state presentate alcune rimostranze da parte di genitori dell’alberghiero e dei loro rappresentanza (sic!) riguarda (sic!) la mancata circolazione di alcune circolari. Si raccomanda di far circolare per le classi agli (sic!) studenti tutte le circolari e di farle ricircolare per le classi uscite prima (sic!). Si raccomando (sic!) di mantenere un flusso continuo di circolazione e di ricircolazione delle circolari anche con l’ausilio attivo e fattivo all’ (sic!) istituto alberghiero degli studenti di accoglienza turistica» . Galli della Loggia aggiunge:  “Sono pronto a fornire in privato a chi ne avesse interesse l’indicazione del nome e cognome del dirigente scolastico che ha redatto e firmato questo testo ufficiale di una scuola della Repubblica italiana.”

A questo punto credo che un piccolo dubbio dovrebbe venire perfino all’ultimo dei mille brontosauri annidati nei gangli vitali della struttura gestionale e amministrativa del nostro paese. Per poi dimenticarlo subito dopo, è ovvio.

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