Meglio Montecarlo o la riviera romagnola?

Domenica scorsa, alla Duke University, una delle università più famose degli Stati Uniti, nella Carolina del nord, il comico Jerry Seinfeld è stato invitato a parlare di fronte ai neolaureati dell’università, ai quali ha particolarmente raccomandato quanto segue: «Non perdete il senso dell’umorismo. A questo punto della vostra vita non potete immaginare quanto ne avrete bisogno per andare avanti. La vita non ha abbastanza senso perché possiate sopravvivere senza ironia.» A giudicare da quello che scrive – ed escludendo che non conosca abbastanza il mondo – è evidente che a Giuliano Ferrara il senso dell’umorismo non manca per niente.

Il Vannacci che è in me

È esattamente per far progredire l’umanità verso orizzonti più ampi, per trasformare gli impulsi primordiali in regole di convivenza più accoglienti e giuste, per far attecchire attraverso lo studio e la conoscenza una complessità più aderente al vero che ci si sforza di fare politica — abbiamo a lungo creduto — dando ciascuno il contributo delle proprie capacità, dei mestieri. Non per tornare indietro ma per andare avanti. (…) Il successo, prima regola. Chi ha più followers, chi ha più consenso, chi vende di più ha sempre ragione, merita una direzione una candidatura un palco, un posto in giunta: nell’illusoria e perdente convinzione che il consenso si debba inseguire e non suscitare. Dovrebbe essere il contrario, amici: servirebbe una proposta capace di generare seguaci, un’idea così potente da farsi desiderio collettivo. Non c’è, non c’è stata. Così siamo tornati ai militari. (…) Uomini forti, idee deboli. Che tempo pericoloso e triste. (Concita De Gregorio)

L’egemonia della mediocrità culturale

Siamo sempre lì, lavorare di testa non vuol dire lavorare e, nell’ingiusto caso che siano remunerate, le prestazioni vanno valutate a minuti, che non si esageri con il vil guadagno. Infatti tutti ti chiedono l’articoletto e il saggetto e la prefazioncina senza nemmeno fare il gesto di pagarla se non con buone parole, tu che hai facilità di scrittura, eh già; ma a nessuno, come diceva Arbasino verrebbe in mente, conoscendo un macellaio, di domandargli una bistecca gratis, tu che maneggi così bene la mannaia. (Alberto Mattioli)

Guerra santa, ma speciale

Le autorità russe avevano finora accuratamente evitato di definire l’invasione russa dell’Ucraina come guerra, poiché il loro presidente-autocrate Vladimir Putin ha sempre tenuto a precisare che non di guerra si tratta bensì di “operazione militare speciale”. Il capo della Chiesa ortodossa russa, il Patriarca Kirill, l’ha invece di recente definita “guerra santa” (svyashennaya voyna) esistenziale e di civiltà, perché Mosca difende la “Santa Russia” e il mondo dall’assalto del globalismo e dalla vittoria dell’Occidente “caduto nel satanismo”; poi aggiunge che “la guerra in Ucraina si concluderà con la Russia che acquisirà l’influenza esclusiva su tutto il territorio della moderna Ucraina e con l’esclusione di qualsiasi governo ucraino che il Cremlino ritenga ostile alla Russia.” Sorge spontanea una domanda: ma su che razza di Vangelo ha mai studiato il “Patriarca ortodosso di Mosca e di tutte le Russie” Vladimir Michajlovi Gundjaev?

Unire i puntini

Il mio messaggio, se dovessi essere ucciso, è semplice: non arrendetevi. È una cosa molto ovvia da dire: non avete il permesso di arrendervi. Se dovessero decidere di uccidermi, vuol dire che siamo incredibilmente forti. Dobbiamo utilizzare questo potere per non rassegnarci, per ricordarci che siamo un grande potere che è stato oppresso da questi ceffi. Ci capita di non avere davvero la consapevolezza di quanto potere abbiamo, di quanto possiamo possiamo essere forti. Tutto quello che serve al male per trionfare è che il bene non faccia nulla. Quindi non siate inerti. (Alexei Navalny – dal documentario “Navalny”, premiato con l’Oscar nel 2022)

Corto circuito

“C’è una semplificazione che la logica di guerra impone, per cui chiedere la fine dei bombardamenti a Gaza significherebbe essere a favore dell’uccisione di civili israeliani o complici degli orrendi episodi antisemiti che si moltiplicano per il mondo. Per me questa roba è inaccettabile”. Sulle pagine di Internazionale, Zerocalcare replica alla polemica nata in seguito alla decisione di non partecipare al Lucca Comics a causa del patrocinio dell’Ambasciata di Israele.

Buon Halloween

Provocatoriamente, potremmo dire che mai come stanotte Halloween è stata una festa realistica, essendo tutti in qualche modo candidati a un’imminente trasmutazione in zombie… Viene da sorriderne, ma solo per il tempo di un attimo, prima di realizzare che in effetti san Giovanni sembra proprio uno di noi, un rapper credibilissimo che vaticina l’Armageddon, fra tifoni che spazzano via città intere, virus preistorici che si liberano dal permafrost e l’umanità presa da una forsennata corsa al riarmo, con ripresa dei test atomici e clamorosi boom di spese militari.

Sciacalli in sette secondi

Il filosofo Emil Cioran dichiarava gioiosamente che a interessarlo erano solo la metafisica e i pettegolezzi. E qui di metafisica se ne vede poca. (Antonio Padellaro)

La banalità sta bene su tutto

Manie di grandezza, razzismo, sessismo e omofobia a livelli tali che perfino il ministro della Difesa di Fratelli d’Italia, Guido Crosetto, le ha definite “farneticazioni personali”. È questo il contenuto di “Il mondo al contrario”, libro scritto e autopubblicato su Amazon dal generale dell’Esercito italiano Roberto Vannacci, da cui l’Esercito ha preso le distanze, aprendo un procedimento disciplinare contro l’ufficiale e rimuovendolo dal suo incarico a capo dell’Istituto geografico militare di Firenze. (da Wired.it)

Il tragicomico ministero dell’incultura

Il Ministero della cultura (MiC) è un dicastero del governo italiano. È preposto alla tutela della cultura e dello spettacolo e alla conservazione del patrimonio artistico, culturale e del paesaggio. Nato nel 1974 come Ministero per i beni culturali e ambientali, negli anni ha assunto diverse denominazioni. L’attuale ministro è Gennaro Sangiuliano, in carica dal 22 ottobre 2022. (da Wikipedia)