Convoglio 10776

Alexander von Humboldt fu uno degli ultimi intellettuali eclettici e morì in un’epoca in cui le discipline scientifiche si andavano consolidando in campi strettamente delimitati e più specialistici. Conseguentemente, il suo approccio più olistico – un metodo scientifico che, accanto a dati concreti, includeva arte, storia, poesia e politica – non godeva più di grandi simpatie. All’inizio del ventesimo secolo, c’era poco spazio per un uomo le cui conoscenze avevano spaziato tra un’ampia gamma di materie. A mano a mano che s’inoltravano nelle loro strette sfere di competenza, dividendosi e suddividendosi, gli scienziati perdevano i metodi interdisciplinari di Humboldt e la sua concezione della natura come forza globale. Il sistema economico e l’ambiente entrano in guerra. In un mondo in cui si tende a tracciare una linea netta tra le scienze e l’arte, tra ciò che è soggettivo e ciò che è oggettivo, l’intuizione di Humboldt che si possa veramente capire la natura soltanto usando l’immaginazione fa di lui una mente lungimirante. Ora che gli scienziati cercano di capire e fare previsioni sulle conseguenze globali del cambiamento climatico, l’approccio interdisciplinare di Humboldt alla scienza e alla natura acquista più rilevanza che mai.

Generazione stregata

Un po’ ovunque mancano i nati negli anni 60 o poco prima, che si sono formati negli anni 80, quelli del riflusso e dell’individualismo, della febbre del sabato sera e del campionato di calcio più bello del mondo; persino ballare si ballava da soli; altro che impegnarsi in politica, in cultura o in società. Ripiegati a scrutarsi l’ombelico aspettando Godot: il proprio ego come centro del mondo.

Gli acchiappanuvole

Esiste anche un uso meno ovvio, diciamo pure anomalo, della rete, che consiste nel cercare, non solo risposte alle nostre domande, ma domande inaspettate, che possono generare altre domande, portandoci ai libri attraverso strade impreviste. Si tratta di una strategia anomala, perché invece di evitare quello che nella lingua dell’informatica si chiama, se non erro, “rumore” ( noise ), lo cerca. Ci si inoltra a tentoni nel bosco elettronico senza sapere bene che cosa si stia cercando, per essere colti di sorpresa da qualcosa che non si aspetta. Ma qual è lo scopo di una strategia così tortuosa? La risposta è semplice. Trovare quello che si cerca, punto e basta, è troppo poco. Per contrastare quest’impulso bisogna dare spazio al caso, all’imprevedibile. La ricerca può essere fatta a tutti i livelli. Non mi stanco di ripeterlo: tartufi per tutti. I tartufi sono buoni, sono rari, sono cari: tartufi per tutti. (Carlo Ginzburg)

Il dottor Pettola

Sono così potenti gli anticorpi della nostra burocrazia da non temere nemmeno il coronavirus. Nei cento giorni trascorsi dal 22 gennaio, data della prima circolare della Salute, la bulimia di carte ha progredito con un crescendo rossiniano. Al 30 aprile si contavano 160 provvedimenti, e senza la fittissima e contraddittoria normativa regionale. Ma se è vero che il burocrate si nasconde in tutti gli angoli dei ministeri e degli uffici pubblici, in realtà, purtroppo, egli si nasconde anche in ognuno di noi, oltre che in ogni contesto, micro o macro sociale, pubblico e privato che sia. Compreso, forse soprattutto, quello familiare.

I pesci e l’acqua

Nella mia esperienza immediata, tutto tende a confermare la mia profonda convinzione che io sia il centro assoluto dell’universo, la più reale e vivida e importante persona che esista. Raramente pensiamo a questa specie di naturale, fondamentale egocentrismo, perché è qualche cosa di socialmente odioso. Ma in effetti è lo stesso per tutti noi. È la nostra configurazione di base, codificata nei nostri circuiti fin dalla nascita. Pensateci: non c’è nessuna esperienza che abbiate fatto di cui non ne siate il centro assoluto. Ma una larga percentuale di cose sulle quali tendo a essere automaticamente certo risulta essere totalmente sbagliata e deludente. (David Foster Wallace)

Se ci riesci…

L’Italia non è né l’inferno né il paradiso, come credono molti. Siamo un fascinoso purgatorio pieno di anime interessanti, ognuna convinta di essere speciale.Tra tutte le anime che si considerano speciali, le più misere sono quelle giunte alla senilità senza prima sforzarsi di diventare uomini.

Libri a confronto

Mastronardi vs Fruttero & Lucentini. La consapevolezza e l’ironia (auto)critica sono più utili della sarcastica indignazione.

Giallo

«Può apparire singolare affermarlo, ma il fascino dell’autentico poliziesco va individuato non nel mistero; non nella imprevedibilità della sorpresa finale, ma nella assenza di imprevedibilità, poiché il lettore ha la certezza dell’elemento sostanziale del finale:…

Turisti o viaggiatori. O sognatori

«Un’esperienza che penso facciate tutti è la profonda indifferenza che noi proviamo verso i sogni degli altri. Persone veramente temibili sono quelle che ci avvicinano e ci dicono: “Ho fatto un sogno” e cominciano a…

Il muro della parola

Nel 1928 Virginia Woolf tenne due conferenze a Newnham e Girton, college femminili dell’Università di Cambridge. L’anno dopo, e precisamente il 24 ottobre 1929, venne pubblicato per la prima volta Una stanza tutta per sé (A…