Generazione stregata

Un po’ ovunque mancano i nati negli anni 60 o poco prima, che si sono formati negli anni 80, quelli del riflusso e dell’individualismo, della febbre del sabato sera e del campionato di calcio più bello del mondo; persino ballare si ballava da soli; altro che impegnarsi in politica, in cultura o in società. Ripiegati a scrutarsi l’ombelico aspettando Godot: il proprio ego come centro del mondo.

Cosa resta dell’onore

Nei due fronti della guerra civile italiana non c’erano i buoni da una parte e i cattivi dall’altra; questo è ovvio. Ma c’erano una parte giusta e una parte sbagliata. Questo — ribadendo il rispetto per tutti coloro che non ci sono più — dovrebbe essere altrettanto ovvio. (Aldo Cazzullo)

Crema o marmellata?

È un dibattito esistenziale che da anni spacca in due l’Inghilterra: e non si tratta della Brexit. È una questione ben più decisiva (almeno secondo gli inglesi). Ma adesso, a sorpresa, è scesa in campo la regina.

Lunga vita a Bob Dylan

L’ha rifatto. Tre settimane dopo Murder Most Foul, Bob Dylan ha pubblicato un’altra canzone inedita sul suo sito — cioè ce l’ha regalata. S’intitola I Contain Multitudes, è lunga 4 minuti e 37 secondi ed è bellissima. (Sandro Veronesi)

Prevenire sarebbe meglio. Ma.

Lo scrittore e divulgatore scientifico Usa David Quammen, 72 anni, nel 2012 ha scritto “Spillover Evoluzione di una pandemia” (ed. Adelphi) tornato in cima alle classifiche sull’onda del coronavirus. Quanmen aveva previsto esattamente quanto è accaduto: il passaggio in Cina di un virus dai pipistrelli all’uomo con conseguenze devastanti in tutto il mondo. Il quotidiano “Repubblica” ha reso possibile inviare domande per “Mr Spillover” che ha risposto a molte di quelle arrivate.

I pesci e l’acqua

Nella mia esperienza immediata, tutto tende a confermare la mia profonda convinzione che io sia il centro assoluto dell’universo, la più reale e vivida e importante persona che esista. Raramente pensiamo a questa specie di naturale, fondamentale egocentrismo, perché è qualche cosa di socialmente odioso. Ma in effetti è lo stesso per tutti noi. È la nostra configurazione di base, codificata nei nostri circuiti fin dalla nascita. Pensateci: non c’è nessuna esperienza che abbiate fatto di cui non ne siate il centro assoluto. Ma una larga percentuale di cose sulle quali tendo a essere automaticamente certo risulta essere totalmente sbagliata e deludente. (David Foster Wallace)

Speremo de no!

La globalizzazione spinta all’eccesso e il neocapitalismo stanno facendo disastri. Se questa è la normalità a cui dovremmo tornare, se tutto deve tornare come prima, vorrà dire che neanche questa volta abbiamo imparato niente. Dobbiamo cambiare. Ma non possiamo delegare ad altri questo cambiamento. Dobbiamo cambiare questo sistema. E dobbiamo cominciare a farlo noi, gente comune, immaginando un nuovo stile di vita.

Il virus siamo noi

La Madre Terra si è sbarazzata di altre migliaia di specie inutili o dannose, inclusi i dinosauri che sembravano i padroni del mondo. Danneggiamo in qualunque modo l’oggetto che ci ospita e non riusciamo nemmeno a concepire di smettere di farlo. E chi, in natura, si comporta così? Qual è l’unica forma di vita che danneggia l’organismo che lo ospita fino a distruggerlo? Il virus. Noi siamo diventati un dannato virus, per il nostro pianeta, e il nostro pianeta cerca di difendersi.

Io non c’entro niente

Come tutti i valorosi difensori a prescindere dello status quo, Pierluigi Battista deve avere avuto il dubbio (per lui a quanto pare davvero agghiacciante) che questa volta qualcosa possa davvero cambiare. Non si sa mai. Virus o non virus, da professionista scrupoloso qual’è, per sicurezza si è quindi messo subito un po’ avanti coi lavori.

La causa siamo noi

Noi dominiamo questo pianeta come nessun’altra specie ha mai fatto. Ma ci sono conseguenze e alcune prendono la forma di una pandemia da coronavirus. Non è una cosa che ci è capitata. È il risultato delle cose che facciamo, delle scelte che prendiamo. Tutti ne siamo responsabili.