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La porta dell’inferno

Porta dell'inferno

Da Internazionale n. 1148 (8/14 aprile 2016): “La maggiore attrazione del Turkmenistan (…) è ancora lì in mezzo al deserto, più o meno a metà strada tra  Asgabat e Kunya-Urgench. Il cratere di gas naturale di Derweze si trova in prossimità del centro geografico del paese.

Nei primi anni settanta i geologi sovietici, convinti di aver trovato un giacimento petrolifero, cominciarono le trivellazioni sul posto. Con loro grande sorpresa, però, colpirono una gicantesca sacca di metano. La terra si squarciò, creando una voragine larga settanta metri e profonda trenta. I geologi fecero poi l’ulteriore errore  di dare fuoco al cratere, pensando di riuscire a bruciare tutto il gas nel giro di poche settimane.

Più di quarant’anni dopo, il Derweze – soprannominato “la porta dell’inferno” – continua a bruciare.”

Il Turkmenistan (in turkmeno: Türkmenistan) è uno stato dell’Asia centrale confinante con l’Afghanistan, l’Iran, il Kazakistan e l’Uzbekistan. Si affaccia sul Mar Caspio. Fino al 1991 fece parte dell’Unione Sovietica. È ricco di giacimenti di gas.

Il deserto del Karakum (anche Qaraqum) si estende in Asia centrale ed essenzialmente nel Turkmenistan, del quale occupa circa il 70% della superficie. Il suo nome significa “le sabbie nere“.

La porta dell’inferno è un cratere situato nel deserto del Karakum, in Turkmenistan, a circa 260 km a nord da Ashgabat. Si tratta di una voragine di origine artificiale causata da un incidente nel 1971, quando una perforazione effettuata con lo scopo di cercare petrolio ha fatto crollare il terreno e aperto una via di fuga al gas naturale, che è stato incendiato volontariamente per evitare conseguenze ambientali peggiori. (Da Wikipedia)