Diamanda Galas, la serpenta

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Diamanda Galas è una musicista, cantante e pianista statunitense.

Appartiene ad un ambito molto particolare della ricerca vocale contemporanea e della performance art.

Analogamente a Demetrio Stratos, performer e studioso della voce negli anni settanta, che usava la sua voce come un sintetizzatore in grado di controllare con precisione le onde sonore, la Galás coglie questa visione della voce come strumento e lo arricchisce intrecciando il discorso tecnico con quello espressivo. (da Wikipedia)

Nata a San Diego nel 1955, di radici mediterranee (il padre è originario di Smirne, la madre di Sparta), la giovane Diamanda trovò nel padre, che la incoraggiò già in tenera età a suonare il pianoforte (ma le proibì tassativamente di cantare perché, a suo avviso, solo gli idioti e le puttane cantano), il primo punto di riferimento musicale. (da Ondarock.it)

Diamanda  Galas non ricorre all’arte per dare sollievo, distrazione o divertimento. Di fatto, per lei essa diventa uno strumento con cui esorcizzare ciò che la preoccupa. Come ad esempio, a suo tempo, il regime dei colonnelli in Grecia, terra delle sue origini.

Plague Mass è forse il suo capolavoro. Si tratta di una impressionante messa (in suffragio alle vittime dell’AIDS e dedicato in generale a tutti gli oppressi) registrata live nel 1991 presso la cattedrale di St. John The Divine di New York. E’ stato scritto che si tratta probabilmente della cosa più scioccante apparso su CD.

Agghiacciante e bellissimo. Ascoltare per credere.

 

 

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