La causa siamo noi

Spillover è il termine che indica quel momento in cui un virus passa dal suo «ospite» non umano (un animale) al primo «ospite» umano. Questo è lo spillover. Il primo ospite umano è il paziente zero. Le malattie infettive che seguono questo processo le chiamiamo zoonosi.

Il modo in cui viviamo su questo pianeta ha delle conseguenze, delle conseguenze negative. Noi dominiamo questo pianeta come nessun’altra specie ha mai fatto. Ma ci sono conseguenze e alcune prendono la forma di una pandemia da coronavirus. Non è una cosa che ci è capitata. È il risultato delle cose che facciamo, delle scelte che prendiamo. Tutti ne siamo responsabili.

«Abbiamo aumentato il nostro numero fino a 7 miliardi e più, arriveremo a nove miliardi prima che s’intraveda un appiattimento della crescita. Viviamo in città super affollate.

Abbiamo violato e continuiamo a farlo le ultime grandi foreste e altri ecosistemi del Pianeta distruggendo l’ambiente e le comunità che vi abitavano. A colpi di sega e ascia ci siamo fatti strada in Congo, in Amazzonia, nel Borneo, in Madagascar, in nuova Guinea e nell’Australia nordorientale.

Facciamo terra bruciata in modo letterale e metaforico. Uccidiamo e mangiamo gli animali di quegli ambienti. Ci installiamo al posto loro, fondiamo villaggi, campi di lavoro, città, industrie estrattive, metropoli.

Esportiamo animali domestici che rimpiazzano gli erbivori nativi. Facciamo moltiplicare il bestiame allo stesso ritmo con cui ci siamo moltiplicati noi allevandolo in modo intensivo in luoghi dove confiniamo migliaia di bovini, suini, polli, anatre, pecore e capre — e anche centinaia di ratti del bambù e zibetti. In tali condizioni è facile che gli animali domestici e semi domestici siano esposti a patogeni provenienti dall’esterno si contagino tra di loro. In tali condizioni i patogeni hanno molte opportunità di evolvere e assumere nuove forme capaci di infettare gli esseri umani tanto quanto le mucche o le anatre… Viaggiamo in continuazione…

Diamo da mangiare agli animali, tocchiamo tutto, diamo la mano ai simpatici abitanti del luogo, poi risaliamo su un bel aereo e torniamo a casa. Siamo punti da zanzare e zecche, cambiamo il clima del globo con le nostre emissioni di anidride carbonica, spostiamo le latitudini in cui le suddette zanzare e zecche vivono. Siamo tentazioni irresistibili per i microbi più intraprendenti perché i nostri corpi sono tanti e sono ovunque».

Corrado Augias ci ricorda questo «brano del romanzo-racconto Spillover di David Quammen (Adelphi, 2014) forse il più preveggente in fatto di pandemie e di zoonosi — cioè malattie trasmesse dagli animali a Homo. Ciò che accade, scrive questo giornalista scientifico, è colpa nostra. Ecco perché sarebbe necessario “darsi una calmata”. La domanda è: ce la faremo?»

L’immagine al centro è di Edward Burtynsby: Oil Bunkering #2 – Niger Delta, 2016

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