Un calcio allo sport

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Per approfondire il tema della gestione del mondo del calcio in Italia, come ho provato a fare in questo precedente post, e anche in questo, segnalo l’editoriale di Aldo Grasso in prima pagina sul Corriere di oggi. Per i nostri ragazzi il football è solamente un gioco. Forse un sogno e una grande passione. Ma che nel nostro paese esso  sia rimasto solo un gioco non è più vero da molto tempo. Si tratta soprattutto di un business colossale, politico e imprenditoriale, nelle accezioni meno nobili dei rispettivi termini. Piaccia o meno (a me ad esempio non piace), questo business è diventato un importante elemento di condizionamento socio-culturale. Come ovvio, coloro che comandano in questo ennesimo monopolio italiano sono sempre gli stessi. I loro interessi non coincidono davvero MAI con quelli della collettività. Meno che meno con quello dei nostri figli. I risultati di questo dato di fatto sono sotto gli occhi di tutti. Ma la politica, quella con la P maiuscola, è finalmente intenzionata a fare qualcosa oppure continuerà ad osservare di fatto gli eventi con la massima indifferenza? Dobbiamo forse convincerci che la gerarchia dei poteri la vede definitivamente sottoposta a quelli economico-finanziari? Certamente no. Ottimismo della volontà. Attendiamo perciò fiduciosi che essa batta un colpo. Nel frattempo, ecco l’editoriale di Aldo Grasso, il quale, ricordo, è giornalista, critico televisivo e docente universitario.

E in Mano al «boga» il calcio diventò cinese

di Aldo Grasso

Marco Bogarelli è il vero padrone del calcio italiano, anche se lui, con malcelata modestia, si schermisce. Referente italiano della Infront Sports & Media, presieduta da Philippe Blatter (nipote di Sepp, padrone della Fifa), forma con Galliani e Lotito l’asse portante del sistema calcio (molto si era già capito con l’elezione di Beretta e Tavecchio). Bravo è bravo, non c’è dubbio, se è vero che ora la Lega ha introiti per un miliardo e duecento milioni di euro. Ma è altrettanto vero che il calcio italiano dipende quasi totalmente da Bogarelli, detto «il Boga». È advisor e venditore unico dei diritti media nazionali e internazionali di Serie A, Serie B e Coppa Italia. Gestisce i diritti marketing e advertising della maggioranza delle società di Serie A e della stessa Federcalcio. Produce le immagini tv girate negli stadi (tranne Juve e Napoli). Procura gli sponsor ed è concessionario della commercializzazione dei diritti d’archivio di quasi tutti i club. E altro ancora, tra cui la web tv della Lega. Da monopolista. Tanto che l’Antitrust ha deciso di buttarci un occhio. La Infront è stata da poco rilevata da Dalian Wanda, una multinazionale cinese che opera nell’edilizia, nel turismo e nell’intrattenimento. Come ha scritto il nostro Massimo Sideri, «la matassa è così ingarbugliata che c’è da domandarsi come faranno a spiegarla ai cinesi di Wanda». Nel frattempo, a sua insaputa, il calcio italiano ha già gli occhi a mandorla.

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