Il mostro della porta accanto

La prima cosa che può venire in mente a chiunque, eppure non viene in mente agli “addetti ai lavori”, è che una volta che si riesce a farsi considerare artisti su cui investire, perfino senza ragione o quasi, da quel momento in poi si può fare qualunque cosa e questa cosa sarà considerata una significativa opera d’arte su cui riversare sofisticate teorizzazioni estetiche, etiche e politiche. (Alfonso Berardinelli)

Give peace a chance

Il New York Times ha pubblicato online, corredate dall’audio originale, le trascrizioni di migliaia di telefonate fatte lo scorso marzo da soldati russi in Ucraina a genitori, parenti, fidanzate, amici in Russia. Gli sono state passate dai servizi ucraini, che le avevano intercettate. Quindi si tratta di una scelta di parte. Ma il Times precisa che ci hanno lavorato per mesi, e sono arrivati alla conclusione che sono assolutamente autentiche.

Zeitgeist: lo spirito dei tempi

Stendhal nutriva un proverbiale amore per l’Italia; tuttavia ci giudicava ambigui e superficiali, sempre meno problematici, succubi di un nostro immaginario e inamovibile presente. «Quasi imprigionato in una specie di perpetua infanzia psicologica, l’italiano di Stendhal (…) è felice perché, se così si può dire, manca di prospettiva, trascorrendo la sua vita come “schiavo della sensazione attuale”, in un eterno presente dominato dal principio di piacere…» (Emanuele Trevi)

Le menzogne alle quali crediamo

Ma è bene se la coscienza riceve larghe ferite perché in tal modo diventa più sensibile a ogni morso. Bisognerebbe leggere, credo, soltanto libri che mordono e pungono. Se il libro che stiamo leggendo non ci sveglia come un pugno che ci martella sul cranio, perché dunque lo leggiamo? Buon Dio, saremmo felici anche se non avessimo dei libri, e quei libri che ci rendono felici potremmo, a rigore, scriverli da noi. Ma ciò di cui abbiamo bisogno sono quei libri che ci piombano addosso come la sfortuna, che ci perturbano profondamente come la morte di qualcuno che amiamo più di noi stessi, come un suicidio. (Franz Kafka – Da una lettera a Oskar Pollak, novembre 1903)

Orologi a cucù

«Voglio bene a tutte le persone. Basta che non mi rompano le scatole». Silvio Baldini, allenatore di calcio italiano, a Palermo ha ritrovato i suoi princìpi. Secondo alcuni, poi, l’accidiosa e ignava indole italiana sarebbe diretta conseguenza dell’andare d’amore e d’accordo ormai da troppo tempo. Un’analisi davvero bizzarra.

L’eremita e il pirata

Dino Campana nacque a Marradi nel 1885; il suo passaporto era intestato a un “demente”. Dopo una turbolenta relazione con Sibilla Aleramo, Campana finì i suoi giorni nel 1932 nel manicomio di Castel Pulci, dove fu ricoverato nel 1918. Renato Caccioppoli nacque a Napoli nel 1904. A 27 anni vinse il concorso per la cattedra di Analisi algebrica all’Università di Padova. Poiché durante il fascismo era vietato agli uomini passeggiare con cani di piccola taglia, Caccioppoli era solito camminare per le principali strade di Napoli con un gallo al guinzaglio. L’8 maggio 1959 si suicidò con un colpo di pistola nella sua casa di Palazzo Cellammare.

Futurismo postmoderno

«Il Tempo e lo Spazio morirono ieri. Noi viviamo già nell’assoluto, poiché abbiamo già creata l’eterna velocità onnipresente. Noi vogliamo glorificare la guerra – sola igiene del mondo – il militarismo, il patriottismo, il gesto distruttore dei libertari, le belle idee per cui si muore e il disprezzo della donna.» (dal “Manifesto del Futurismo” di Filippo Tommaso Marinetti, 1909). La nozione di postmoderno sottolinea come alla modernità sia succeduta l’impossibilità di creare il nuovo. È succeduta invece una rielaborazione polivalente e indifferente di tutto quanto è già successo, di tutto quanto è stato già fatto e detto. Inutilmente.

Fatti alternativi

«Se invece di cercare di fare la storia, cercassimo semplicemente di essere responsabili per i singoli eventi che la compongono, forse non ci renderemmo ridicoli. Non la storia si deve fare, ma una biografia.»  (Viktor Šklovskij)

Gabbiani e discariche

Verso coloro che vogliono dare ai parti della loro fantasia un valore educativo, nobilitante, nazionale, o salubre come l’infuso di tiglio o l’olio di oliva, io ho il dente irrimediabilmente avvelenato. (Vladimir Nabokov)