Ma vogliono chi?

«Un libro non si pubblica se chi lo ha scritto non ha un volto noto o perlomeno un nemico famoso”: già nelle Illusioni perdute di Balzac troviamo il modello di comunicazione editoriale che due secoli dopo avrebbe fatto le fortune di Roberto Vannacci. Nell’estate del 2023, il generale, di cui il grande pubblico ignorava perfino l’esistenza, si giovò del formidabile lancio, involontario, de “Il mondo al contrario” sulle pagine di Repubblica e dei giornali Gedi che rivelò al mondo l’assai scandaloso Vannacci-pensiero. Dopodiché, la rivolta morale innescata da un “nemico famoso”, come può esserlo un grande gruppo editoriale, ha prodotto uno strepitoso successo secondo il noto principio di contraddizione.» (Antonio Padellaro)

Il paese che non c’è

«L’ascesa dei privilegiati, non solo in Lager ma in tutte le convivenze umane, è un fenomeno angosciante ma immancabile: essi sono assenti solo nelle utopie. È compito dell’uomo giusto  fare guerra ad ogni privilegio non meritato, ma non si deve dimenticare che questa è una guerra senza fine.» (Primo Levi)

Egemonia culturale

“Per costruire un’egemonia italiana, fatta di secoli di storia, arte, letteratura, musica, stiamo lavorando alla costruzione di un nuovo immaginario positivo italiano nel mondo. E in prima linea in quest’opera si sta impegnando, con grande capacità e risultati eccellenti, il presidente del Consiglio Giorgia Meloni”. (Gennaro Sangiuliano – ministro della cultura)

I sonnambuli

Siamo un popolo al quale sono poco a poco venuti meno i motivi per esserlo, ma che poi «si consola constatando che il nostro è il Paese delle meraviglie, se ammirato dall’alto delle lussuose terrazze cittadine, degli strapiombi sul mare, delle colline e delle cime più elevate. Ignorando quanto sia invischiato in tutte le sue arretratezze, se praticato dal basso». La fotografia del rapporto CENSIS 2023 è alquanto impietosa, ma forse questa narrazione da fine impero è necessaria per una reazione. Il rapporto ci definisce infatti, credo troppo pessimisticamente, dei sonnambuli. Il punto è: che cosa può risvegliarci? (Alessandro D’Avenia)

Corporativismo, familismo e arte concettuale

Arte concettuale: corrente artistica, sviluppatasi dopo il 1960 che, perseguendo una ricerca di ordine ideale e teoretico, privilegia il processo, lo schema concettuale e costruttivo che determina l’opera d’arte. Nella sua forma più pura, l’arte c. si libera dalla sottomissione al materiale volgendosi prevalentemente alla progettazione e all’ideazione di un’opera, alla concettualizzazione di un’immagine. In un ambito più generale, possono esservi ricondotte esperienze artistiche come la minimal art, la land art, l’arte comportamentale. (Treccani.it)

Su drogati, diavoli e assassini

“Chi ascolta trap diventa un drogato, uno che assume psicofarmaci. No? Allora sono tutte persone che vanno in convento e chiedono perdono a Dio”, esclama Paolo Crepet – il quale si autodefinisce (sul suo sito web) “psichiatra, sociologo, educatore, saggista e opinionista italiano, ospite frequente di varie trasmissioni televisive.” «Quando ho letto ‘A sangue freddo’ non sono diventato un assassino», ha poi aggiunto in polemica con Frankie Hi-Nrg su La7 durante la trasmissione «In altre parole» condotta da Massimo Gramellini. Insomma siamo sempre lì: ai tromboni che censurano “I fiori del male” di Baudelaire, oppure “Lolita” di Nabokov, la “God save the Queen” dei Sex Pistols, ecc, ecc…; coloro che sentenziano su ciò che non conoscono, che sono ben lontani dal comprendere il significato del termine ARTE e – a maggior ragione – la differenza tra “grande” e pessima arte. Quelli che tendenzialmente “i giovani sono drogati” e che signora mia non farebbero mai uscire la loro figlia con un Rolling Stone. Nemmeno oggi che hanno ottant’anni (sia i Rolling Stones che Paolo Crepet).

Il diavolo è nei dettagli

«Il compito di una canzone è rendere enormi quei piccoli dettagli che altrimenti un osservatore distratto rischierebbe di trascurare», dice Frankie Hi-nrg mc. «E il ruolo dell’artista è, secondo me, quello di mostrare il piccolo, il dettaglio all’interno del quale sappiamo celarsi il diavolo. Lo spirito con cui ho scelto di partecipare a Vermi è questo: fornire una mia istantanea esasperata della di per sé esasperante situazione nella quale stiamo vivendo». Esasperazione che nella canzone fa sinonimo con il compromesso in quanto forma imperante delle relazioni umane. Vermi è una ritmata invettiva contro la vita al ribasso, sia essa declinata in politica o in arte, in economia o spiritualità. (Carmine Saviano)

Sciacalli in sette secondi

Il filosofo Emil Cioran dichiarava gioiosamente che a interessarlo erano solo la metafisica e i pettegolezzi. E qui di metafisica se ne vede poca. (Antonio Padellaro)

La banalità sta bene su tutto

Manie di grandezza, razzismo, sessismo e omofobia a livelli tali che perfino il ministro della Difesa di Fratelli d’Italia, Guido Crosetto, le ha definite “farneticazioni personali”. È questo il contenuto di “Il mondo al contrario”, libro scritto e autopubblicato su Amazon dal generale dell’Esercito italiano Roberto Vannacci, da cui l’Esercito ha preso le distanze, aprendo un procedimento disciplinare contro l’ufficiale e rimuovendolo dal suo incarico a capo dell’Istituto geografico militare di Firenze. (da Wired.it)

Una questione vecchia come il cucco

In Italia non è ancora uscito, ma in America ha già suscitato un fiume di discussioni. Il libro di Claire Dederer, “Monster. A fan’s dilemma” pone la consueta domanda: ” Possiamo ancora apprezzare i quadri, i film, i libri, la musica, in altre parole l’arte di artisti di cui scopriamo che hanno fatto cose discutibili o addirittura terribili?” Un vecchio problema che deriva dall’ipocrita rifiuto di accettare la natura umana così com’è davvero.