L’uomo di Porlock

Il “Kubla Khan”, o “Visione in sogno”, è un poemetto di Samuel Taylor Coleridge. Nel 1797, trovandosi in una casa di campagna tra Porlock e Linton, dopo aver assunto dell’oppio si addormentò e fece un sogno. Dopo essersi risvegliato iniziò a scrivere il poema ispirato dal sogno, ma venne interrotto dalla visita di un tale di Porlock. Questa interruzione gli fece però dimenticare il resto dei versi, così il poema non fu mai più completato.

Nonni italiani brava gente

“Famiglie! Vi odio! Focolari chiusi; porte serrate; geloso possesso della felicità”. È l’invettiva di André Gide, premio Nobel per la letteratura nel 1947, in “I nutrimenti terrestri”. Ma Gide ha scritto anche: “Credi in coloro che cercano la verità. Dubita di coloro che la trovano”. Il concetto di familismo amorale è stato introdotto da Edward C. Banfield nel 1958 per cercare di capire perché alcune comunità siano socialmente ed economicamente arretrate. Familismo perché l’individuo persegue solo l’interesse della propria famiglia nucleare, e mai quello della comunità che richiede cooperazione tra non consanguinei; a-morale perché si applicano le categorie di bene e di male solo tra familiari, e non verso gli altri individui della comunità.

Da Giotto a Metastasio a Eminem

Giotto di Bondone (nato a Colle di Vespignano nel Mugello probabilmente nel 1267) è considerato l’artista che ha rinnovato la pittura italiana, così come Dante, suo contemporaneo, è ritenuto il ‘padre’ della lingua italiana. Pietro Metastasio, pseudonimo di Pietro Antonio Domenico Bonaventura Trapassi (Roma, 3 gennaio 1698 – Vienna, 12 aprile 1782), è stato un poeta, librettista, drammaturgo e presbitero italiano. È considerato il riformatore del melodramma italiano. Eminem, pseudonimo di Marshall Bruce Mathers III (St. Joseph, 17 ottobre 1972), è un rapper, produttore discografico e attore statunitense. È considerato uno dei migliori artisti hip hop di sempre.

Il dubbio e la spocchia

Come ci dice anche l’ultimo rapporto del Censis, “è la malinconia a definire oggi il carattere degli italiani”. “Non siamo più disposti a fare sacrifici”, siamo alla spasmodica ricerca di “immunizzazioni dai rischi”, sprofondati quasi in un clima da “grande disillusione”, tutte parole dello stesso rapporto Censis, che non soltanto indicano la distanza degli italiani dallo spirito del Natale, ma inducono prepotentemente una domanda: davvero siamo ridotti così? E, se sì, come è stato possibile? (Sergio Belardinelli)

Un poema ferroviario

Il fatto è che in Unione Sovietica, i sovietici, per un paio di decenni, tra la fine degli anni sessanta e la fine degli anni ottanta, sembra stranissimo, ma ci son delle testimonianze abbastanza univoche che dicono che i sovietici, in quegli anni lì, leggevano quasi più la letteratura non pubblicata di quella pubblicata. Questo fenomeno, che si chiama Samizdat (che significa autopubblicazione) consisteva nella circolazione di dattiloscritti clandestini autoprodotti, «battuti a macchina con infinite copie di carta carbone (in assoluta mancanza di fotocopiatrici), diffusi con un’alta percentuale di rischio solo tra amici fidati, venduti a prezzi sempre meno cari a mano a mano che la leggibilità diventava difficile, vista l’infima qualità della copia a carbone, imparati a memoria per essere recitati a chi non ne fosse venuto in possesso, questo fu il destino dei testi-samizdat che, nel giro di qualche anno, portati fuori dal paese con la complicità di amici stranieri, avrebbero iniziato a essere pubblicati in Occidente (tamizdat, stampati tam, là, all’estero) dando il via al fenomeno del dissenso.» (dall’introduzione di Paolo Nori)

Dieci cavalli bianchi

Titolo a cinque colonne: «Sandro Veronesi: “La mia sfida per rendere il cashmere democratico”» L’articolo inizia così: «”Quando siamo partiti il nostro sogno era mettere un computer su ogni tavolo, ha detto il fondatore di Microsoft; il mio è dare a ogni italiano almeno un maglioncino di cashmere”. Sandro Veronesi, il presidente del Gruppo Calzedonia, cita Bill Gates ma veste alla Steve Jobs: con un dolcevita nero firmato Falconeri, brand acquisito nel 2009 con un ambizioso obiettivo: più cashmere per tutti.» (Eva Grippa – la Repubblica,18 novembre 2022)

Meritevole sarà lei!

Dice il professor Valditara che non riesce a capacitarsi delle critiche suscitate dalla nuova denominazione del suo dicastero: il Ministero dell’Istruzione e del Merito. Ma come? — si chiede — com’è possibile che sia bastato aggiungere la parola “merito” per scatenare questa polemica? Naturalmente il nuovo governo Meloni sa bene quello che fa, certi “intellettuali” sembra invece di no. Forse Thomas Mann può aiutarli a capire quale sia la vera posta in gioco. Ammesso che non l’abbiano davvero intuito.

Ripensamenti

I racconti di Cechov sono poveri d’azione e quasi privi di intreccio. I protagonisti sono individui incompresi, umiliati, sconfitti dalla vita, vittime di equivoci e di autoinganni: un campionario di frustrazioni e mediocrità, dove trionfano l’impotenza ad agire e l’incapacità di comunicare. Con una sorta di dolente distacco dalle vicende descritte, Cechov riecheggia lo smarrimento di un’epoca e l’inerzia spirituale della società russa di fronte ai sintomi della propria decadenza morale e intellettuale; una lezione quanto mai attuale anche per noi. Dino Risi racconta di come Cechov gli “insegnò che gli eroi possono essere anche i vicini di casa”.

I giardini di Adone

SOCRATE: Per l’appunto. Ora dimmi questo: l’agricoltore che ha senno pianterebbe seriamente d’estate nei giardini di Adone i semi che gli stessero a cuore e da cui volesse ricavare frutti; e gioirebbe a vederli crescere belli in otto giorni, o farebbe ciò per gioco e per la festa, quand’anche lo facesse? E riguardo invece a quelli di cui si è preso cura sul serio servendosi dell’arte dell’agricoltura e seminandoli nel luogo adatto, sarebbe contento che quanto ha seminato giungesse a compimento in otto mesi? (dal “Fedro” di Platone)