Delfini e camaleonti

Gli umani, per lo più, hanno a cuore soprattutto sé stessi e le persone che fanno parte della loro ristretta cerchia parentale e amicale. Su ciò che riguarda la loro sfera personale sono spesso (anche se, ovviamente, non sempre) capaci di raziocinio e scelte ponderate e informate. Diverso è spesso l’atteggiamento verso i cosiddetti «affari pubblici» (intesi in senso lato) rispetto ai quali la disinformazione è assai diffusa. Per questo, come fanno i camaleonti, tante persone raccattano le prime idee circolanti che danno loro la sensazione di essere largamente condivise. (Angelo Panebianco)

Ponti, non muri

Costruire è una magia, i muri non vanno costruiti, i ponti sì e farlo è bellissimo, è un gesto di pace. (Renzo Piano)

Il seme dell’odio

Bisogna sapere fino a che punto può scendere la malvagità quando è fatta da una pericolosa miscela di ignoranza e odio. (Corrado Augias)

Mò me lo segno

Riportiamo un parziale elenco dei titoli che ci siamo segnati con cura su un apposito taccuino. Ciò per essere sicuri di poter dire – un giorno, magari lontano – con assoluta certezza e documenti alla mano: «Eh no! Quello me lo sono proprio perso! Posso dimostrarlo: guarda qua.»

Arancione

Ma questi gilet cosa c’entrano con il colore arancione – tradizionalmente legato al concetto di equilibrio e saggezza – nonché con la nostra società civile? Proprio nulla. Per quanto si  stenti a crederlo, il loro leader è un ex generale dell’Arma dei Carabinieri. Poniamoci delle domande, perché qualcuno questi panciotti li prende addirittura sul serio. Una cosa è certa, per mantenere la calma di fronte a questi qua ci vuole proprio la pazienza del Buddha.

Make KKK Great Again

Trump è violenza e ha bisogno della violenza, è razzista e ha bisogno del razzismo, è illiberale e ha bisogno di comportamenti illiberali, è un fenomeno da baraccone che ci diverte tutti ma oggi dovrebbe metterci tutti in guardia da quanto sia rischioso godersi la commedia “senza eroi”. (Giuliano Ferrara)

Cosa resta dell’onore

Nei due fronti della guerra civile italiana non c’erano i buoni da una parte e i cattivi dall’altra; questo è ovvio. Ma c’erano una parte giusta e una parte sbagliata. Questo — ribadendo il rispetto per tutti coloro che non ci sono più — dovrebbe essere altrettanto ovvio. (Aldo Cazzullo)

Atti impuri

È triste prenderne atto, ma “l’anima giornalistica liberal-socialista” (Scalfari dixit) del quotidiano la Repubblica, da quando gli Agnelli-Elkann hanno acquisito la quota di controllo di Gedi tramite la holding Exor, non pare essere più la stessa. Dio è morto, Marx è morto, e anche Repubblica non sta benissimo.

Sciacquine e sciacquoni

Silvia Romano, una ragazza di venticinque anni che deve aver vissuto sofferenze inimmaginabili, diventa una “sciacquina” e nelle parole dei deputati leghisti, persino ieri, a Montecitorio, nell’Aula del Parlamento: “Una terrorista”. La Lega alimenta un linguaggio malato che si rispecchia nei suoi giornali d’area, nella sua comunicazione da bestioline social, nelle interviste e nelle dichiarazioni pubbliche. Com’è successo che la destra sia precipitata nelle mani di Matteo Salvini, un deejay di Radio Padania? (Salvatore Merlo)