Il dubbio

Il pensatore

La mancanza di certezze, il crollo di fede nella fede stessa e nei grandi ideali, l’individuo tormentato e cosciente della rinuncia e del fallimento sono le linee costanti entro cui si muove il percorso intellettuale di chiunque agisca nel nostro tempo. E’ molto facile allora essere attratti dai tanti poli semplicistici e qualunquisti ma di forte immagine che i potenti moderni mezzi di comunicazione diffondono a profusione.

Ma la strada non può essere quella di viaggiare sempre in superficie ignorando le complessità sottostanti, perché essa porta dritto alla sterilità dell’anima. Non resta quindi che scavare, dubitare (non brancolare) tenere viva la fiamma ideale della coscienza. Molto meglio correre il rischio di non raggiungere mai certezze piuttosto che aggrapparsi per disperazione a falsi e ingannevoli miti, a certezze cui ci si appoggia per sostanziale fragilità e debolezza, solo al fine di ostentare con effimero sollievo l’apparente superiorità di una sicurezza mal fondata.

Non crogiolarsi tuttavia nemmeno nel mito opposto del dubbio e dell’incertezza perenne, determinando in questo modo un ipocrita paradosso rispetto alla posizione precedente. Solo la volontà quotidiana ci salva, la volontà di trasferire al mondo qualcosa di nostro, anche di poco conto e magari in modo anonimo, ma utile comunque per sé e gli altri. Non è l’ostentazione che tiene a galla il mondo, bensì la profonda e determinante necessità di essere proiettati verso l’esterno pur essendo oggettivamente rinchiusi in sé stessi. Questa perenne ricerca è utile per tutti e può riuscire a determinare il modo di agire utilmente solo invertendo l’ottica attraverso cui osserviamo l’universo. Dubitare, innanzitutto.

«La nostra ragione non può assolutamente trovare il vero se non dubitando; ella si allontana dal vero ogni volta che giudica con certezza; e non solo il dubbio giova a scoprire il vero, ma il vero consiste essenzialmente nel dubbio, e chi dubita sa, e sa il più che si possa sapere.» (Giacomo Leopardi – da Zibaldone di pensieri, citato anche nell’intenso film di Mario Martone  «Il giovane favoloso», che ripercorre la vita del grande filosofo e poeta.)

(Nell’immagine: Auguste RodinIl pensatore)

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