Ricevo – I’m very onored for this – questa nota dal prof.  John Hawthorne, che ringrazio di cuore:

“…I noticed you are linking to a post regarding being emotionally intelligent. I’d like to get your opinion on an article I recently wrote which is on the downsides. I figured it is not a common stance on the topic and you might be interested….”

Poiché sono molto interessato, apprezzo e condivido il contenuto dell’articolo, ne propongo di seguito la mia traduzione. Eccola:

SE HAI UN’INTELLIGENZA EMOTIVA, FAI ATTENZIONE A QUESTI SVANTAGGI

L’intelligenza emotiva (IE) è un dono meraviglioso. Ti rende sensibile ai sentimenti degli altri, ti dà la capacità di controllare le tue emozioni e ti permette di utilizzarle sempre al meglio.

Ognuno di noi ha avuto a che far con qualche persona di scarsa intelligenza emotiva. E’ una cosa davvero frustrante. Se gli dici che hai un problema oppure che ti senti un po’ giù, loro ti guardano come se fossi un androide. E’ una cosa che  proprio non riescono a capire.

Oppure se vedono che sei perfettamente calmo nel bel mezzo di una situazione caotica, ne concludono di avere a che fare con un qualche tipo di extraterrestre, dal momento che non ti arrabbi o non ti metti in posizione fetale per il panico. La realtà invece  è molto più semplice: ed è che hai un’intelligenza emotiva piuttosto alta.

Il ricercatore Daniel Goleman la mette giù così:

“Se le vostre capacità emozionali non si fanno sentire, se non possedete auto-consapevolezza, se non riuscite a controllare le vostre angosce, se non siete capaci di empatia e di reale disposizione alle relazioni, allora non importa quanto intelligenti voi siate: non farete comunque molta strada.”

Ma avere un’intelligenza emozionale non è tutto rose e fiori. Ogni dono comporta infatti una sfida. Per esempio, i capi troppo forti possono essere tirannici, i geni creativi possono avere problemi organizzativi.

La natura dell’uomo è fatta così: siamo tutti in qualche maniera imperfetti e difettosi.

Chi  possiede un’intelligenza emotiva, comunque, deve assolutamente essere consapevole degli svantaggi che comporta questo dono. Chi invece non lo è, deve riuscire a trovare se stesso affrontando situazioni impegnative o addirittura pericolose. Può sembrare un’affermazione estrema, ma le cose stanno così.

Quali sono allora questi svantaggi? Approfondiamo un po’ meglio la questione.

DEVI ACCETTARE I COMPROMESSI

Nel caso tu possieda un’intelligenza emotiva, allora sei anche molto ben consapevole di ciò che gli altri pensano o sentono in ogni determinata situazione. Ma se da un lato questo fatto può essere positivo, dall’altro invece può condurti a sbagliare nella scelta tra le tue stesse sensazioni.

Per fare un esempio, potresti dire al capo che ti avesse chiesto di modificare leggermente i dati finanziari che questo è sbagliato. Ma potresti anche al tempo stesso renderti conto che lui, in questa situazione, si trova in difficoltà perché sta rischiando il posto di lavoro.  Nonostante tu sappia che non dovresti farlo, potresti quindi essere tentato di fare ciò che ti viene richiesto proprio perché senti il peso delle sue emozioni.

POTRESTI ESSERE TENTATO DI MANIPOLARE GLI ALTRI

L’altra faccia della medaglia è che la tua intelligenza emotiva può darti la tentazione di manipolare il prossimo, intenzionalmente o meno. Le emozioni infatti sono molto motivanti per gli esseri umani, quindi possono essere utilizzate per fare pressione sulle persone e far eseguire determinate azioni.

Alcuni soggetti, soprattutto quelli piuttosto narcisisti e con tendenze sociopatiche, possono essere molto abili nel manipolare la particolare sensibilità delle persone dotate di intelligenza emotiva.

Estremizzando il concetto, Adam Grant scrive:

Riconoscendo il potere delle emozioni, uno dei più influenti leader del ventesimo secolo ha speso lunghi anni per studiare gli effetti emozionali del proprio linguaggio del corpo. Esercitare i suoi gesti manuali e analizzare le immagini dei suoi movimenti gli ha permesso di diventare “un avvincente oratore pubblico”, ha detto lo storico Roger Moorhouse. – Ci ha lavorato sopra davvero duramente.” Si chiamava Adolf Hitler.

Oppure, come ulteriore esempio, poniamo che tu chieda ad un collega di aiutarti in un determinato progetto. Dal momento che  riesci a interpretare le reali emozioni delle persone, capiresti se lui sta cercando di rifiutarsi e non sa come fare. In quel momento puoi essere tentato di utilizzare le tue capacità per forzarlo ad aiutarti, nonostante la consapevolezza che questo sia contrario alla sua volontà.

In proposito, il dott. Martin Kildare, presidente del Management Comportamentale all’ University College London, ci induce a riflettere con la seguente affermazione:

[Alcune persone con intelligenza emotiva possono] modellare le proprie emozioni al fine di produrre impressioni favorevoli di se stessi. Il mascheramento strategico delle proprie emozioni e la manipolazione di quelle altrui per fini strategici sono comportamenti evidenti non solo nel teatro di Shakespeare, ma anche negli uffici e nei corridoi nei quali potere e influenza vengono commercializzati.

Naturalmente, se sei consapevole di questa tendenza, puoi attivare azioni specifiche per contrastarla. Puoi ad esempio rassicurare le persone dicendo loro che comunque hanno sempre la possibilità di dirti di no, ed essere particolarmente cauto nel fare pressione emotiva sul prossimo.

POTRESTI PREVENIRE LE OPINIONI CRITICHE  ALTRUI

Se hai un’intelligenza emotiva, sai bene come comportarti per condizionare un pubblico. Sai quindi come utilizzare le tue emozioni, le tue parole e anche le tue  espressioni facciali per massimizzarne l’impatto.

Consideriamo per esempio  Steve Jobs. Egli è stato capace di convincere milioni di persone ad acquistare i suoi prodotti grazie ad un’incredibile abilità oratoria. L’iPhone è forse  il miglior prodotto tecnologico di tutti i tempi? Probabilmente no, ma Steve Jobs ci ha invece convinti che lo sia.

Nel suo libro “Steve Jobs”, Walter Isaacson scrive che un collega di Jobs ha detto:

Steve possiede un campo di distorsione della realtà.  In sua presenza, la realtà risulta malleabile. Lui può convincere chiunque di qualsiasi cosa. Poi la cosa ti passa quando lui non è più nei pressi, ma questo fatto rende comunque difficile farti un quadro davvero realistico delle situazioni.

Se hai un’elevata IE, potresti quindi essere tentato di utilizzare tecniche di “distorsione della realtà” simili a questa. Sollecitare le emozioni, piuttosto che aiutare ad affrontare i problemi con pensiero critico, in genere conduce a prendere decisioni tutt’altro che valide.

Un modo molto semplice per evitare che questo succeda, è quello di fare in modo che le persone abbiano tempo sufficiente per elaborare quanto viene loro richiesto e consentire di fare domande prima di attivarsi in proposito. Le emozioni tendono a sfumarsi nel tempo, e questo permette alla gente di ragionare più criticamente e con più cura sull’intero quadro della situazione.

POTRESTI AVERE DIFFICOLTÀ NEL DEFINIRE LE PRIORITÀ’

Se hai un’intelligenza emotiva, probabilmente eccelli negli impegni faccia a faccia. Sei sensibile alle necessità altrui, quindi sei anche in grado di corrispondere alle loro emozioni e sai cosa sia necessario per farli sentire apprezzati.

Ma può essere difficile applicare questa grande talento quando si ha a che fare con gruppi di molte persone. Nel caso tu sia un leader, comunque devi gestire molte esigenze in competizione tra loro. Devi quindi essere in grado di gestire incontri di gruppo e tentare necessariamente di realizzare gli inevitabili compromessi. Al tempo stesso, sarai allora consapevole della frustrazione di una persona e della soddisfazione di un’altra. Il che ti creerà un peso.

Queste emozioni conflittuali possono rendere difficile risolvere davvero le priorità conflittuali che si verificano in qualsiasi organizzazione strutturata. Può succederti di sentire un costante senso di colpa, oppure di non essere abbastanza equilibrato con tutti. Nonostante tutto questo sia davvero difficile, devi comunque portare questo peso.

Se il tuo desiderio è di dirigere, devi essere consapevole che all’interno del”pacchetto” del tuo mestiere  questo è incluso in partenza. Non è che sia un tuo problema particolare o un difetto innato. Ogni leader deve affrontare molteplicità di desideri e dire di no ad alcune persone.  Non dovresti prenderla come fatto un personale.

LE TUE CAPACITA’ POTREBBERO NON ESSERE VALORIZZATE

Nel tuo ambiente di lavoro, potresti trovare che qualcuno non valorizza la tua intelligenza emotiva come ti sembrerebbe giusto. In mestieri che hanno a che fare con il trattamento di numeri o dati, come ad esempio nell’amministrazione o nell’informatica, si tende a valorizzare maggiormente le capacità analitiche rispetto a quelle emozionali.

Di conseguenza, sfortunatamente può succedere che la tua intelligenza emotiva venga ignorata o perfino disprezzata. In questi casi, potresti sentirti scoraggiato o frustrato, e avere la sensazione che i tuoi suggerimenti e le tue idee non siano necessarie.

E’ allora essenziale ricordare che in ogni mestiere l’intelligenza emotiva è comunque un talento molto prezioso. Anche nelle professioni relative alla gestione dati, si dovrà comunque lavorare in qualche modo con altre persone. Si dovrà per forza interagire con managers, colleghi e clienti. Ci sarà anche bisogno di gestire dal punto di vista emozionale riunioni importanti. Nonostante possa apparire che tutto questo non venga apprezzato, le tue capacità rimangono fondamentali.

CONCLUDENDO

L’intelligenza emotiva è un talento formidabile. Essa ti rende empatico, intuitivo sulle gioie e gli sforzi altrui e ti aiuta a gestire le emozioni nel modo più opportuno. Ognuno di noi usufruisce di qualche tipo di sensibilità emozionale.

Ci sono delle controindicazioni in tutto ciò? Ovviamente sì. Ma se sai  porre la giusta attenzione e conosci le tue debolezze, puoi effettivamente tutelarti e proteggerti da questi aspetti negativi.

In conclusione, si può affermare che è comunque molto meglio possedere un’intelligenza emotiva, piuttosto che essere privi di sensibilità nei confronti del prossimo. L’intelligenza emotiva è un dono da apprezzare, e non un difetto da criticare. Il nostro mondo sarebbe un posto davvero migliore se ognuno di noi avesse un po’più di intelligenza emozionale.

Leo Buscaglia ha detto:

“Troppo spesso sottovalutiamo il valore di un contatto, un sorriso, una parola cortese, un ascolto, un complimento onesto, o il minimo gesto di interesse, ognuno dei quali ha il potenziale di cambiare una vita.”

Non potremmo essere più d’accordo.