Fedeltà vs lealtà

«[…] Per essere “di qualcuno” è necessario mostrare fedeltà. Che è cosa diversa dalla lealtà: quest’ultima prevede la possibilità di dissentire. La fedeltà è invece un vincolo tutto sommato di sottomissione, in politica e non solo, che da qualche parte, magari fra la milza e il fegato, prevede che il fedele abbia sentore di essere stato beneficiato, e che debba essere dunque riconoscente. Bisogna insomma che il prescelto sia leggermente al di sotto delle qualità che sarebbero necessarie in quel ruolo. Un po’ meno brillante di chi lo sceglie, così da non fargli ombra. In questo reclutamento al ribasso della classe dirigente sta la tragedia dei moderni leader, incapaci di circondarsi di collaboratori eccellenti — l’unica cosa che un leader dovrebbe in realtà saper fare: la squadra. Così a cascata i secondi sceglieranno i terzi, fino agli ultimi. Affidabile, in politica, non significa difatti persona che merita fiducia. Significa persona che fa quello che vuoi, a tuo comando.» (Concita De Gregorio – la Repubblica,  25 febbraio 2021) È

Almeno dalle nostre parti, funziona proprio così. “Mettere le mani nella farina“, ti dicono. Meglio ancora se hai uno scheletro nell’armadio (o una busta nel cassetto). Non solo in politica: si tratta del prevalente “modello manageriale”. L’indignazione non è sufficiente, ed è anche colpa nostra; però lo pensiamo lo stesso: che vergogna!

Il brano Shame Shame dei Foo Fighters è contenuto nell’album Medicine At Midnight (2021)

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