Odio gli indifferenti

«Vivere vuol dire essere partigiani. Non possono esistere i solamente uomini, gli estranei alla città. Chi vive veramente non può non essere cittadino, e parteggiare. Indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti. L’indifferenza è il peso morto della storia. […] L’indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera.» (Antonio Gramsci)

Fake news? Macché, high design

Nicola Zingaretti, invece di tenere a debita distanza certi cosiddetti “intellettuali di sinistra”, deve aver ascoltato i consigli di uno di loro. Ecco spiegato il tweet su Barbara D’urso. Forse è nato così, questo “storytelling dal design aerodinamico e adatto ad attraversare il Game” (!?), ma il cui contenuto è tutto sommato equivalente a quello della più famosa opera di Piero Manzoni.

Fedeltà vs lealtà

La fedeltà è cosa diversa dalla lealtà. Quest’ultima prevede la possibilità di dissentire. È per questo motivo che gran parte della nostra cosiddetta “classe dirigente” procede per cooptazione: affidabile, in politica, non significa persona che merita fiducia; significa persona che fa quello che vuoi, a tuo comando.

La colpa è nostra

Il linguaggio politico – e ciò vale in vario grado per tutte le parti politiche, dai conservatori agli anarchici – è inteso a far sembrare veritiere le menzogne e rispettabile ogni nefandezza, e a dare una parvenza di solidità all’aria fritta. Tutto questo non si può cambiare in un momento, ma si possono almeno cambiare le proprie abitudini. (George Orwell) Abbiamo l’istinto di trovare qualcuno da accusare, ma raramente ci guardiamo allo specchio. A mio parere, le persone intelligenti e gentili non arrivano quasi mai alla conclusione – terribile e carica di rimorso – che sono le nostre politiche d’immigrazione a provocare gli annegamenti dei rifugiati. (Hans Rosling)

Niente da aggiungere

“Dobbiamo dire grazie alla senatrice Segre, che ha anteposto la salvezza del Paese alla sua stessa incolumità. L’esatto contrario che ha fatto colui che ci ha portato a questa situazione”. (Senatrice Alessandra Maiorino)

Paradisi artificiali

Quale demone si sarà impossessato di Matteo Renzi per spingerlo a tirare in questo modo la corda? Un disperato bisogno di visibilità per risollevare il suo striminzito partitino? É pedina di un gioco più grande che punta alla caduta del premier per sostituirlo con un altro disceso direttamente dal cielo? Si tratta di semplice disperazione, un sentimento fuori controllo che lo sconvolge per una traiettoria che dal dicembre 2016 in poi punta decisamente verso il basso? Una quarta risposta potrebbe essere suggerita da Charles Baudelaire nel suo saggio “I paradisi artificiali”.

Tu quoque, Meloni?

Il Corriere della Sera pubblica oggi una lettera della Presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni. Il titolo è: “Meloni: «Condanno la violenza. Ma a Biden preferisco Trump.» «C’è qualcosa di innegabilmente automatico in questo modo di difendersi da un auto-rimprovero spostandolo così com’è su un’altra persona; un modello di questo metodo si può trovare nei tu quoque dei bambini: se uno di loro è accusato di essere un bugiardo, risponderà senza tante esitazioni: «Pure tu». Un adulto che voglia ribattere un’accusa cercherà invece di individuare un punto vulnerabile nel suo avversario, e non insisterà sull’argomento già usato contro di lui.”» (Sigmund Freud)

False verità, vere bugie, balle spaziali

L’informazione viene oggi valutata per la sua velocità oltre che per la sua credibilità pubblica. È un modo nuovo di affrontare la questione della verità, spesso in contrapposizione all’originale ideale scientifico di ragione e competenza. L’enfasi sulla conoscenza in “tempo reale” che si privilegiava originariamente in guerra è ormai tipica del mondo del business, in particolare della Silicon Valley. La velocità della conoscenza e del processo decisionale è diventata cruciale e il fatto che ci sia convergenza di opinioni è passato in secondo piano. Piuttosto che fidarci degli esperti sulla base della loro neutralità e del loro essere al di sopra delle parti, ci affidiamo ormai a servizi che sono immediati, ma il cui status pubblico non è chiaro. (William Davies)

Quelli che… dipende, oh yeah

Bisognerebbe diffidare sempre dei fanatici che di volta in volta si dichiarano inflessibili portatori di verità e valori assoluti; lo schema bianco o nero non funziona perché non si accorda alla realtà, ma solo alla paura del futuro e dell’inevitabile cambiamento. Infatti di solito i suoi sostenitori saltano di volta in volta sul carro del vincitore del momento e dei vantaggi più immediati. Il dubbio, la disponibilità all’approfondimento e alla formazione continua di una di coscienza critica sempre vigile rimangono invece l’unica, anche se incerta, possibilità.