Mò me lo segno

Riportiamo un parziale elenco dei titoli che ci siamo segnati con cura su un apposito taccuino. Ciò per essere sicuri di poter dire – un giorno, magari lontano – con assoluta certezza e documenti alla mano: «Eh no! Quello me lo sono proprio perso! Posso dimostrarlo: guarda qua.»

Arancione

Ma questi gilet cosa c’entrano con il colore arancione – tradizionalmente legato al concetto di equilibrio e saggezza – nonché con la nostra società civile? Proprio nulla. Per quanto si  stenti a crederlo, il loro leader è un ex generale dell’Arma dei Carabinieri. Poniamoci delle domande, perché qualcuno questi panciotti li prende addirittura sul serio. Una cosa è certa, per mantenere la calma di fronte a questi qua ci vuole proprio la pazienza del Buddha.

Make KKK Great Again

Trump è violenza e ha bisogno della violenza, è razzista e ha bisogno del razzismo, è illiberale e ha bisogno di comportamenti illiberali, è un fenomeno da baraccone che ci diverte tutti ma oggi dovrebbe metterci tutti in guardia da quanto sia rischioso godersi la commedia “senza eroi”. (Giuliano Ferrara)

Cosa resta dell’onore

Nei due fronti della guerra civile italiana non c’erano i buoni da una parte e i cattivi dall’altra; questo è ovvio. Ma c’erano una parte giusta e una parte sbagliata. Questo — ribadendo il rispetto per tutti coloro che non ci sono più — dovrebbe essere altrettanto ovvio. (Aldo Cazzullo)

Atti impuri

È triste prenderne atto, ma “l’anima giornalistica liberal-socialista” (Scalfari dixit) del quotidiano la Repubblica, da quando gli Agnelli-Elkann hanno acquisito la quota di controllo di Gedi tramite la holding Exor, non pare essere più la stessa. Dio è morto, Marx è morto, e anche Repubblica non sta benissimo.

Sciacquine e sciacquoni

Silvia Romano, una ragazza di venticinque anni che deve aver vissuto sofferenze inimmaginabili, diventa una “sciacquina” e nelle parole dei deputati leghisti, persino ieri, a Montecitorio, nell’Aula del Parlamento: “Una terrorista”. La Lega alimenta un linguaggio malato che si rispecchia nei suoi giornali d’area, nella sua comunicazione da bestioline social, nelle interviste e nelle dichiarazioni pubbliche. Com’è successo che la destra sia precipitata nelle mani di Matteo Salvini, un deejay di Radio Padania? (Salvatore Merlo)

Il dottor Pettola

Sono così potenti gli anticorpi della nostra burocrazia da non temere nemmeno il coronavirus. Nei cento giorni trascorsi dal 22 gennaio, data della prima circolare della Salute, la bulimia di carte ha progredito con un crescendo rossiniano. Al 30 aprile si contavano 160 provvedimenti, e senza la fittissima e contraddittoria normativa regionale. Ma se è vero che il burocrate si nasconde in tutti gli angoli dei ministeri e degli uffici pubblici, in realtà, purtroppo, egli si nasconde anche in ognuno di noi, oltre che in ogni contesto, micro o macro sociale, pubblico e privato che sia. Compreso, forse soprattutto, quello familiare.

La Resistenza cattolica

Caro Cirino Pomicino,
Lei non ha idea di quante persone mi abbiano scritto per contestare una frase che in qualsiasi Paese sarebbe ovvia: combattere i nazisti era la cosa giusta. Dovrei dedurre che queste persone pensino che fosse giusto mandare gli ebrei ad Auschwitz. Siccome non mi pare possibile, mi do altre due spiegazioni… (Aldo Cazzullo)

Tutto torna

Le derive contro le quali hanno combattuto i partigiani non sono vergogne irripetibili, ma rischi sempre attuali: «Tutto questo è accaduto, quindi può accadere di nuovo». (Primo Levi) In piena tempesta coronavirus, si apre la crepa della sconsacrazione, il buco nero dell’odio. Obiettivo: infangare la festa della Liberazione dell’Italia dal nazifascismo. E quelli che non hanno mai preso posizione sono i veri e permanenti nemici della libertà.