Furore

pomodori

John Steinbeck pubblicò “The Grapes of Wrath” nel 1939 a New York, mentre in Italia il libro fu pubblicato dalla casa editrice Bompiani nel 1940; il titolo originale (letteralmente “I Frutti dell’Ira”) fu tradotto col termine “Furore” . Il romanzo fu subito perseguitato dalla censura fascista, mentre negli Stati Uniti appena uscito fu premiato prima con il National Book Award e poi nel 1940 con il Premio Pulitzer. Nello stesso anno John Ford ne ricavò uno dei suoi film-capolavoro, in cui Henry Fonda interpreta il protagonista Tom Joad. Nello stesso anno Woody Guthrie compose La Ballata di Tom Joad e più di cinquant’anni dopo Bruce Springsteen la ricorderà con The Ghost of Tom Joad. Ecco il video della sua esibizione al festival di San Remo del 1996.

Dal risvolto di copertina dell’ultima edizione italiana (Bompiani -nuova traduzione integrale di Sergio Claudio Perroni), ecco invece una breve introduzione alla trama del testo: “Nell’odissea della famiglia Joad sfrattata dalla sua casa e dalla sua terra, in penosa marcia verso la California, lungo la Route 66 come migliaia e migliaia di americani, rivive la trasformazione di un’intera nazione. L’impatto amaro con la terra promessa dove la manodopera è sfruttata e mal pagata, dove ciascuno porta con sé la propria miseria “come un marchio d’infamia”.

Il tema di fondo del romanzo (basato su fatti reali della storia americana) denuncia l’eterno, cinico sfruttamento  dell’uomo da parte dell’uomo. Cito a titolo di esempio da pagina 341 dell’edizione novembre 2014: “…Tom disse: “Giù da noi sono passati dei tizi che distribuivano dei volantini gialli. C’era scritto che qui cercavano un sacco di gente per la raccolta”. Il ragazzo rise. “Dice che il California ce n’è trecentomila come noi, e mi gioco la testa che quel maledetto volantino l’hanno visto tutti quanti. ” “Sì, ma se non gli serve gente, perché si mettevano a stampare quella roba?” “Perché non provi a usare il cervello?” “Poi ci provo, tu ora fammi capire.” “Ascolta,” disse il ragazzo, “Metti che tu hai lavoro per un operaio, e che per avere quel posto si presenta solo uno. Ti tocca dargli la paga che vuole. Ma metti che si presentano in cento.” Il ragazzo posò la raspa. Il suo sguardo s’indurì e la sua voce s’inasprì. “Metti che quel posto lo vogliono in cento. Metti che quei cento hanno dei bambini, e che quei bambini sono affamati. Metti che dieci centesimi bastano a comprare un po’ di farina di mais a quei bambini. Metti che cinque centesimi bastano per fargli mettere almeno qualcosa sotto i denti. E per quel posto si sono presentati in cento. Tu offrigli cinque centesimi, e vedi se non s’ammazzano tra loro per avere i tuoi cinque centesimi. Lo sai quanto mi davano l’ultima volta che ho lavorato? Quindici centesimi l’ora – dieci ore per un dollaro e mezzo. E siccome lì non ci potevi dormire, ti toccava scialare benzina per andarci.” Ansimava di rabbia, e i suoi occhi brillavano di odio. “Ecco perché mandano in giro quei volantini. Puoi stampare un sacco di volantini coi soldi che risparmi a pagare quindici centesimi per un’ora di lavoro nei campi.” Tom disse: “Puzza di fregatura”…

Eggià!

Nel 1905 George Santayana aveva scritto: “Those who cannot remember the past are condemned to repeat it” (Coloro che non ricordano il passato sono condannati a ripeterlo). 

Com’è noto, purtroppo noi italiani abbiamo una memoria maledettamente corta.

 

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