Il Principe non è mica più tanto azzurro

E vissero tutti felici e contenti, fino a quando a Disneyland non giunsero due giornaliste: quale fu la loro sorpresa nell’accorgersi che il Principe baciava Biancaneve senza chiederne preventivamente il consenso! «È questo che vogliamo insegnare ai bambini?», scrissero indignate su un giornale di San Francisco le due corrispondenti Katie Dowd e Julie Tremaine. Ma per fortuna la legge parla chiaro.

Autobiografia degli italiani

Anche nel settantaseiesimo anniversario della liberazione continuano a circolare tante idiozie sul fascismo: «Una Storia subita, non agita» con gli italiani che hanno aderito all’interpretazione di Croce del fascismo come “malattia” passeggera e non a quella gramsciana e gobettiana, che chiama in causa direttamente il rapporto della nostra nazione con il potere. Per questo motivo la memoria del Paese si concentra sempre sul biennio 1943-1945, sorvolando sui vent’anni precedenti. Un racconto pubblico semplificato, con gli italiani descritti come “brava gente, buoni e passivi” dimenticando il colonialismo imperialista e brutale in Africa o gli anni di sanguinaria occupazione nei Balcani. Un’autocensura che porta a una visione distorta della Memoria, mentre il neofascismo, i “movimenti” di estrema destra cavalcano la rabbia sociale e appoggiano i negazionisti del virus.

Sono razzista e non lo sapevo

Novità sul fronte “cancel culture”: uno studioso di storia romana che insegna all’Università di Princeton sostiene che i classici non meritano di avere un futuro perché, sostiene lui, nascono per perpetuare il dominio razziale bianco; a “Striscia la notizia” una microscopica battuta sugli occhi a mandorla dei cinesi ha scatenato un putiferio. A questo punto, tanto vale confessare che in fondo in fondo siamo tutti razzisti e che quindi i razzisti veri non esistono. Questa sì che fa ridere.

Giù le mani da Philip Roth

Un paio di biografie sferrano un feroce attacco a Philip Roth. Il “misogino arrabbiato”, lo scrittore fissato con il sesso, il marito che andava a puttane (cinesi), e che ingannò la consorte Claire Bloom. Demolire i monumenti è sempre redditizio; la solita orribile farsa, vederla capitare tante volte non la rende meno ridicola, sciocca e malevola. “Ma davvero pensavano che Amanda Gorman fosse una grande poetessa, e Philip Roth invece un puttaniere di cui cancellare la memoria?”. Questo si chiederanno i posteri, e faremo la figura degli imbecilli.

Odio gli indifferenti

«Vivere vuol dire essere partigiani. Non possono esistere i solamente uomini, gli estranei alla città. Chi vive veramente non può non essere cittadino, e parteggiare. Indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti. L’indifferenza è il peso morto della storia. […] L’indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera.» (Antonio Gramsci)

Rumore vuoto

“Il presente è rumore: milioni, miliardi di voci che gridano, tutte insieme in tutte le lingue e cercando di sopraffarsi l’una con l’altra, la parola “io”. Io, io, io… Per cercare le chiavi del presente, e per capirlo, bisogna uscire dal rumore.» (Sebastiano Vassalli) E invece ci prendiamo tutti troppo sul serio; parliamo troppo e tutti insieme; impegnati tutti a far rumore, ascoltiamo troppo poco. O addirittura – nonostante tutti i social e tutto il WEB – forse non ascoltiamo mai nessuno per davvero.

Fake news? Macché, high design

Nicola Zingaretti, invece di tenere a debita distanza certi cosiddetti “intellettuali di sinistra”, deve aver ascoltato i consigli di uno di loro. Ecco spiegato il tweet su Barbara D’urso. Forse è nato così, questo “storytelling dal design aerodinamico e adatto ad attraversare il Game” (!?), ma il cui contenuto è tutto sommato equivalente a quello della più famosa opera di Piero Manzoni.

Fedeltà vs lealtà

La fedeltà è cosa diversa dalla lealtà. Quest’ultima prevede la possibilità di dissentire. È per questo motivo che gran parte della nostra cosiddetta “classe dirigente” procede per cooptazione: affidabile, in politica, non significa persona che merita fiducia; significa persona che fa quello che vuoi, a tuo comando.

Il silenzio? Roba da matti

«I miei 42 anni in un manicomio perché ero un bimbo silenzioso.» Oggi ha 88 anni: «Restai orfano, per una risposta fraintesa mi fecero tre cicli di elettrochoc. Fino al 1990 non avevo mai visto il mondo fuori.» Si chiama Alberto Paolini e ha scritto un libro: “Avevo solo le mie tasche. Manoscritti dal manicomio.” Casa editrice Sensibili alle foglie, 2016.