Esattamente il contrario

“Esattamente il contrario” è un testo che lo scrittore Paolo Nori ha letto per la prima volta nel gennaio 2009 in un teatro di Cracovia, davanti a centinaia di studenti di Modena assieme ai quali e alla Fondazione Fossoli aveva compiuto il Viaggio della Memoria ad Auschwitz. «Lo shock non è scoprire quanto Eichmann sia simile a noi, ma quanto noi siamo simili ad Eichmann», ricorda Nori. E conclude: la salvezza, il “salvarsi insieme”, è disubbidire all’autorità che offende il nostro senso morale. Ribellarsi agli ordini: «Esattamente il contrario di quel che ci viene insegnato fin da piccoli».

Prima l’uovo o la gallina?

«La folla crede di sapere e di comprendere tutto; e più è sciocca, più sembra vasto il suo orizzonte. Ma se l’artista, al quale la folla crede, avesse il coraggio d’affermare che non capisce nulla di quel che vede, ciò costituirebbe da solo una grande conoscenza e un gran passo avanti nel campo del pensiero.» (Anton Čechov) Ma all’origine della specie, è nato prima il narcisismo o la stupidità? Forse la presunzione.

Niente da aggiungere

“Dobbiamo dire grazie alla senatrice Segre, che ha anteposto la salvezza del Paese alla sua stessa incolumità. L’esatto contrario che ha fatto colui che ci ha portato a questa situazione”. (Senatrice Alessandra Maiorino)

Paradisi artificiali

Quale demone si sarà impossessato di Matteo Renzi per spingerlo a tirare in questo modo la corda? Un disperato bisogno di visibilità per risollevare il suo striminzito partitino? É pedina di un gioco più grande che punta alla caduta del premier per sostituirlo con un altro disceso direttamente dal cielo? Si tratta di semplice disperazione, un sentimento fuori controllo che lo sconvolge per una traiettoria che dal dicembre 2016 in poi punta decisamente verso il basso? Una quarta risposta potrebbe essere suggerita da Charles Baudelaire nel suo saggio “I paradisi artificiali”.

Tu quoque, Meloni?

Il Corriere della Sera pubblica oggi una lettera della Presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni. Il titolo è: “Meloni: «Condanno la violenza. Ma a Biden preferisco Trump.» «C’è qualcosa di innegabilmente automatico in questo modo di difendersi da un auto-rimprovero spostandolo così com’è su un’altra persona; un modello di questo metodo si può trovare nei tu quoque dei bambini: se uno di loro è accusato di essere un bugiardo, risponderà senza tante esitazioni: «Pure tu». Un adulto che voglia ribattere un’accusa cercherà invece di individuare un punto vulnerabile nel suo avversario, e non insisterà sull’argomento già usato contro di lui.”» (Sigmund Freud)

Maledetti urbanisti

«Non di rado gli esperti, nella partecipazione al dibattito pubblico, fanno riferimento solo a se stessi, alla propria categoria, alla propria disciplina, parlando una lingua gergale, spesso incomprensibile, spesso vuota di senso, trascurando ogni autentico rapporto con la realtà esterna e la sua complessità.» (Gianrico Carofiglio) L’importanza acquisita nel tempo da certi “operatori dell’urbanesimo” dipende troppo spesso proprio da questo: dal fatto che essi – inconsapevoli o indifferenti alla pericolosità sociale del mestiere di architetto – esistono solo in ragione di se stessi.

Il principe

Dopo la morte di Prince è circolato online un tweet secondo il quale, quando gli venne chiesto come si sentisse ad essere il miglior chitarrista vivente, Eric Clapton avrebbe risposto: «Non so. Chiedi a Prince». Molto probabilmente la citazione è falsa. Però questa straordinaria esecuzione di “While My Guitar Gently Weeps” di George Harrison-Beatles al 2004 Hall of Fame Inductions del 2004 (con Tom Petty, Steve Winwood, Jeff Lynne e altri) in effetti qualche dubbio lo lascia.