Pico della Mirandola riteneva che l’uomo sia stato creato per il desiderio divino che vi fosse un essere capace di comprendere le leggi del creato e amarne la bellezza. Come egli spiega nell'”Oratio de hominis dignitate“, l’uomo riunisce potenzialmente tutte le identità assegnate singolarmente alle altre creature; la sua eccellenza consiste nel dono di poter  essere creatore della propria natura. E immagina il pensiero di Dio: “l’altrui già definita natura è costretta entro leggi da noi prescritte. Tu, non costretto entro chiusa veruna, di tuo arbitrio, nel cui potere t’ò posto, la tua natura ti determinerai. T’ò collocato nel mezzo del mondo perché d’intorno più comodamente tu vegga quel che esiste nel mondo. Non ti facemmo né celeste né terreno, né mortale né immortale affinché tu, di te stesso quasi arbitrario  e , per così dire, onorario plasmatore ed effigiatore, ti componga in quella forma che avrai preferita. Potrai degenerare in quelle inferiori che sono brute; potrai, per decisione dell’animo tuo, rigenerarti nelle superiori che sono divine” 

(…) Ma a che pro tutto questo? Affinché comprendiamo – da che così fummo creati, che siamo quel che vogliam essere – dover noi soprattutto curare che codesto non abbia a dirsi contro di noi: che essendo in alto grado non ci si accorga d’esser invece divenuti simili ai bruti e ai giumenti incoscienti”. Anche Steinbeck, in tempi più recenti, la pensava così: “Ma la parola ebraica timshel – ‘Tu puoi’ – quella dà una possibilità. E’ forse la parola più importante del mondo. Quella che dice che la strada è aperta. Quella che ributta la cosa sull’uomo. Perché, se ‘tu puoi’… è vero anche che tu puoi non… (…) Ma pensate alla superiorità della scelta! Questo sì che fa di un uomo un uomo. Un gatto non può scegliere, l’ape deve fare il miele. Lì la divinità non c’entra”  (da La valle dell’Eden).

L’ape non può scegliere e fa il miele; l’uomo invece può scegliere, perfino di diventare neonazista: “Settantatre anni dopo la fine del nazifascismo sta montando in Italia – antifascista per Costituzione – un’onda nera che afferma la sua voglia di protagonismo. Che occupa spazi e entra nei consigli comunali (eleggendo rappresentanti oppure con blitz squadristi tipo quelli di CPI a Catania e Milano dove il sindaco Beppe Sala è ora sotto protezione per minacce ricevute). Che aspira a mettere le mani sulle leve della politica che decide. E’ una nuova ultradestra antidemocratica, attrattiva per i giovani, abile nel cavalcare il disagio sociale diffuso, soprattutto nelle fasce deboli, nelle periferie. Da Nord a Sud propone un’offerta non più metapolitica: welfare “socialista” e provocazioni, sul web, nelle piazze, nei circoli, allo stadio, e spazi comunali, spiagge (il caso Chioggia denunciato da “Repubblica” finito in Procura e in Parlamento; le ronde anti- ambulanti di CPI a Ostia). In mezzo al mare, con la nave anti-Ong di Generazione Identitaria fermata a Cipro. Persino negli oratori e nei cimiteri. E nei municipi, dove consiglieri, assessori e sindaci escono allo scoperto: indossano felpe coi simboli di unità militari naziste (Andrea Bonazza, capogruppo CPI a Bolzano), si augurano che «ritorni il fascismo in questo Stato di merda» (Andrea Bianchi, sindaco di Trenzano). (Paolo Berizzi – Xenofobia, patria e welfare. Nasce il patto tra i nuovi fascisti “Arriveremo in Parlamento” – La Repubblica 28 luglio 2017)

Cori, striscioni, xenofobia: se c’è un luogo dove il fascismo, vecchio e nuovo, è totalmente sdoganato, sono le curve degli stadi. Sempre più “brune”. Dei 151 gruppi ultrà politicizzati – su un totale di 382 gruppi – 85 sono di estrema destra, stima l’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive. Il primato della fascisteria? Come vent’anni fa va ai supporter naziskin del Verona. «Chi ha permesso questa serata? Chi ha pagato tutto? Chi ha fatto da garante ha un nome: Adolf Hitler», ha gridato il primo luglio il capo Luca Castellini alla festa per il ritorno in A della squadra. E dal publico si è alzato il coro «È una squadra fantastica, una squadra fatta a svastica, che bello è… Allena Rudolf Hess!». Castellini è anche un politico: coordina Forza Nuova al Nord. A luglio a Roncolevà (Verona) sono arrivati 25 profughi e per protesta l’auto del presidente della cooperativa che li seguiva è stata presa a sassate. «Quando si ospita questa gente sono cose che devi mettere in conto», è stato il commento del “Caste”. (Paolo Berizzi – Dalle scuole agli stadi ai conflitti in periferia. E’ qui che cresce il nuovo fascismo – La Repubblica 29 luglio 2017)

L’uomo, al contrario dell’ape che fa il miele e del gatto (che fa il gatto), può scegliere perfino di buttare il cervello alle ortiche e di degenerare nelle forme più brute, invasate e inferiori:”Il piano è ambizioso, un salto di qualità per il neofascismo. Poggia su uno schema semplice: il passaggio dalla strada ai seggi, dalle “azioni” muscolari (come i mille saluti romani il 29 aprile al cimitero Maggiore) alla partita Camera- Senato. Dove, ha promesso il vicepresidente casapoundino Simone Di Stefano, «voleranno sedie e schiaffoni». Per fortuna possiamo comunque sempre scegliere tra le  dimensioni inferiori e quelle superiori e provare ad  impedire che sedie, schiaffoni e molto altro (ad esempio i manganelli) volino di nuovo. Su un monumento del campo di concentramento di Dachau, c’è un incisione tradotta in trenta lingue che recita: “Chi dimentica il passato è condannato a riviverlo”. Perché la storia dovrebbe sempre insegnarci qualcosa. La civiltà dipende da noi.