Lo straniero

Kamel Daoud

Prima di leggere “Il caso Meursault” di Kamel Daoud (Bompiani – 2015, premiato con il Goncourt del primo romanzo nello stesso anno), conviene leggere (o rileggere) “Lo straniero” di Albert Camus (prima edizione francese del 1942, edizione italiana Bompiani – 2001), testo di cui “Kamel Daoud ha immaginato un seguito ideale che echeggia sin dall’incipit, cambiando però il narratore, invertendo la prospettiva e lo scenario storico.” (Anais Ginori, da Repubblica.it)

lo-stranieroForse però prima ancora di tutto questo, per quanto riguarda Kamel Daoud è importante ricordare che “lo scrittore algerino, sfinito dalle polemiche e in particolare da un attacco collettivo contro di lui firmato su Le Monde da 19 studiosi, annuncia: «Sono stanco, abbandono il giornalismo» (…) ho scritto tanto, ho cercato di impegnarmi. Ma le pressioni sono troppo forti: in Algeria gli islamisti mi lanciano la fatwa, e adesso in Occidente c’è chi mi accusa di islamofobia. È un insulto immorale, un’inquisizione. In Francia è diventato troppo difficile esprimere le proprie opinioni»” (Da Corriere.it – Stefano Montefiori). Infatti:

“Quando gli intellettuali parigini accusano Daoud di contrapporre un Occidente libero ed emancipato a un Oriente sottomesso mostrano di essere succubi di quell’ideologia multiculturalista e terzomondista che, equiparando ogni cosa, finirà prima o poi per segare le gambe alla sedia ove tutti noi siamo seduti. Bene ha fatto perciò il giornalista algerino ad annunciare il proprio ritiro da una professione così nobile e oggi così minacciata come quella del giornalista. Servono gesti eclatanti. E ben vengono nella patria di quel Voltaire che esaltò con tanta enfasi, due secoli e mezzo fa, la liberté de plume.” (Corrado Ocone – Huffington Post).

Ecco allora che, partendo dalla volontà di commentare il libro di Daoud, si finisce per ricordare un altro importante testo di un importantissimo autore: OrientalismoOrientalismo ( di Edward W. Said – Feltrinelli 2002 ). Questo libro “è l’indagine, e la rappresentazione, di un capitolo di storia intellettuale tra i più complessi, quello che parte dal XVIII secolo, ma con radici ben più lontane nel tempo, e che arriva  fino ai giorni nostri; l’obiettivo di tale indagine è individuare le motivazioni ideologiche e culturali che hanno dato vita ad un vero e proprio stile di pensiero. Per orientalismo s’intende il modo in cui la cultura e la coscienza europea hanno cercato di conoscere l’Oriente e di appropriarsene; il modo in cui hanno cercato di dominarlo, travisandolo, volontariamente, e trasformandolo nel luogo, per antonomasia, in cui risiedeva l’Altro. Il libro analizza i meccanismi e le modalità con cui questa colonizzazione intellettuale si è tramandata dagli stereotipi ottocenteschi fino ad oggi.” (Ilaria Bigelli)

E ancora: “L’orientalismo è stato dunque il sistema di rappresentazioni con il quale si introdusse l’Oriente nella cultura occidentale. (…) L’Oriente venne così studiato dalle nazioni europee per poterlo controllare meglio, per perpetuare la dominazione. Il rapporto tra Oriente e Occidente è appunto una questione di potere, di dominio, nel quale sono coinvolte forme di egemonia. Said si sofferma quindi sul periodo nel quale l’Oriente entrò a far parte dei paesi europei, i secoli del colonialismo e della formazione degli imperi (…) Con il termine orientalismo nell’opera si intende il modo con il quale sono state osservate le regioni orientali, focalizzandosi in particolare sui giudizi che furono espressi sui paesi del Medio Oriente. (…)  L’Oriente venne così studiato dalle nazioni europee per poterlo controllare meglio, per perpetuare la dominazione. ” (dalla Tesi di laurea di Marco Montemurro: EDWARD W. SAID: CULTURA, INTELLETTUALI E POTERE. L’IMMAGINE DEL MEDIO ORIENTE NEI MEDIA. Relatore: prof. Pietro Vereni Correlatore:prof. Raul Mordenti.

Intendevo commentare il libro di Kamel Daoud e ho finito per scrivere di tutt’altro. Concludo quindi con questa citazione tratta da pagina 65 del “Caso Meursault”: “Per me la religione è un mezzo pubblico di trasporto che non prendo mai. Se proprio è il caso, mi piace andare verso questo Dio a piedi, ma non in viaggio organizzato.” Ripensandoci, tutto sommato è probabile che non abbia poi divagato così tanto come potrebbe sembrare a prima vista.

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