Outing

Come riportato dal dizionario online del Corriere della Sera, il termine “outing“, alla lettera, significa esternazione, rivelazione. Detto però in lingua inglese sembra molto più interessante. Perciò, essendo di per se né punto né poco interessante, il mio outing personale è il seguente: ebbene sì! per tutta la vita ho votato a sinistra, per una sinistra più o meno estrema, ma mediamente di tendenza riformista (craxiano-socialista però mai). Non ne sono certo ma penso anzi di aver votato una volta perfino per Matteo Renzi. Il quale nonostante tutto continua a dichiararsi progressista e udite udite di sinistra. E’ evidente che un tempo ci ho creduto anch’io.

Il fatto è che stavo concependo un post su tutt’altro argomento, quando disgraziatamente mi è capitato sotto gli occhi il biglietto riprodotto sopra, postato dal suddetto Renzi sui social per celebrare il suo successo nelle primarie dei tesserati del PD. Niente da fare, non mi è più riuscito di concentrarmi sull’argomento precedente (il mio post quindi è rimandato, il mondo se ne farà una ragione). Subito dopo infatti il mio pensiero si è fissato su una domanda che non sono più riuscito a togliermi dalla testa e a cui non so ancora dare una risposta, questa: come si fa a delegare la propria responsabilità politica e sociale a un tale che ritiene utile pubblicare un simile puerile messaggio?

Risulta evidente che il nostro “Matteo” non ha letto Orazio: “più che d’aver errato, mi vergogno / di non sapere agli errori porre un fine” (Epistole, I, XIV, 1-36). Come andrà a finire? Ai posteri l’ardua sentenza.

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