Siamo seri, ridiamo!

La copertina di Luca e Paolo a diMartedì [del 6 settembre 2022, N.d.R.], il programma condotto da Giovanni Floris (La7), non ha rappresentato soltanto un momento di grande divertimento ma è stata una preziosa lezione di comunicazione, da vedere e rivedere. Hanno preso in giro i primi assaggi della campagna elettorale dei politici (tutti a ridere, ovviamente) con la certezza che nei talk i politici continueranno a comportarsi allo stesso modo. «Divertirsi da morire», come recitava un vecchio libro di Neil Postman. (Aldo Grasso)

Due macchie di Rorschach

Le macchie di Rorschach sono particolari figure (macchie d’inchiostro) dotate di una forma apparentemente senza senso impiegate per eseguire il cosiddetto test di Rorschach, allo scopo di indagare la personalità di un individuo. Esse prendono il nome dal loro ideatore, lo psichiatra svizzero Hermann Rorschach che le rese pubbliche nel 1921 attraverso la pubblicazione del suo libro “Psychodiagnostik”. A nostro parere, alcuni eventi storici meritano di essere interpretati proprio con questo metodo.

Bologna, 2 agosto 1980

Un estratto dal filmato lavorato dai Vigili del Fuoco accorsi alla stazione di Bologna pochi minuti dopo l’esplosione della bomba. Immagini drammatiche che documentano la tremenda violenza dell’attentato. Il video integrale è sul sito www.stragi.it

Rumore, fa’ silenzio!

«Ilary Blasi e Silvia Toffanin hanno un rapporto molto stretto, tanto che la conduttrice dell’Isola dei Famosi sembra essere pronta a partecipare a Verissimo per raccontare la sua verità sulla separazione da Francesco Totti. Ecco ciò che potrebbe accadere».” (ilessaggero.it, 29 luglio 2022) – «L’abbigliamento scelto da Vittorio Sgarbi per il torneo di tennis dei Vip a Milano Marittima ha fatto parecchio discutere nei giorni scorsi. Il critico d’arte, battuto in finale da Valeria Marini, si è presentato in campo con maglietta e pantaloncini bianchi, ma sono state le scarpe a catturare l’attenzione: un paio di mocassini marroni con calzini arrotolati dello stesso colore».” (liberoquotidiano.it, 27 luglio 2022) – «Il Gladiatore vittima di body-shaming. “Sei grasso”, “Ciccione”, “Sei diventato enorme” sono alcuni dei commenti, da parte di italiani e di stranieri, che si leggono scorrendo i commenti alle foto di Russell Crowe che lo ritraggono in questi giorni a Roma. “Sembra che tu ti sia mangiato Marco Aurelio”, scrive un utente che commenta lo scatto che vede l’attore coi figli davanti al Colosseo». (roma.repubblica.it, 25 luglio 2022)…

Pezzi di vetro

“Viviamo, mi sembra, in un tempo in cui valgono solo le vittorie e i vincenti, un tempo in cui il participio presente perdente non indica una condizione temporanea, è un’offesa, in un tempo in cui, se ti chiedono «Come stai?» (e te lo chiedono, continuamente), devi rispondere «Benissimo!» col punto esclamativo, in un tempo in cui devi nascondere le tue ferite e i tuoi dispiaceri, come se tu non fossi fatto di quelle, e di quelli. C’è un paese, in Sardegna, che si chiama Seneghe, che per quattro giorni all’anno si trasforma nel paese della poesia, perché c’è un festival di poesia e sui muri c’è pieno di cartelli con le scritte dei poeti, come quella di Wisława Szymborska che dice «Preferisco il ridicolo di scrivere delle poesie al ridicolo di non scriverne».” (da “Sanguina ancora: L’incredibile vita di Fëdor M. Dostoevskij” di Paolo Nori)

Futurismo postmoderno

«Il Tempo e lo Spazio morirono ieri. Noi viviamo già nell’assoluto, poiché abbiamo già creata l’eterna velocità onnipresente. Noi vogliamo glorificare la guerra – sola igiene del mondo – il militarismo, il patriottismo, il gesto distruttore dei libertari, le belle idee per cui si muore e il disprezzo della donna.» (dal “Manifesto del Futurismo” di Filippo Tommaso Marinetti, 1909). La nozione di postmoderno sottolinea come alla modernità sia succeduta l’impossibilità di creare il nuovo. È succeduta invece una rielaborazione polivalente e indifferente di tutto quanto è già successo, di tutto quanto è stato già fatto e detto. Inutilmente.

Moscerini da sputare

Ogni tiranno nasconde il suo disegno di potere dietro uno schermo valoriale; ad esempio Putin spaccia il suo disegno neoimperiale come limpida crociata anti-relativismo occidentale e a tutela della compatta spiritualità russa, secondo tradizione e natura. Naturalmente sono tutte balle. La guerra fa schifo, e le armi sono orribili. Ma in qualche caso — pensate alla resistenza al nazismo — sono purtroppo necessarie.

L’idiota geniale

Sherlock Holmes sarebbe senz’altro un perfetto Ministro della Pubblica Istruzione della Repubblica Italiana; il piano didattico era già illustrato nel suo primo libro, “Uno studio in rosso” del 1887: «Lo studioso accorto seleziona accuratamente ciò che immagazzina nella soffitta del suo cervello. Mette solo gli strumenti che possono aiutarlo nel lavoro, ed è molto importante evitare che un assortimento di fatti inutili possa togliere lo spazio di quelli utili». Ovviamente il concetto di utilità non è oggetto di discussione: si tratta infatti di un valore assoluto predeterminato una volta per tutte.

Esagerati

John Stuart Mill giunse a formularsi una domanda: “Supponi che tutti gli scopi della tua vita siano realizzati; che tutti i cambiamenti nelle istituzioni e opinioni possano effettuarsi interamente proprio in questo istante: sarebbe una grande gioia e felicità per te?” Con sgomento, si accorse che la risposta era: NO! “Le intere fondamenta su cui la mia vita era costruita crollarono”. Improvvisamente tutto era diventato “insipido e indifferente.” Roberto Calasso ha scritto che ai progressisti di tutte le specie – laici e religiosi – è sempre mancata la capacità e la lucida audacia per porsi la stessa domanda.

Il giudizio del proprio tempo

Nell’arcano e indecifrabile mare della vita, qualche scrittore nuota solamente fra le sue increspature più miti e si limita ad apprezzare solo queste. Ma il palombaro, il cercatore di perle nere, preferisce le ombre e i mostri degli abissi ai raggi di sole sulla spiaggia. E una straordinaria intelligenza scientifica non esclude il connubio con una notevole idiozia spirituale.