Wolfango

Il pittore bolognese Wolfango Beretti Poggi, per gli appassionati d’arte semplicemente “Wolfango”, si è spento serenamente nella notte tra il 15 e il 16 gennaio, all’età di 90 anni.

“Il consiglio comunale ieri ha ricordato il pittore bolognese, con un minuto di silenzio e poi con un intervento del vicepresidente Marco Piazza: «Se qualche volta siamo coinvolti in una noiosa conferenza stampa in sala Savonuzzi, dobbiamo dire grazie a lui se possiamo comunque usare il nostro tempo ammirando quello splendido dipinto, “Il cassetto” che Wolfango ha donato a Palazzo d’Accursio. Un’opera di cui non si finisce mai di scoprire nuovi dettagli. La guardo da tanti anni e ogni volta ci trovo qualcosa di nuovo.”

Wolfango dipingeva cose vere: Il cassetto”, dipinto ta il 1976 e il 1977, è un vero cassetto di casa. L’idea gli è venuta dalla lettura capitolo 17, Itaca, di “Ulysses” di Joyce, elenco minuzioso del contenuto del primo cassetto di Bloom, non chiuso a chiave”

Ma la cosa più straordinaria a mio parere è ancora un’altra: “Realizzava quadri di grandi dimensioni, che con tutta evidenza, ricorda ora Riccomini, lo storico dell’arte che gli è stato mentore e amico, fuori da quelle pareti non sarebbero mai potuti uscire. Quando nel 1986 si trattò di trasportarli per esporli finalmente nel luogo che Riccomini e Renzo Imbeni, l’allora sindaco, trovarono più adatto, l’ex chiesa di Santa Lucia («abbandonata e abitata solo da piccioni svolazzanti»), l’unico modo per liberare “Il cassetto” che oggi domina la sala stampa del Comune con i suoi 4 metri per 3,40, fu di tagliare di sbieco il muro esterno di casa, prolungando l’apertura della finestra giù fino a terra. Di quell’impresa rimane una memorabile sequenza fotografica in bianco e nero di Nino Migliori. Dallo stesso taglio uscì “Resurgo”, visione di una cassetta di zinco piena di ossa provenienti dalla Certosa, oggi a San Giovanni in Monte.”

Qui sopra: Sequenza fotografica in bianco e nero di Nino Migliori.

Testi in corsivo  tratti da “la Repubblica Bologna” di Paola Naldi e Brunetta Torresin.

Nell’immagine grande: “Il cassetto” (1976-77) cm 400 x 340 –  esposto nella sala stampa del Municipio di Bologna, Palazzo d’Accursio.

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