Sul bello, il brutto e il buono

Kant nella Critica del Giudizio ha detto che la bellezza non è propriamente dell’oggetto, ma scaturisce dal rapporto tra soggetto e oggetto. La bellezza è quella proprietà che attribuiamo alle cose, valutandole in rapporto al sentimento di piacere o dispiacere che le loro immagini suscitano in noi: «Bello è pertanto ciò che piace secondo il giudizio di gusto». In altre parole, è bello solo ciò che ci piace.  Sorge allora un dubbio: non sarà per caso che viviamo in un’epoca di pessimo gusto?

Delfini e camaleonti

Gli umani, per lo più, hanno a cuore soprattutto sé stessi e le persone che fanno parte della loro ristretta cerchia parentale e amicale. Su ciò che riguarda la loro sfera personale sono spesso (anche se, ovviamente, non sempre) capaci di raziocinio e scelte ponderate e informate. Diverso è spesso l’atteggiamento verso i cosiddetti «affari pubblici» (intesi in senso lato) rispetto ai quali la disinformazione è assai diffusa. Per questo, come fanno i camaleonti, tante persone raccattano le prime idee circolanti che danno loro la sensazione di essere largamente condivise. (Angelo Panebianco)

Senza parole

“Melancholia” è un film del 2011 scritto e diretto da Lars von Trier. Il prologo presenta una sequenza di immagini prive di una narrazione unificante accompagnato dall’altrettanto possente “Tristano e Isotta – Preludio” di Richard Wagner.

La realtà è mistero

L’abisso di quello che non sappiamo è sempre magnetico e vertiginoso. Ma prendere sul serio la meccanica quantistica, riflettere sulle sue implicazioni, è un’esperienza quasi psichedelica: ci chiede di rinunciare, in un modo o nell’altro, a qualcosa di quanto ci sembrava solido e inattaccabile nella nostra comprensione del mondo. Ci chiede di accettare che la realtà sia profondamente diversa da quanto immaginavamo. Di tuffare lo sguardo in quell’abisso, senza temere di sprofondare nell’insondabile. (Carlo Rovelli)

Convoglio 10776

Alexander von Humboldt fu uno degli ultimi intellettuali eclettici e morì in un’epoca in cui le discipline scientifiche si andavano consolidando in campi strettamente delimitati e più specialistici. Conseguentemente, il suo approccio più olistico – un metodo scientifico che, accanto a dati concreti, includeva arte, storia, poesia e politica – non godeva più di grandi simpatie. All’inizio del ventesimo secolo, c’era poco spazio per un uomo le cui conoscenze avevano spaziato tra un’ampia gamma di materie. A mano a mano che s’inoltravano nelle loro strette sfere di competenza, dividendosi e suddividendosi, gli scienziati perdevano i metodi interdisciplinari di Humboldt e la sua concezione della natura come forza globale. Il sistema economico e l’ambiente entrano in guerra. In un mondo in cui si tende a tracciare una linea netta tra le scienze e l’arte, tra ciò che è soggettivo e ciò che è oggettivo, l’intuizione di Humboldt che si possa veramente capire la natura soltanto usando l’immaginazione fa di lui una mente lungimirante. Ora che gli scienziati cercano di capire e fare previsioni sulle conseguenze globali del cambiamento climatico, l’approccio interdisciplinare di Humboldt alla scienza e alla natura acquista più rilevanza che mai.

Un poveruòmo

Alla stupidità abbiamo tutti sacrificato qualcosa di essenziale; chi più, chi meno. La stupidità infatti è connessa al mondo del pensiero ma lo è ancora di più a quello della comunicazione: se avessimo scarse possibilità di esprimerci resterebbe confinata al carattere di certe idee. Così, invece, ha moltiplicato le occasioni per realizzarsi. (Aldo Grasso)

Ponti, non muri

Costruire è una magia, i muri non vanno costruiti, i ponti sì e farlo è bellissimo, è un gesto di pace. (Renzo Piano)

Artisti sovversivi

George Bernard Shaw – scrittore, drammaturgo, linguista e critico musicale – diceva che «La cose più belle della vita o sono immorali, o sono illegali, oppure fanno ingrassare.» Aveva trascurato di aggiungere che sono anche pericolosamente sovversive. Niente paura: c’è chi ha rimediato. Ma senza ironia.

Addio Peter Green

Addio a Peter Green, il co-fondatore della band dei Fleetwood Mac. Aveva 73 anni. “E’ con profonda tristezza che la famiglia di Peter Green annuncia la sua morte, avvenuta pacificamente nel sonno”, affermano i legali di famiglia. (ANSA)

Il seme dell’odio

Bisogna sapere fino a che punto può scendere la malvagità quando è fatta da una pericolosa miscela di ignoranza e odio. (Corrado Augias)