Tra il dire e il fare

In politica talvolta le parole non bastano. In certe circostanze per smentire il passato non servono le parole. Servono solo i fatti.

Letteratura samizdat

In epoca sovietica il samizdat rappresentò la principale modalità di diffusione di opere che non avevano passato il rigidissimo vaglio della censura e che quindi potevano circolare soltanto clandestinamente dopo essere state auto pubblicate dagli stessi autori o da chi li sosteneva.

Il capitale umano

Il proposito – implicito o esplicito – di imporre in modo autoritario alla collettività un determinato e strumentalmente misurabile modello culturale (ovviamente utile all’autorità al momento) è connaturato al legno storto della natura umana.

Zeitgeist: lo spirito dei tempi

Come ha scritto Jun’ichiro Tanizaki, invecchiando ognuno si convince che, nel corso della sua vita, tutto è andato peggiorando. I vecchi di cent’anni fa rimpiangevano ciò che accadeva cent’anni prima di loro; lo stesso i vecchi di duecent’anni fa. Nessuno infatti sembra del tutto soddisfatto dell’epoca in cui si trova a vivere. Con leopardiano scetticismo ragionato, in parte nemmeno noi; tuttavia, anche in questo caso, forse è meglio prenderla con ironia.

Autobiografia degli italiani

Anche nel settantaseiesimo anniversario della liberazione continuano a circolare tante idiozie sul fascismo: «Una Storia subita, non agita» con gli italiani che hanno aderito all’interpretazione di Croce del fascismo come “malattia” passeggera e non a quella gramsciana e gobettiana, che chiama in causa direttamente il rapporto della nostra nazione con il potere. Per questo motivo la memoria del Paese si concentra sempre sul biennio 1943-1945, sorvolando sui vent’anni precedenti. Un racconto pubblico semplificato, con gli italiani descritti come “brava gente, buoni e passivi” dimenticando il colonialismo imperialista e brutale in Africa o gli anni di sanguinaria occupazione nei Balcani. Un’autocensura che porta a una visione distorta della Memoria, mentre il neofascismo, i “movimenti” di estrema destra cavalcano la rabbia sociale e appoggiano i negazionisti del virus.

Odio gli indifferenti

«Vivere vuol dire essere partigiani. Non possono esistere i solamente uomini, gli estranei alla città. Chi vive veramente non può non essere cittadino, e parteggiare. Indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti. L’indifferenza è il peso morto della storia. […] L’indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera.» (Antonio Gramsci)

Fake news? Macché, high design

Nicola Zingaretti, invece di tenere a debita distanza certi cosiddetti “intellettuali di sinistra”, deve aver ascoltato i consigli di uno di loro. Ecco spiegato il tweet su Barbara D’urso. Forse è nato così, questo “storytelling dal design aerodinamico e adatto ad attraversare il Game” (!?), ma il cui contenuto è tutto sommato equivalente a quello della più famosa opera di Piero Manzoni.

Fedeltà vs lealtà

La fedeltà è cosa diversa dalla lealtà. Quest’ultima prevede la possibilità di dissentire. È per questo motivo che gran parte della nostra cosiddetta “classe dirigente” procede per cooptazione: affidabile, in politica, non significa persona che merita fiducia; significa persona che fa quello che vuoi, a tuo comando.

La colpa è nostra

Il linguaggio politico – e ciò vale in vario grado per tutte le parti politiche, dai conservatori agli anarchici – è inteso a far sembrare veritiere le menzogne e rispettabile ogni nefandezza, e a dare una parvenza di solidità all’aria fritta. Tutto questo non si può cambiare in un momento, ma si possono almeno cambiare le proprie abitudini. (George Orwell) Abbiamo l’istinto di trovare qualcuno da accusare, ma raramente ci guardiamo allo specchio. A mio parere, le persone intelligenti e gentili non arrivano quasi mai alla conclusione – terribile e carica di rimorso – che sono le nostre politiche d’immigrazione a provocare gli annegamenti dei rifugiati. (Hans Rosling)