Le menzogne alle quali crediamo

Ma è bene se la coscienza riceve larghe ferite perché in tal modo diventa più sensibile a ogni morso. Bisognerebbe leggere, credo, soltanto libri che mordono e pungono. Se il libro che stiamo leggendo non ci sveglia come un pugno che ci martella sul cranio, perché dunque lo leggiamo? Buon Dio, saremmo felici anche se non avessimo dei libri, e quei libri che ci rendono felici potremmo, a rigore, scriverli da noi. Ma ciò di cui abbiamo bisogno sono quei libri che ci piombano addosso come la sfortuna, che ci perturbano profondamente come la morte di qualcuno che amiamo più di noi stessi, come un suicidio. (Franz Kafka – Da una lettera a Oskar Pollak, novembre 1903)

Su Napoli bisogna tacere

Raffaele La Capria, che avrebbe compiuto 100 anni a ottobre, si è spento nella notte tra il 26 e il 27 giugno nell’ospedale romano Santo Spirito.

Orologi a cucù

«Voglio bene a tutte le persone. Basta che non mi rompano le scatole». Silvio Baldini, allenatore di calcio italiano, a Palermo ha ritrovato i suoi princìpi. Secondo alcuni, poi, l’accidiosa e ignava indole italiana sarebbe diretta conseguenza dell’andare d’amore e d’accordo ormai da troppo tempo. Un’analisi davvero bizzarra.

Il viaggiatore sedentario

«Quando talvolta mi sono accinto a considerare le diverse agitazioni degli uomini e i pericoli e le pene cui si espongono a corte, in guerra, e che sono causa di tante liti, di tante passioni, di tante ardite imprese e di tante azioni spesso cattive ecc., ho scoperto che tutta l’infelicità degli uomini proviene da una cosa sola: dal non saper restare tranquilli in una camera.» (Blaise Pascal)

L’eremita e il pirata

Dino Campana nacque a Marradi nel 1885; il suo passaporto era intestato a un “demente”. Dopo una turbolenta relazione con Sibilla Aleramo, Campana finì i suoi giorni nel 1932 nel manicomio di Castel Pulci, dove fu ricoverato nel 1918. Renato Caccioppoli nacque a Napoli nel 1904. A 27 anni vinse il concorso per la cattedra di Analisi algebrica all’Università di Padova. Poiché durante il fascismo era vietato agli uomini passeggiare con cani di piccola taglia, Caccioppoli era solito camminare per le principali strade di Napoli con un gallo al guinzaglio. L’8 maggio 1959 si suicidò con un colpo di pistola nella sua casa di Palazzo Cellammare.

Il riflesso dell’orologio

Se la condizione della letteratura contemporanea è tutt’altro che rosea, un motivo ci sarà; forse va ricercato nel concetto che artisti e letterati hanno di se stessi. Se la maggior parte delle nuove scritture non afferra la realtà del presente in modo autentico e risolutivo – anzi non ci prova nemmeno – è soprattutto perché essa è troppo impegnata a specchiarsi opportunisticamente in se stessa. Per fornire prodotti “ben confezionati” da piazzare sul mercato dei facili consumi e costumi culturali, si lascia troppo spesso portare dagli eventi, come un bastoncino di legno trasportato dalla corrente, anziché operare per determinarli.

Futurismo postmoderno

«Il Tempo e lo Spazio morirono ieri. Noi viviamo già nell’assoluto, poiché abbiamo già creata l’eterna velocità onnipresente. Noi vogliamo glorificare la guerra – sola igiene del mondo – il militarismo, il patriottismo, il gesto distruttore dei libertari, le belle idee per cui si muore e il disprezzo della donna.» (dal “Manifesto del Futurismo” di Filippo Tommaso Marinetti, 1909). La nozione di postmoderno sottolinea come alla modernità sia succeduta l’impossibilità di creare il nuovo. È succeduta invece una rielaborazione polivalente e indifferente di tutto quanto è già successo, di tutto quanto è stato già fatto e detto. Inutilmente.

Il falò delle verità

L’Accademia è quel posto dove politici, scrittori, architetti si parlano tra loro e si convincono di essere i migliori del mondo. «Quando costruisci una realtà parallela, finisci per crederci. Putin è vittima della sua stessa propaganda. Perché dopo un po’ non ti rendi più conto che la propaganda è menzogna. Rinunci a esplorare il terreno, e ti chiudi nell’Accademia di cui parlavamo, quella in cui tutti si danno ragione» (Renzo Piano). Ovviamente il ragionamento non vale solo per il presidente russo, ma anche per chiunque ritenga di portarsi una volta per tutte la sua verità in tasca.

Ma va tutto bene

“American Tune” è una canzone scritta da Paul Simon nel 1973; una canzone contro la guerra in Vietnam. «Se nella melodia del brano orecchie esperte riconosceranno echi di un’aria della “Passione secondo Matteo” di Bach, il testo fa riferimento appunto alla disillusione dell’uomo rispetto al contesto socio-politico, senza riferimenti politici precisi sull’attualità statunitense, che del resto non facevano parte dello stile di Simon.» (Angelo Zema) “Non conosco un’anima che non sia stata ferita / Non ho un amico che si senta in pace col mondo / Non conosco un sogno che non sia stato infranto / o messo in ginocchio…”