Futurismo postmoderno

«Il Tempo e lo Spazio morirono ieri. Noi viviamo già nell’assoluto, poiché abbiamo già creata l’eterna velocità onnipresente. Noi vogliamo glorificare la guerra – sola igiene del mondo – il militarismo, il patriottismo, il gesto distruttore dei libertari, le belle idee per cui si muore e il disprezzo della donna.» (dal “Manifesto del Futurismo” di Filippo Tommaso Marinetti, 1909). La nozione di postmoderno sottolinea come alla modernità sia succeduta l’impossibilità di creare il nuovo. È succeduta invece una rielaborazione polivalente e indifferente di tutto quanto è già successo, di tutto quanto è stato già fatto e detto. Inutilmente.

Fatti alternativi

«Se invece di cercare di fare la storia, cercassimo semplicemente di essere responsabili per i singoli eventi che la compongono, forse non ci renderemmo ridicoli. Non la storia si deve fare, ma una biografia.»  (Viktor Šklovskij)

Gabbiani e discariche

Verso coloro che vogliono dare ai parti della loro fantasia un valore educativo, nobilitante, nazionale, o salubre come l’infuso di tiglio o l’olio di oliva, io ho il dente irrimediabilmente avvelenato. (Vladimir Nabokov)

Coltivare i nuovi (e)lettori

In Italia si legge poco, ma paradossalmente si scrive e si pubblica molto. Rispetto al doveroso compito di divulgare e promuovere la lettura, il libro di qualità, la cultura e perché no anche gli autori nazionali, la nostra classe politica ha scelto anche quest’anno una precisa strategia: quella di scrivere e far pubblicare i libri importanti che ritenevano ci mancassero davvero. Quelli che scrivono loro.

Non importa

Diventò famoso senza saperlo, per ben più di un quarto d’ora: circa trenta milioni di copie, una delle copertine più riconoscibili di sempre, “Nevermind” (“Non importa”) dei Nirvana. Si rimise in posa per rifare lo scatto di Kirk Weddle quando i giornali glielo chiesero per festeggiare gli anniversari, in calzoncini da bagno ma senza la banconota da un dollaro attaccata all’amo. Ora trentenne, afferma di essere stato vittima di pornografia infantile e accusa la band di sfruttamento sessuale. E chiede un risarcimento. Ovviamente in dollari.

Mostri

Se il terrorismo rosso è quasi tutto raccontato, delitto per delitto, quello nero è riuscito, per mezzo secolo, nell’impresa di semi-occultare la propria storia. (Michele Serra)

Per chi fu creato il mondo

Se la torre Eiffel rappresentasse oggi l’età del mondo, il velo di vernice sul pomo del pinnacolo posto alla sua sommità rappresenterebbe l’età dell’uomo; e chiunque capisce che è esattamente per quel velo di vernice che è stata costruita la torre. Almeno credo che lo capirebbe, non lo so. (Mark Twain)

Beata innocenza

Quale sarebbe la notizia? «Mi sono girato indietro e non c’era più nessuno?» Forse Zingaretti nel PD (e assimilati) non aveva abbastanza esperienza? Segretario nazionale della Sinistra giovanile, poi presidente dell’Unione Internazionale della Gioventù Socialista, poi eurodeputato al Parlamento europeo, quindi presidente della provincia di Roma, dopodiché presidente di regione Lazio e infine segretario del partito stesso. Stava ancora cercando di capire come funziona.

Adagio, assai

Arturo Benedetti Michelangeli e Sergiu Celibidache: Piano Concerto in Sol (London Symphony Orchestra – London’s Royal Festival Hall, 1974). L’esecuzione di questa pagina di Ravel da parte dei due carismatici interpreti è tra le più memorabili.

Il silenzio? Roba da matti

«I miei 42 anni in un manicomio perché ero un bimbo silenzioso.» Oggi ha 88 anni: «Restai orfano, per una risposta fraintesa mi fecero tre cicli di elettrochoc. Fino al 1990 non avevo mai visto il mondo fuori.» Si chiama Alberto Paolini e ha scritto un libro: “Avevo solo le mie tasche. Manoscritti dal manicomio.” Casa editrice Sensibili alle foglie, 2016.