Ipersensibilità e cultura

Tao

Come ho già notato in un precedente post, e anche in questo, non ho ancora raggiunto certezze sul motivo per cui il libro di Elain N. Aron, The Highly Sensitive Person“, sottotitolo “How to Thrive When the World Overwhelms You” non abbia trovato nessun modo per essere tradotto e pubblicato in Italia. Questo mentre invece alcuni autori che potremmo definire discepoli della Aron, poi hanno scritto testi che ne ricalcano (sviluppandolo e approfondendolo) il pensiero, trovando editori che li hanno diffusi, raccogliendo interesse e perfino un certo successo in termini di vendite.

Qualche idea, anche critica, me la son fatta. Continuerò a rifletterci su. Intanto però, allo scopo di approfondire, cercherò nei limiti delle mie possibilità di tradurre di seguito, dal testo originale il paragrafo “Learning About our Culture – What You Don’t Realize WILL Hurt You”  (da pag. 15: Conoscere la Nostra Cultura – Quello Che Non Comprendi Finirà per Ferirti). Comunque la si pensi in proposito, la tesi esposta mi sembra molto importante. Nel caso poi si trattasse di una battaglia di retroguardia contro i mulini a vento, credo valga comunque la pena di combatterla.

“Stiamo imparando a vedere la nostra caratteristica come una cosa neutra – utile in alcune situazioni ma non in altre – purtroppo però la nostra cultura di certo non vede né questa né altra caratteristiche come neutrali. L’antropologa Margaret Mead l’ha spiegato bene. Benché i neonati mostreranno una larga gamma di temperamenti, solo una ristretta fascia di questi, e solo un certo tipo, sarà percepito come ideale dal contesto. La personalità ideale sarà rappresentata, secondo Mead, “in ogni filo del tessuto sociale – le cure prestate al bambino, i giochi che fa, le canzoni che la gente canta, l’organizzazione politica, l’osservanza religiosa, l’arte e la filosofia.”Altre caratteristiche sono ignorate, scoraggiate, oppure se tutto il resto non riesce, ridicolizzato.

Cos’è che risulta ideale nella nostra cultura? Cinema, pubblicità, la progettazione degli spazi pubblici, tutto ci suggerisce che dovremmo essere duri come Terminator, imperturbabile come Clint Eastwood, estroversi come Goldie Hawn. Dovremmo essere piacevolmente eccitati da luci abbaglianti, frastuoni, un gruppo di spensierate persone che si intrattengono in un pub. Se per caso ci sentissimo sopraffatti, possiamo sempre prendere un’aspirina.

Nel caso ricordassi una sola cosa di questo libro, dovrebbe essere il seguente studio. Xinyin Chen e Kenneth Rubin dell’Università di Waterloo in Ontario, Canada e Yuerong Sun dell’Università di Shangai hanno confrontato 480 scolari di Shangai con 296 canadesi per ricercare quali caratteristiche rendono più benvoluti i ragazzi. In Cina i bambini “timidi” e “sensibili” sono risultati quelli maggiormente scelti come amici o compagni di giochi. (In Mandarino, il termine per timido o silenzioso significano educato, garbato; sensibile può essere tradotto in “avere comprensione”, un termine utilizzato nelle preghiere. In  Canada, invece, i bambini timidi e sensibili risultarono tra quelli meno graditi. Si tratta di possibilità, di casualità, se questo è il tipo di mentalità che hai affrontato crescendo.

Pensa all’effetto su di te del fatto di non essere l’ideale per la tua cultura. Questo ti deve interessare, non solo il modo con cui gli altri ti hanno trattato , ma anche come tu hai finito per trattare te stesso.”

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