Arancione

I credenti di Krishna vestono di colori arancioni così come anche i buddisti, perché esso sta a indicare l’equilibrio del chakra sessuale e perciò la non esistenza nelle loro menti del desiderio di possesso materiale e sessuale nei confronti di ciò che esiste, ma è anche il colore del plenilunio, dell’equinozio d’autunno, delle zucche e delle foglie autunnali, indicando l’energia che si allontana di un solo passo dalla fonte originaria, il rosso, in questo modo l’arancione potrebbe esotericamente rappresentare l’energia contenuta dall’equilibrio interiore proprio come indicato a inizio scritto.

L’arancione è fuoco mantenuto entro confini sicuri come il falò attorno a cui si raduna un gruppo nelle sere invernali per narrare storie, o i falò accesi nel corso di numerose feste pagane e sagre popolari in tutto il mondo.

Anticamente questo colore era il colore dei fuori casta e in India era indossato dai condannati a morte che venivano condotti al luogo dell’esecuzione, mentre gli asceti, i mendicanti hanno adottato questo colore per la propria veste per indicare il loro stato di estraneità alla comune società umana.

Il Buddha indossava abiti arancioni per simboleggiare la sua rinuncia a una vita di piaceri principeschi, ancora oggi molti di coloro che abbracciano una vita ascetica seguono questo esempio, come i monaci Buddhisti e lo stesso Dalai Lama, non è casuale che Goku protagonista della serie animata di “Dragon Ball” e suo figlio Goan siano vestiti con una casacca e pantaloni di questo colore (dove Goku significa “cinque vuoto” ma anche “5 fuochi” mentre Goan  significa ” piccolo 5″ dimostrando tutto il simbolismo insito nella serie).

L’arancione assume la sua massima luminosità quando è vicino al giallo e al rosso, mentre appare più scuro e cupo su sfondi scuri. (da runelore.it)

Poi c’è il generale Antonio Pappalardo, “leader” dei cosiddetti gilet arancioni.

«….(Ex carabiniere, ex sindacalista, ex parlamentare, ex sottosegretario alle Finanze, candidato in proprio o per conto terzi, ma sempre fondamentalmente capopopolo e agitatore in un miscuglio di complottismo e populismo, prima con il movimento dei Forconi, poi durante la rivolta dei Tir, un po’ no vax, un po’ no euro, e adesso vestito come quel barman che compare nella pubblicità dello spritz, con la giacca arancione, la cravatta arancione, perché l’ultima invenzione di Antonio Pappalardo per scendere in piazza e continuare a sentirsi vivo e tosto a 73 anni, è proprio il Movimento dei gilet arancioni, cugini — ha spiegato convinto ai tigì — dei gilet gialli francesi).

(…) lei, generale, sostiene tesi bizzarre. «Tipo?». Tipo che il Covid-19 non esiste. «Infatti: non esiste. È un’invenzione. Un bluff organizzato. Vogliono terrorizzarci, chiuderci in casa e instaurare un nuovo ordine mondiale». (…)  Del resto, scusi: è evidente che il problema del nostro pianeta non è certamente questa specie di stupida influenza chiamata Coronavirus, utilizzata dalle grandi potenze per sottometterci. Il male del pianeta sono le micidiali radiazioni elettromagnetiche. Troppi radar, troppe antenne». A manifestare con i suoi gilet arancioni, a Roma, c’erano i fascisti di Casapound. «Che domanda è?». Non è una domanda. È un fatto. «Ho già chiarito: noi siamo una cosa diversa. Detto questo: non è colpa mia se la gente è arrabbiata, e non capisce. Ma lo sa che a Bergamo e Brescia stavano bruciando i cadaveri? Questa cosa voi giornalisti non l’avete scritta perché…». Perché è una sciocchezza. Lei sta dicendo una sciocchezza. «Non le permetto di…».

Si calmi. A Milano e a Roma e in molte altre città avete manifestato senza rispettare le distanze, e nessuno indossava la mascherina. Vi hanno, giustamente, denunciato. «Giustamente? Ma lo vogliamo dire, una volta per tutte, che le mascherine sono dannose?». Lei continua a dire sciocchezze. Chi le dà i soldi per dirle e organizzare i suoi movimenti? «Nessuno. Non abbiamo un centesimo. Io vivo con la mia pensione di generale, 3.800 euro al mese, e ho pure rinunciato al vitalizio, che pure erano altri 1.200 euro, eh». Lei è contro i vaccini. «Fanno male. Sono pieni di veleni. Contro questo Coronavirus molto meglio un bell’antibiotico, un bell’antinfiammatorio».

Da anni lei si diverte con provocazioni eversive. «Sa qual è la verità? Voi giornalisti, e dico tutti, da quelli del Tg5 a Travaglio, tutti siete prevenuti nei miei confronti. Pensi che, una volta, una sua collega mi definì golpista. E solo perché io sono un ex carabiniere che vorrebbe far rispettare le leggi. Tra l’altro: con l’arma non ho più contatti, forse qualche generale può essere invidioso, però quando le pattuglie m’incontrano, beh, vedo gli occhi dei ragazzi illuminarsi. Perché sanno come io vorrei cambiare le cose».

Vorrebbe anche uscire dall’euro. «Dobbiamo cominciare a stamparci una nuova moneta. Pensi che pure Draghi mi ha detto che è d’accordo». Non ci credo. «Giuro. L’ho incontrato la scorsa estate a Città della Pieve. Lo vedo in un vicolo, gli vado incontro, e gli chiedo: posso cominciare a far stampare una nuova moneta? Allora lui mi guarda serio, e mi risponde: “Sì sì, certo che può”. Draghi ha capito che io non sono un politicante, ma un artista delle idee e della musica. Del resto: lei lo sa, vero?». Cosa? «No, dico: io sono uno dei più grandi musicisti del mondo. Le mie opere sono state eseguite in luoghi dove avevano accettato solo Mozart e Beethoven. In Vaticano sono considerato un genio illuminato da Dio. Anzi: le anticipo che la segreteria del Presidente Trump mi ha chiesto di comporre qualcosa in suo onore…». (intervista di Fabrizio Roncone – Corriere della Sera, 1 maggio 2020)

Ma questi cosiddetti gilet cosa c’entrano con il colore arancione? Più in generale: cosa c’entrano con l’equilibrio (interiore o esteriore) e con la nostra società civile? Ma cosa c’entrano anche con The Floating Piers (guarda caso arancione) di Christo? Proprio nulla. Per quanto si  stenti a crederlo, questo signore è un ex generale dell’Arma dei Carabinieri. Nonché ex sottosegretario alle Finanze! Più che arancione, il loro corpetto tende al nero. Ma qual è il colore dell’ignoranza, dell’irresponsabilità e del complottismo? Poniamoci delle domande (ci si potrebbe chiedere quali sono i criteri di selezione del personale dell’Arma, per esempio, se uno così è diventato generale), perché qualcuno li prende pure sul serio. Una cosa è certa, per mantenere la calma di fronte a tutto questo ci vuole proprio la pazienza del Buddha…

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