Come i girasoli

«Troppo simile a un girasole, fiore che nella cultura locale rappresenta volubilità e servilismo: ruotando continuamente verso la luce, assume lo stesso significato figurato della nostra banderuola, che si volta a seconda di dove tira il vento. Per questo il Kirghizistan, un piccolo Stato montuoso dell’Asia centrale, ha deciso di modificare il simbolo che si trova nel mezzo del proprio vessillo nazionale. La bandiera, adottata nel 1992 con l’indipendenza dall’Unione Sovietica, raffigura un sole giallo su sfondo rosso. All’interno del disco c’è il tunduk, e cioè l’elemento superiore di una iurta, l’abitazione tipica dei popoli nomadi delle steppe centroasiatiche. Intorno, quaranta raggi a ricordare le altrettante tribù che, narra l’epopea di Manas, si unirono per difendere la loro terra ancestrale dagli invasori.

Quaranta raggi curvi che, ritiene il governo, possono trarre in inganno un osservatore casuale, portandolo a confondere il sole con il disprezzato fiore. Perciò bisogna raddrizzarli. «Ci sono stati dei casi di visitatori stranieri che hanno chiesto se nel nostro Paese si coltivino grandi quantità di girasoli », ha detto all’agenzia di stampa nazionale Kabar il presidente kirghizo Sadyr Japarov, che venerdì ha firmato la legge approvata in parlamento. «Ad essere onesti», ha aggiunto, «nonostante l’ottenimento dell’indipendenza siamo rimasti assoggettati al mondo esterno. È venuto il momento di cambiare la bandiera». Il nuovo vessillo è di un tono diverso di rosso, e il tunduk ha una stecca di legno in più, a indicare maggiore prosperità.» (Luna De Bartolo – la Repubblica, 24 dicembre 2023) Come costruire una nuova casa cominciando dal tetto; auguri. Di seguito il risultato del ritocchino:

Se il presidente kirghizo li disprezzava, Vincent Van Gogh invece amava molto i girasoli, che erano tra i suoi soggetti preferiti. “Sento che il mio lavoro sta nel cuore del popolo, così devo tenermi vicino alla terra, per poter afferrare la vita nella sua profondità”, ha scritto in una lettera al fratello Theo. Per questo amava la Provenza, regione francese famosa proprio per i suoi campi di fiori. Tra tutti, i suoi prediletti erano i girasoli: una passione tradotta in ben undici dipinti tra il 1887 e il 1889. Per lui il girasole era simbolo di gioia, gratitudine e fedeltà: Van Gogh vi rivedeva se stesso, sempre proteso alla ricerca della felicità come il fiore alla ricerca del sole.

Musicalmente, poi, non si potrebbe avere differenza più grande tra l’interpretazione di Neil Diamond:

… e quella di Paul Weller:

Alla fine ognuno fa la propria scelta. Però bisogna farla, questa scelta, e difenderla coerentemente alla luce del sole; Neil Diamond e Paul Weller sono molto diversi tra loro… stringi stringi l’importante è non spacciare rose per girasoli e/o viceversa.  Il problema grande, enorme, è l’impoverimento del linguaggio, della cultura, della capacità di opporsi al potere con la ragione. Il cerchiobottismo. O peggio ancora – come si diceva una volta – “raccontare in giro che Gesù è morto dal freddo”; ciò che invece la nostra mediamente impresentabile classe dirigente, politica e intellettuale – ma anche la nostra società di cittadini “sonnambuli” e immaturi: «Quanto più un popolo è ingenuo, tanto più facile è cattivarselo» (Romain Rolland) – è sempre più impegnata a fare, drammatizzando o ignorando emergenze vere o presunte  secondo convenienza! Vedi alle voci: immigrazione, crisi climatica, ecc. All’oggettiva inadeguatezza complessiva (al pessimismo della ragione) come al solito non resta che contrapporre l’ottimismo della volontà. Buon anno.

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