Adagio, assai

Arturo Benedetti Michelangeli e Sergiu Celibidache: Piano Concerto in Sol (London Symphony Orchestra – London’s Royal Festival Hall, 1974). L’esecuzione di questa pagina di Ravel da parte dei due carismatici interpreti è tra le più memorabili.

Il silenzio? Roba da matti

«I miei 42 anni in un manicomio perché ero un bimbo silenzioso.» Oggi ha 88 anni: «Restai orfano, per una risposta fraintesa mi fecero tre cicli di elettrochoc. Fino al 1990 non avevo mai visto il mondo fuori.» Si chiama Alberto Paolini e ha scritto un libro: “Avevo solo le mie tasche. Manoscritti dal manicomio.” Casa editrice Sensibili alle foglie, 2016.

La colpa è nostra

Il linguaggio politico – e ciò vale in vario grado per tutte le parti politiche, dai conservatori agli anarchici – è inteso a far sembrare veritiere le menzogne e rispettabile ogni nefandezza, e a dare una parvenza di solidità all’aria fritta. Tutto questo non si può cambiare in un momento, ma si possono almeno cambiare le proprie abitudini. (George Orwell) Abbiamo l’istinto di trovare qualcuno da accusare, ma raramente ci guardiamo allo specchio. A mio parere, le persone intelligenti e gentili non arrivano quasi mai alla conclusione – terribile e carica di rimorso – che sono le nostre politiche d’immigrazione a provocare gli annegamenti dei rifugiati. (Hans Rosling)

Esattamente il contrario

“Esattamente il contrario” è un testo che lo scrittore Paolo Nori ha letto per la prima volta nel gennaio 2009 in un teatro di Cracovia, davanti a centinaia di studenti di Modena assieme ai quali e alla Fondazione Fossoli aveva compiuto il Viaggio della Memoria ad Auschwitz. «Lo shock non è scoprire quanto Eichmann sia simile a noi, ma quanto noi siamo simili ad Eichmann», ricorda Nori. E conclude: la salvezza, il “salvarsi insieme”, è disubbidire all’autorità che offende il nostro senso morale. Ribellarsi agli ordini: «Esattamente il contrario di quel che ci viene insegnato fin da piccoli».

Haka, danza Maori

La Haka è una danza tipica del popolo Māori, l’etnia originaria della Nuova Zelanda. Viene spesso considerata solo una danza di guerra, ma non è così. È stata resa celebre, nello stile della Ka Mate, dagli All Blacks, la nazionale di rugby a 15 neozelandese.

Quei razzisti di Lilli e il vagabondo

Se cercate gli “Aristogatti” su Disney+, vi appare una scritta che comincia così: «Questo programma include rappresentazioni negative e/o trattamenti errati nei confronti di persone e di culture. Questi stereotipi erano sbagliati allora e lo sono oggi». Ogni volta bisognerebbe stare a fare le pulci ai nostri antenati? E prenderne le distanze? Che bisogno c’è? Se studiamo la storia e la letteratura è proprio per acquisire il senso della distanza e dell’alterità. Se avessimo abbastanza fiducia nella cultura, non ci sarebbe nessun bisogno di bollini rossi. Ogni avvertenza ulteriore sarebbe superflua. Si tratta, in realtà, della periodica quanto assurda ventata di idiozia “politically correct” o della sua nuovissima declinazione denominata “cancel culture”.

La Repubblica dei narcisi/2

Nel paginone della cultura di Repubblica di oggi, giovedì 19 novembre 2020, compare una  “critica letteraria” al volume dei Meridiani Mondadori dedicato a Eugenio Scalfari: “La passione dell’etica. Scritti 1963-2012.” L’autore del saggio è un intellettuale distaccato e al di sopra delle parti: Eugenio Scalfari.

La Repubblica dei narcisi

Come ha scritto Paul Brulat: «Per scrivere bene, in versi come in prosa, niente eguaglia l’avere davvero qualcosa da dire.» Ma scrivere e parlare sempre o soprattutto di se stessi non significa affatto “avere davvero qualcosa da dire”.

Il familismo amorale

Chiameremo «familista amorale» colui che agisce in base a questa regola generale: «massimizzare i vantaggi materiali e immediati della famiglia nucleare; supporre che tutti gli altri si comportino allo stesso modo». (Edward C. Banfield)