L’opera struggente di un formidabile genio

Eggers

“Dave Eggers è un genio. E’ lui il primo a crederlo, intitolando questo sua primo lavoro “L’opera struggente di un formidabile genio”. Appunto. A distanza di 9 anni (ora 15, N.d.R) dall’uscita di questo libro, la scrittura di Eggers sembra essere ancora più formidabile di quanto pensassimo nel momento in cui queste 423 pagine sono state inserite negli scaffali delle librerie. Eppure non stiamo parlando di fiction. Contrariamente a tutte le regole del mondo dell’editoria, l’opera prima dello scrittore è il racconto della sua gioventù. Ciò che rende questo racconto sconvolgente è da un lato la scrittura pazzesca dell’autore di Chicago, e dall’altro una concatenazione di eventi tragici che renderebbe la storia completamente inventata. In realtà, purtroppo per Eggers, non lo è.

In breve, e per non togliere il gusto della scoperta pagina dopo pagina, al giovane Dave muoiono nel giro di pochi mesi entrambi i genitori ed entrambi di cancro. Con ormai più nulla da perdere, prende il fratello minore Toph e si trasferisce da Chicago alla California. Tutto il resto è una risata amara nei confronti della vita. Sono pensieri ad alta voce, teneri e beffardi. Eggers descrive la malattia con una lucidità distante, ma a poco a poco le pagine svelano una dolcezza nascosta. Il tumore allo stomaco di sua madre è descritto come un melone che si nasconde sotto le coperte. Nella vita Californiana in cui si ritrova a fare da padre al fratello minore, le due parole che si rincorrono pagina dopo pagina sono loro sanno. La gente sa, dice Eggers, e quindi la sua vita è in bilico tra sfasciare la sua esistenza ed aspettare un dono dal cielo. Perché, come scrive con lucidità sconvolgente, Dio deve ricompensarlo per tutto ciò che gli ha fatto passare.

In tutto questo c’è una scrittura moderna, accattivante. Le parole si susseguono senza sosta. Lunghissimi brainstorming lasciano spazio a pagine di pura poesia. Eppure Eggers non è mai distante dal lettore. Non si ha mai l’impressione che ci stia impressionando con tecniche letterarie innovative. Piuttosto, da voce alle nostre inquietudini, anche a quelle più banali che mai avremmo pensato di leggere tra le righe di una opera così dirompente.

Alcuni libri non vogliono dare insegnamenti. Tantomeno, l’Opera struggente di un formidabile genio, che non è certo un romanzo di formazione. Ma al termine delle 423 pagine, si fa largo l’idea che Eggers ci abbia insegnato a vivere. Naturalmente, tutto questo senza la sua volontà. La sua, a ben vedere, è solo l’opera struggente di un formidabile genio.”

Questo commento anonimo, sostanzialmente condivisibile, è stato rintracciato su internet digitando su Google il nome dell’autore e il titolo. Aggiungo soltanto che, personalmente, mi sono convinto a leggere il libro aprendolo alle prime pagine e leggendone il colophon. Incredibile? Provare per credere.

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