La realtà è mistero

L’abisso di quello che non sappiamo è sempre magnetico e vertiginoso. Ma prendere sul serio la meccanica quantistica, riflettere sulle sue implicazioni, è un’esperienza quasi psichedelica: ci chiede di rinunciare, in un modo o nell’altro, a qualcosa di quanto ci sembrava solido e inattaccabile nella nostra comprensione del mondo. Ci chiede di accettare che la realtà sia profondamente diversa da quanto immaginavamo. Di tuffare lo sguardo in quell’abisso, senza temere di sprofondare nell’insondabile. (Carlo Rovelli)

Convoglio 10776

Alexander von Humboldt fu uno degli ultimi intellettuali eclettici e morì in un’epoca in cui le discipline scientifiche si andavano consolidando in campi strettamente delimitati e più specialistici. Conseguentemente, il suo approccio più olistico – un metodo scientifico che, accanto a dati concreti, includeva arte, storia, poesia e politica – non godeva più di grandi simpatie. All’inizio del ventesimo secolo, c’era poco spazio per un uomo le cui conoscenze avevano spaziato tra un’ampia gamma di materie. A mano a mano che s’inoltravano nelle loro strette sfere di competenza, dividendosi e suddividendosi, gli scienziati perdevano i metodi interdisciplinari di Humboldt e la sua concezione della natura come forza globale. Il sistema economico e l’ambiente entrano in guerra. In un mondo in cui si tende a tracciare una linea netta tra le scienze e l’arte, tra ciò che è soggettivo e ciò che è oggettivo, l’intuizione di Humboldt che si possa veramente capire la natura soltanto usando l’immaginazione fa di lui una mente lungimirante. Ora che gli scienziati cercano di capire e fare previsioni sulle conseguenze globali del cambiamento climatico, l’approccio interdisciplinare di Humboldt alla scienza e alla natura acquista più rilevanza che mai.

Il virus siamo noi

La Madre Terra si è sbarazzata di altre migliaia di specie inutili o dannose, inclusi i dinosauri che sembravano i padroni del mondo. Danneggiamo in qualunque modo l’oggetto che ci ospita e non riusciamo nemmeno a concepire di smettere di farlo. E chi, in natura, si comporta così? Qual è l’unica forma di vita che danneggia l’organismo che lo ospita fino a distruggerlo? Il virus. Noi siamo diventati un dannato virus, per il nostro pianeta, e il nostro pianeta cerca di difendersi.