La musica di Hornby. Uno

  1. Teenage Fanclub – Your Love Is the Place Where I Come From

«… uno dei pezzi più belli di uno dei miei album preferiti: Songs from Northern Britain..

2. Bruce Springsteen – Thunder Road

«… ho un ricordo di me che ascolto questa canzone di recente e la amo quasi come allora: è stato qualche mese fa (sì ero in macchina, anche se probabilmente non guidavo e di sicuro non stavo correndo lungo qualche autostrada o superstrada americana che fosse e non avevo il vento nei capelli, perché non ho né decappottabile né capelli…»

3. Nelly Furtado – I’m Like a Bird

«…La canzone che mi ha fatto uscire piacevolmente di testa negli ultimi tempi è “I’m Like a Bird, di Nelly Furtado. Sarà la storia a giudicare se Ms Furtado si rivelerà una vera artista; ho il sospetto che che non cambierà il nostro modo di vedere il mondo, ma non posso dire che me ne importi più di tanto: le sarò sempre grato per aver creato in me il bisogno narcotico di ascoltare e riascoltare la sua canzone….»

4. Led Zeppelin – Heartbreaker

«… se mi dovesse mai capitare di canticchiare un riff blues-metal a un alieno con le idee confuse, sceglierei Heartbreaker degli Zeppelin, da Led Zeppelin II. Non sono sicuro se intonando “DANG DANG DANG DANG DA-DA-DANG, DA-DA-DA DA-DA-DA-DANG-DANG DA-DA-DANG” riuscirei a illuminarlo, ma mi sentirei di aver fatto del mio meglio nei limiti delle circostanze….»

5. Rufus Wainwright – One Man Guy

«…Secondo me, Lui compare all’inizio della seconda strofa, appena Rufus e sua sorella Martha cominciano ad armonizzare. Forse è significativo (o magari Lui sta solo dimostrando un senso dell’umorismo fin qui insospettato) che cominci ad avvertire  la Sua presenza quando senti “People meditate, hey, that’s just great, trying to find the Inner You”. Merito dell’armonia, anche se non mi sono chiari i rapporti di causa ed effetto. Dio compare perché Martha e Rufus cantano così bene insieme che Lui sentendoli da lontano si dice: “Ehi, questa è musica che fa per Me, vado giù a dare un’occhiata“…»

6. Santana – Samba Pa Ti

«Samba Pa Ti è un pezzo strumentale, non una canzone, ma per un periodo cruciale della mia adolescenza, quando lo scoprii, mi parlò con la stessa eloquenza di qualsiasi altra cosa fosse composta di parole: ero convinto che fosse l’espressione dell’esperienza sessuale. Più precisamente, sapevo che Samba Pa Ti era il pezzo che avrei ascoltato durante la perdita della mia verginità – se non allo stereo, comunque nella mia testa. All’inizio è lenta e misteriosa e bella, e poi…»

7. Rod Steward – Mama You Been on My Mind

«Mama You Been on My Mind, di Dylan, mi sembra poco più che una strimpellata – una strimpellata squisita, ma pur sempre una strimpellata. Stewart è innamorato di questa canzone e sa valorizzarla, mentre Dylan la butta quasi lì così, dandoci a intendere di avere molte più cartucce da sparare; la devozione di Stewart sembra donargli dignità, la investe di un’epicità che Dylan le ha negato…»

8. Bob Dylan – Can You Please Crawl out Your Window?

9. The Beatles – Rain

« Can You Please Crawl out Your Window? è, capisco, una delle cose minori di Dylan, uno dei suoi stizzosi (e meno che poetici) pezzi a muso duro, ma risale al mio periodo preferito (elettrico, con quel suono di organo chiaro e pulito), e non l’ho sentito un milione di volte; per questo adesso si insinua nelle cassette che tengo in auto. E Rain è una grande canzone dei Beatles risalente a una grande annata, quella che gli Oasis cercano di vivere da dieci anni, ed è fantastico ascoltare Lennon/McCartney in un brano che conserva ancora quasi tutta la sua polpa…»

 

10. Ani DiFranco – You Had Time

11. Aimee Mann – I’ve Had It

«Verrebbe da pensare che le canzoni introspettive sulla vita nel mondo della musica – sulle gioie e i dolori dell’essere una cantautrice di talento in cerca di successo (I’ve Had It) o sulle difficoltà di conciliare una relazione di coppia con una carriera rock (You Had Time) – facciano schifo. Verrebbe da pensare che questi brani puzzino di autocompiacimento o siano indice di carenza di immaginazione, di creatività ed empatia. Verrebbe da pensare che la Mann e la DiFranco non siano molto lontane dallo scrivere canzoni sul servizio in camera, sugli angoli bar al cinema e sull’imbecillità degli speaker delle radio locali. E allora come mai questi sono due tra i brani musicali più commoventi e belli che si possa sperare in un album pop?…»

 

Continua (post n. 1 di 3).

L’illustrazione che segue è di Zerocalcare (2018)

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