Corrispondenze

La vera musica suggerisce idee analoghe in cervelli differenti. D’altronde, non sarebbe ridicolo qui ragionare a priori, senza comparazioni; poiché la cosa veramente sorprendente sarebbe che il suono non potesse suggerire il colore, che i colori non potessero dare l’idea di una melodia, e che il suono e il colore fossero inetti a tradurre idee; le cose essendosi sempre espresse attraverso una reciproca analogia. (Charles Baudelaire)

Suonare nei sogni

Keith Jarrett probabilmente non suonera’ piu’ in pubblico. Un ictus lo colpi’ a febbraio del 2018 e un altro a maggio dello stesso anno. A rivelarlo e’ il grande pianista jazz, interprete autorevole anche di musica classica, amatissimo in Italia, in una intervista al New York Times. “Ero paralizzato – ha detto, lasciandosi intervistare dal critico Nate Chinen al telefono mentre lui si trovava in una casa nel New Jersey – la mia parte sinistra era parzialmente paralizzata. Ero in grado di camminare servendomi di un bastone, ma c’e’ voluto troppo tempo, oltre un anno. Non so – ha aggiunto – cosa ne sara’ di me in futuro. Non sento di essere un pianista. E’ tutto cio’ che riesco a dire”. (agi.it)

Sembrare o essere?

Il bello è sempre, inevitabilmente, di una composizione duplice, anche se unica è l’impressione che produce; in quanto la difficoltà di distinguere gli elementi variabili nell’unità dell’impressione non intacca minimamente la necessità della varietà nella sua composizione. Il bello è fatto di un elemento eterno, invariabile, la cui quantità è oltremodo difficile da determinare, e di un elemento relativo, occasionale, che sarà, se si preferisce, volta a volta o contemporaneamente, l’epoca, la moda, la morale, la passione. Senza questo secondo elemento, che è come l’involucro dilettoso, pruriginoso, stimolante, del dolce divino, il primo elemento sarebbe indigeribile, non degustabile, inadatto e improprio alla natura umana. Sfido chiunque a scovarmi un esemplare qualsiasi di bellezza dove non siano contenuti i due elementi. (Charles Baudelaire)

Quelli che… dipende, oh yeah

Bisognerebbe diffidare sempre dei fanatici che di volta in volta si dichiarano inflessibili portatori di verità e valori assoluti; lo schema bianco o nero non funziona perché non si accorda alla realtà, ma solo alla paura del futuro e dell’inevitabile cambiamento. Infatti di solito i suoi sostenitori saltano di volta in volta sul carro del vincitore del momento e dei vantaggi più immediati. Il dubbio, la disponibilità all’approfondimento e alla formazione continua di una di coscienza critica sempre vigile rimangono invece l’unica, anche se incerta, possibilità.

Quando scende la notte

Pablo Neruda morì nel settembre del 1973: la causa ufficiale di decesso fu per cancro alla prostata, ma non mancano gli aloni di mistero sulla sua morte, che per molti venne progettata dallo stesso Pinochet. Ma perché uccidere Neruda, se era molto amato? Proprio perché molto amato. Il poeta sarebbe partito il giorno successivo per rifugiarsi in Messico. Battagliero politicamente, con la sua popolarità, sarebbe stato un punto di riferimento per l’opposizione al colpo di stato – appoggiato e forse organizzato dagli Stati Uniti – di Pinochet.