Niente da aggiungere

“Dobbiamo dire grazie alla senatrice Segre, che ha anteposto la salvezza del Paese alla sua stessa incolumità. L’esatto contrario che ha fatto colui che ci ha portato a questa situazione”. (Senatrice Alessandra Maiorino)

Paradisi artificiali

Quale demone si sarà impossessato di Matteo Renzi per spingerlo a tirare in questo modo la corda? Un disperato bisogno di visibilità per risollevare il suo striminzito partitino? É pedina di un gioco più grande che punta alla caduta del premier per sostituirlo con un altro disceso direttamente dal cielo? Si tratta di semplice disperazione, un sentimento fuori controllo che lo sconvolge per una traiettoria che dal dicembre 2016 in poi punta decisamente verso il basso? Una quarta risposta potrebbe essere suggerita da Charles Baudelaire nel suo saggio “I paradisi artificiali”.

Tu quoque, Meloni?

Il Corriere della Sera pubblica oggi una lettera della Presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni. Il titolo è: “Meloni: «Condanno la violenza. Ma a Biden preferisco Trump.» «C’è qualcosa di innegabilmente automatico in questo modo di difendersi da un auto-rimprovero spostandolo così com’è su un’altra persona; un modello di questo metodo si può trovare nei tu quoque dei bambini: se uno di loro è accusato di essere un bugiardo, risponderà senza tante esitazioni: «Pure tu». Un adulto che voglia ribattere un’accusa cercherà invece di individuare un punto vulnerabile nel suo avversario, e non insisterà sull’argomento già usato contro di lui.”» (Sigmund Freud)

False verità, vere bugie, balle spaziali

L’informazione viene oggi valutata per la sua velocità oltre che per la sua credibilità pubblica. È un modo nuovo di affrontare la questione della verità, spesso in contrapposizione all’originale ideale scientifico di ragione e competenza. L’enfasi sulla conoscenza in “tempo reale” che si privilegiava originariamente in guerra è ormai tipica del mondo del business, in particolare della Silicon Valley. La velocità della conoscenza e del processo decisionale è diventata cruciale e il fatto che ci sia convergenza di opinioni è passato in secondo piano. Piuttosto che fidarci degli esperti sulla base della loro neutralità e del loro essere al di sopra delle parti, ci affidiamo ormai a servizi che sono immediati, ma il cui status pubblico non è chiaro. (William Davies)

Quelli che… dipende, oh yeah

Bisognerebbe diffidare sempre dei fanatici che di volta in volta si dichiarano inflessibili portatori di verità e valori assoluti; lo schema bianco o nero non funziona perché non si accorda alla realtà, ma solo alla paura del futuro e dell’inevitabile cambiamento. Infatti di solito i suoi sostenitori saltano di volta in volta sul carro del vincitore del momento e dei vantaggi più immediati. Il dubbio, la disponibilità all’approfondimento e alla formazione continua di una di coscienza critica sempre vigile rimangono invece l’unica, anche se incerta, possibilità.

Quando scende la notte

Pablo Neruda morì nel settembre del 1973: la causa ufficiale di decesso fu per cancro alla prostata, ma non mancano gli aloni di mistero sulla sua morte, che per molti venne progettata dallo stesso Pinochet. Ma perché uccidere Neruda, se era molto amato? Proprio perché molto amato. Il poeta sarebbe partito il giorno successivo per rifugiarsi in Messico. Battagliero politicamente, con la sua popolarità, sarebbe stato un punto di riferimento per l’opposizione al colpo di stato – appoggiato e forse organizzato dagli Stati Uniti – di Pinochet.

Delfini e camaleonti

Gli umani, per lo più, hanno a cuore soprattutto sé stessi e le persone che fanno parte della loro ristretta cerchia parentale e amicale. Su ciò che riguarda la loro sfera personale sono spesso (anche se, ovviamente, non sempre) capaci di raziocinio e scelte ponderate e informate. Diverso è spesso l’atteggiamento verso i cosiddetti «affari pubblici» (intesi in senso lato) rispetto ai quali la disinformazione è assai diffusa. Per questo, come fanno i camaleonti, tante persone raccattano le prime idee circolanti che danno loro la sensazione di essere largamente condivise. (Angelo Panebianco)

Artisti sovversivi

George Bernard Shaw – scrittore, drammaturgo, linguista e critico musicale – diceva che «La cose più belle della vita o sono immorali, o sono illegali, oppure fanno ingrassare.» Aveva trascurato di aggiungere che sono anche pericolosamente sovversive. Niente paura: c’è chi ha rimediato. Ma senza ironia.

Make KKK Great Again

Trump è violenza e ha bisogno della violenza, è razzista e ha bisogno del razzismo, è illiberale e ha bisogno di comportamenti illiberali, è un fenomeno da baraccone che ci diverte tutti ma oggi dovrebbe metterci tutti in guardia da quanto sia rischioso godersi la commedia “senza eroi”. (Giuliano Ferrara)

Impresentabili

Esiste anche l’idea di una politica diversa, un’idea su cui molti di noi hanno riflettuto in questo periodo. Un pensiero ben sintetizzata da un famoso aforisma di James Freeman Clarke (spesso attribuito ad Alcide De Gasperi): «Un politico guarda alle prossime elezioni; uno statista guarda alle prossime generazioni». A questa idea Salvini e Renzi sono del tutto estranei.