Dave Holland – Prism

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San Lazzaro di Savena è una cittadina di 32.000 abitanti circa, adiacente a Bologna e da essa separata dal fiume Savena. A San Lazzaro c’è un circolo ARCI. denominato – guarda caso –  Circolo ARCI San Lazzaro. Il Circolo ARCI San Lazzaro dispone di una splendida Sala Paradiso, in cui si svolgono: “..serate di ballo liscio il martedì e venerdì pomeriggio e la domenica sera, di quelli latinoamericani il venerdì sera, dei balli di gruppo anni 60-90 il giovedì sera e con rinomate orchestre il sabato sera. Sono ripresi anche i martedì sera, uno al mese, dedicati al ballo liscio di Bologna: la filuzzi (…) eventi di ogni tipo, feste, pranzi sociali, tombole, gare di burraco e biliardo”. Personalmente detesto con tutto ma proprio tutto il cuore  il ballo liscio in generale e la filuzzi in particolare (a dire il vero anche i pranzi sociali, le tombole e il burraco, ma davvero un po’meno). Lunedì 4 maggio nel medesimo luogo c’è stato uno splendido concerto del supergruppo di Dave Holland, Prism. Holland al contrabbasso, Kevin Eubanks alla chitarra, Craig Taborn al pianoforte e Fender rhodes, Eric Harland alla batteria. Come dire il diavolo e l’acqua santa, per quanto mi riguarda. La Sala Paradiso e Dave Holland-Prism, intendo. La coda del diavolo ogni tanto si è intravista, in sala si percepiva, eccome, una presenza. Anzi, un’assenza. Magnifico concerto, tuttavia, e grandissimi musicisti. Il tocco delle muse era però assente, il miracolo non si produce mica sempre, esse come noto si concedono solo a determinate condizioni. Concerto che ha lasciato qualcosa a cui pensare, per chi ne avesse voglia. Un disagio che si percepiva dietro la facciata, remore ambientali, gridolini, applausi e fischi di approvazione stereotipati. Forse perché “…Dave Holland è certamente uno dei migliori contrabbassisti di tutti i tempi, sempre collegato alla tradizione jazzistica costruisce continuamente ponti verso il futuro, già con Miles Davis in “Silent Way” e “Bitches Brew”, poi con Chick Corea, Pat Metheny e molti altri”? Forse perché noi, invece, abbiamo la filuzzi? Non solo quella, è vero, però da troppo tempo c’è l’impressione di una classe dirigente e intellettuale (?) che magari ogni tanto ci concede bontà sua il privilegio di un Dave Holland, ma quando si tratta di ballare  nelle sale buie dei vari circoli “con ingresso sempre riservato ai soli soci”, allora davvero non c’è storia: la solita musica di ieri, possibilmente allo stato fossile. Il liscio, la filuzzi, lo sguardo fisso sul passato e un orizzonte limitato alla punta del proprio naso. Il provincialismo non si nasconde davvero né sotto il tappeto né dietro le tende della Sala Paradiso.

Eccoli invece a Francoforte nel 2013:

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