I giardini di Adone

SOCRATE: Per l’appunto. Ora dimmi questo: l’agricoltore che ha senno pianterebbe seriamente d’estate nei giardini di Adone i semi che gli stessero a cuore e da cui volesse ricavare frutti; e gioirebbe a vederli crescere belli in otto giorni, o farebbe ciò per gioco e per la festa, quand’anche lo facesse? E riguardo invece a quelli di cui si è preso cura sul serio servendosi dell’arte dell’agricoltura e seminandoli nel luogo adatto, sarebbe contento che quanto ha seminato giungesse a compimento in otto mesi? (dal “Fedro” di Platone)

Di struzzi e altri animali

La libertà è figlia della responsabilità, la quale non è senso del dovere o ubbidienza a regole imposte, ma comportamento volontario dettato dalla consapevolezza delle conseguenze. Responsabilità deriva da “respondere”, cioè impegnarsi a rispondere, a sé e all’altro, delle proprie scelte. Per questo la responsabilità è il fondamento della cura, passaggio difficile e non certo indolore dal dominio del “solo io” alla convivenza del “noi”. (Vittorio Lingiardi)

Due macchie di Rorschach

Le macchie di Rorschach sono particolari figure (macchie d’inchiostro) dotate di una forma apparentemente senza senso impiegate per eseguire il cosiddetto test di Rorschach, allo scopo di indagare la personalità di un individuo. Esse prendono il nome dal loro ideatore, lo psichiatra svizzero Hermann Rorschach che le rese pubbliche nel 1921 attraverso la pubblicazione del suo libro “Psychodiagnostik”. A nostro parere, alcuni eventi storici meritano di essere interpretati proprio con questo metodo.

Rumore, fa’ silenzio!

«Ilary Blasi e Silvia Toffanin hanno un rapporto molto stretto, tanto che la conduttrice dell’Isola dei Famosi sembra essere pronta a partecipare a Verissimo per raccontare la sua verità sulla separazione da Francesco Totti. Ecco ciò che potrebbe accadere».” (ilessaggero.it, 29 luglio 2022) – «L’abbigliamento scelto da Vittorio Sgarbi per il torneo di tennis dei Vip a Milano Marittima ha fatto parecchio discutere nei giorni scorsi. Il critico d’arte, battuto in finale da Valeria Marini, si è presentato in campo con maglietta e pantaloncini bianchi, ma sono state le scarpe a catturare l’attenzione: un paio di mocassini marroni con calzini arrotolati dello stesso colore».” (liberoquotidiano.it, 27 luglio 2022) – «Il Gladiatore vittima di body-shaming. “Sei grasso”, “Ciccione”, “Sei diventato enorme” sono alcuni dei commenti, da parte di italiani e di stranieri, che si leggono scorrendo i commenti alle foto di Russell Crowe che lo ritraggono in questi giorni a Roma. “Sembra che tu ti sia mangiato Marco Aurelio”, scrive un utente che commenta lo scatto che vede l’attore coi figli davanti al Colosseo». (roma.repubblica.it, 25 luglio 2022)…

Pezzi di vetro

“Viviamo, mi sembra, in un tempo in cui valgono solo le vittorie e i vincenti, un tempo in cui il participio presente perdente non indica una condizione temporanea, è un’offesa, in un tempo in cui, se ti chiedono «Come stai?» (e te lo chiedono, continuamente), devi rispondere «Benissimo!» col punto esclamativo, in un tempo in cui devi nascondere le tue ferite e i tuoi dispiaceri, come se tu non fossi fatto di quelle, e di quelli. C’è un paese, in Sardegna, che si chiama Seneghe, che per quattro giorni all’anno si trasforma nel paese della poesia, perché c’è un festival di poesia e sui muri c’è pieno di cartelli con le scritte dei poeti, come quella di Wisława Szymborska che dice «Preferisco il ridicolo di scrivere delle poesie al ridicolo di non scriverne».” (da “Sanguina ancora: L’incredibile vita di Fëdor M. Dostoevskij” di Paolo Nori)

Su Napoli bisogna tacere

Raffaele La Capria, che avrebbe compiuto 100 anni a ottobre, si è spento nella notte tra il 26 e il 27 giugno nell’ospedale romano Santo Spirito.

Il viaggiatore sedentario

«Quando talvolta mi sono accinto a considerare le diverse agitazioni degli uomini e i pericoli e le pene cui si espongono a corte, in guerra, e che sono causa di tante liti, di tante passioni, di tante ardite imprese e di tante azioni spesso cattive ecc., ho scoperto che tutta l’infelicità degli uomini proviene da una cosa sola: dal non saper restare tranquilli in una camera.» (Blaise Pascal)

Il riflesso dell’orologio

Se la condizione della letteratura contemporanea è tutt’altro che rosea, un motivo ci sarà; forse va ricercato nel concetto che artisti e letterati hanno di se stessi. Se la maggior parte delle nuove scritture non afferra la realtà del presente in modo autentico e risolutivo – anzi non ci prova nemmeno – è soprattutto perché essa è troppo impegnata a specchiarsi opportunisticamente in se stessa. Per fornire prodotti “ben confezionati” da piazzare sul mercato dei facili consumi e costumi culturali, si lascia troppo spesso portare dagli eventi, come un bastoncino di legno trasportato dalla corrente, anziché operare per determinarli.

Il falò delle verità

L’Accademia è quel posto dove politici, scrittori, architetti si parlano tra loro e si convincono di essere i migliori del mondo. «Quando costruisci una realtà parallela, finisci per crederci. Putin è vittima della sua stessa propaganda. Perché dopo un po’ non ti rendi più conto che la propaganda è menzogna. Rinunci a esplorare il terreno, e ti chiudi nell’Accademia di cui parlavamo, quella in cui tutti si danno ragione» (Renzo Piano). Ovviamente il ragionamento non vale solo per il presidente russo, ma anche per chiunque ritenga di portarsi una volta per tutte la sua verità in tasca.

Malvolio in TV

In certi casi invocare la complessità non è nient’altro che ipocrisia. Invocare poi «l’analisi della complessità» in un talk-show televisivo – dove per definizione domina la semplificazione imposta dai tempi, dal contesto e dal pubblico – è addirittura stupido. Oppure strumentale.