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Tag: jazz

A mezzanotte circa

“Round midnight significa intorno alla mezzanotte e fa riferimento ad una celebre composizione di Thelonious Monk. Secondo alcuni indica l’ora magica, in cui in un jazz club notturno si celebra il rito di una musica particolare.” (da Wikipedia)

Round MidnightA mezzanotte circa è anche il titolo di un film del 1986 diretto da Bertrand Tavernier, è ispirato alla vita dei jazzisti Lester Young e Bud Powell e ha come vero protagonista la musica jazz, musica notturna per eccellenza.

La musica jazz ha prodotto moltissimi capolavori della cultura mondiale, per fare un solo esempio Kind of Blue , album realizzato da Miles Davis nel 1959 ed entrato nella storia del jazz, essendo fra i più venduti di sempre. Nel 2003 la celebre rivista musicale Rolling Stone, nella sua classifica sui 500 migliori album di ogni tempo, indicò Kind of Blue al 12º posto. Ma Bologna, a quanto pare, non ama il jazz.

Bologna dovrebbe rinunciare al titolo di Città della Musica Unesco, perchè ormai per i musicisti è impossibile lavorarci, dovremmo andarcene tutti.” La provocazione è di Guglielmo Pagnozzi, famoso sassofonista e clarinettista noto nell’ambiente artistico cittadino, che ieri si è sfogato su Facebook in merito a un provvedimento che per 15 giorni ha limitato i concerti all’interno della Cantina Bentivoglio di via Mascarella, vero proprio tempio bolognese del jazz, obbligata a sospendere i live alle 22. (…) E’ vero, per 15 giorni abbiamo ricevuto un provvedimento restrittivo in seguito a delle rilevazioni scaturite da segnalazioni dei vicini – commenta Serrazanetti (uno dei soci della Cantina) – Adesso siamo tornati alla normalità, con la sospensione a mezzanotte.” (Dal Corriere di Bologna).

L’attività di proposta jazz della Cantina Bentivoglio, che esiste dal 1989, ha avuto il riconoscimento della famosa rivista americana “DownBeat” che dal 2002, ormai per 12 volte, ha inserito la Cantina Bentivoglio nell’elenco dei 100 più importanti jazz club del mondo. Alla Cantina va tutta la mia solidarietà: interrompere un concerto jazz alle 22 è come visitare gli Uffizi nottetempo al buio perché ai frontisti danno fastidio le luci.

Nel video che segue (da YouTube): Thelonious Monk Quartet – Round Midnight, Thelonious Monk(p),  Charlie Rouse(ts),  Larry Gales(b) Ben Riley(ds),  Recorded in Norway 1966 dvd “LIVE in ’66”

Post Scriptum per il vicinato: il titolo del pezzo non è per niente casuale.

Dave Holland – Prism

DaveHollandPrism_Fiesole2012_01

San Lazzaro di Savena è una cittadina di 32.000 abitanti circa, adiacente a Bologna e da essa separata dal fiume Savena. A San Lazzaro c’è un circolo ARCI. denominato – guarda caso –  Circolo ARCI San Lazzaro. Il Circolo ARCI San Lazzaro dispone di una splendida Sala Paradiso, in cui si svolgono: “..serate di ballo liscio il martedì e venerdì pomeriggio e la domenica sera, di quelli latinoamericani il venerdì sera, dei balli di gruppo anni 60-90 il giovedì sera e con rinomate orchestre il sabato sera. Sono ripresi anche i martedì sera, uno al mese, dedicati al ballo liscio di Bologna: la filuzzi (…) eventi di ogni tipo, feste, pranzi sociali, tombole, gare di burraco e biliardo”. Personalmente detesto con tutto ma proprio tutto il cuore  il ballo liscio in generale e la filuzzi in particolare (a dire il vero anche i pranzi sociali, le tombole e il burraco, ma davvero un po’meno). Lunedì 4 maggio nel medesimo luogo c’è stato uno splendido concerto del supergruppo di Dave Holland, Prism. Holland al contrabbasso, Kevin Eubanks alla chitarra, Craig Taborn al pianoforte e Fender rhodes, Eric Harland alla batteria. Come dire il diavolo e l’acqua santa, per quanto mi riguarda. La Sala Paradiso e Dave Holland-Prism, intendo. La coda del diavolo ogni tanto si è intravista, in sala si percepiva, eccome, una presenza. Anzi, un’assenza. Magnifico concerto, tuttavia, e grandissimi musicisti. Il tocco delle muse era però assente, il miracolo non si produce mica sempre, esse come noto si concedono solo a determinate condizioni. Concerto che ha lasciato qualcosa a cui pensare, per chi ne avesse voglia. Un disagio che si percepiva dietro la facciata, remore ambientali, gridolini, applausi e fischi di approvazione stereotipati. Forse perché “…Dave Holland è certamente uno dei migliori contrabbassisti di tutti i tempi, sempre collegato alla tradizione jazzistica costruisce continuamente ponti verso il futuro, già con Miles Davis in “Silent Way” e “Bitches Brew”, poi con Chick Corea, Pat Metheny e molti altri”? Forse perché noi, invece, abbiamo la filuzzi? Non solo quella, è vero, però da troppo tempo c’è l’impressione di una classe dirigente e intellettuale (?) che magari ogni tanto ci concede bontà sua il privilegio di un Dave Holland, ma quando si tratta di ballare  nelle sale buie dei vari circoli “con ingresso sempre riservato ai soli soci”, allora davvero non c’è storia: la solita musica di ieri, possibilmente allo stato fossile. Il liscio, la filuzzi, lo sguardo fisso sul passato e un orizzonte limitato alla punta del proprio naso. Il provincialismo non si nasconde davvero né sotto il tappeto né dietro le tende della Sala Paradiso.

Eccoli invece a Francoforte nel 2013:

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