Quelli che… dipende, oh yeah

Bisognerebbe diffidare sempre dei fanatici che di volta in volta si dichiarano inflessibili portatori di verità e valori assoluti; lo schema bianco o nero non funziona perché non si accorda alla realtà, ma solo alla paura del futuro e dell’inevitabile cambiamento. Infatti di solito i suoi sostenitori saltano di volta in volta sul carro del vincitore del momento e dei vantaggi più immediati. Il dubbio, la disponibilità all’approfondimento e alla formazione continua di una di coscienza critica sempre vigile rimangono invece l’unica, anche se incerta, possibilità.

Quando scende la notte

Pablo Neruda morì nel settembre del 1973: la causa ufficiale di decesso fu per cancro alla prostata, ma non mancano gli aloni di mistero sulla sua morte, che per molti venne progettata dallo stesso Pinochet. Ma perché uccidere Neruda, se era molto amato? Proprio perché molto amato. Il poeta sarebbe partito il giorno successivo per rifugiarsi in Messico. Battagliero politicamente, con la sua popolarità, sarebbe stato un punto di riferimento per l’opposizione al colpo di stato- appoggiato e forse organizzato dagli Stati Uniti – di Pinochet.

Delfini e camaleonti

Gli umani, per lo più, hanno a cuore soprattutto sé stessi e le persone che fanno parte della loro ristretta cerchia parentale e amicale. Su ciò che riguarda la loro sfera personale sono spesso (anche se, ovviamente, non sempre) capaci di raziocinio e scelte ponderate e informate. Diverso è spesso l’atteggiamento verso i cosiddetti «affari pubblici» (intesi in senso lato) rispetto ai quali la disinformazione è assai diffusa. Per questo, come fanno i camaleonti, tante persone raccattano le prime idee circolanti che danno loro la sensazione di essere largamente condivise. (Angelo Panebianco)

Artisti sovversivi

George Bernard Shaw – scrittore, drammaturgo, linguista e critico musicale – diceva che «La cose più belle della vita o sono immorali, o sono illegali, oppure fanno ingrassare.» Aveva trascurato di aggiungere che sono anche pericolosamente sovversive. Niente paura: c’è chi ha rimediato. Ma senza ironia.

Make KKK Great Again

Trump è violenza e ha bisogno della violenza, è razzista e ha bisogno del razzismo, è illiberale e ha bisogno di comportamenti illiberali, è un fenomeno da baraccone che ci diverte tutti ma oggi dovrebbe metterci tutti in guardia da quanto sia rischioso godersi la commedia “senza eroi”. (Giuliano Ferrara)

Impresentabili

Esiste anche l’idea di una politica diversa, un’idea su cui molti di noi hanno riflettuto in questo periodo. Un pensiero ben sintetizzata da un famoso aforisma di James Freeman Clarke (spesso attribuito ad Alcide De Gasperi): «Un politico guarda alle prossime elezioni; uno statista guarda alle prossime generazioni». A questa idea Salvini e Renzi sono del tutto estranei.

Sciacquine e sciacquoni

Silvia Romano, una ragazza di venticinque anni che deve aver vissuto sofferenze inimmaginabili, diventa una “sciacquina” e nelle parole dei deputati leghisti, persino ieri, a Montecitorio, nell’Aula del Parlamento: “Una terrorista”. La Lega alimenta un linguaggio malato che si rispecchia nei suoi giornali d’area, nella sua comunicazione da bestioline social, nelle interviste e nelle dichiarazioni pubbliche. Com’è successo che la destra sia precipitata nelle mani di Matteo Salvini, un deejay di Radio Padania? (Salvatore Merlo)

La Resistenza cattolica

Caro Cirino Pomicino,
Lei non ha idea di quante persone mi abbiano scritto per contestare una frase che in qualsiasi Paese sarebbe ovvia: combattere i nazisti era la cosa giusta. Dovrei dedurre che queste persone pensino che fosse giusto mandare gli ebrei ad Auschwitz. Siccome non mi pare possibile, mi do altre due spiegazioni… (Aldo Cazzullo)

Tutto torna

Le derive contro le quali hanno combattuto i partigiani non sono vergogne irripetibili, ma rischi sempre attuali: «Tutto questo è accaduto, quindi può accadere di nuovo». (Primo Levi) In piena tempesta coronavirus, si apre la crepa della sconsacrazione, il buco nero dell’odio. Obiettivo: infangare la festa della Liberazione dell’Italia dal nazifascismo. E quelli che non hanno mai preso posizione sono i veri e permanenti nemici della libertà.

Speremo de no!

La globalizzazione spinta all’eccesso e il neocapitalismo stanno facendo disastri. Se questa è la normalità a cui dovremmo tornare, se tutto deve tornare come prima, vorrà dire che neanche questa volta abbiamo imparato niente. Dobbiamo cambiare. Ma non possiamo delegare ad altri questo cambiamento. Dobbiamo cambiare questo sistema. E dobbiamo cominciare a farlo noi, gente comune, immaginando un nuovo stile di vita.