La forza tranquilla

Susan Cain è un’avvocato americano (il termine avvocatessa non mi piace) che vive nella Hudson River Valley. Ha scritto un libro dal titolo “Quiet. The Power of Introverts in a World That Can’t Stop  Talking“, pubblicato in Italia nel 2014 da Bompiani (Quiet. Il potere degli introversi in un mondo che non sa smettere di parlare), in cui tra l’altro scrive che “Il più importante aspetto, preso singolarmente, della personalità – il “nord e il sud del temperamento” come la mette giù uno scienziato – consiste nel posto in cui ci collochiamo all’interno della gamma introverso-estroverso.” 

Il libro inizia così (traduzione mia dal testo inglese):

“Montgomery, Alabama. 1 dicembre 1955. Prima serata. Un autobus arriva alla fermata, una dignitosa signora quarantenne sale a bordo. Si muove eretta, nonostante abbia trascorso tutta la giornata china su un asse da stiro in un sudicio laboratorio sartoriale sotterraneo del reparto magazzino al Montgomery Fair. I sui piedi sono gonfi, le spalle dolgono. Si siede nella prima fila del settore delle persone di colore e guarda in silenzio il bus riempirsi di passeggeri. Finché l’autista le ordina di cedere il suo posto a un passeggero bianco.

La donna pronuncia una sola parola, la quale parola innescherà una delle più importanti proteste per i diritti civili del ventesimo secolo, una parola che aiuterà l’America a trovare il meglio di sé stessa.

La parola è “No.”

L’autista la minaccia di arresto.

“Lo può fare,” dice Rosa Parks.

Arriva un poliziotto che le chiede perché non vuole spostarsi.

Lei risponde semplicemente: “E perché tutti voi ci maltrattate sempre?”

“Non lo so,” dice lui, “ma la legge è la legge, e tu sei in arresto.”

Nel pomeriggio del suo processo e della condanna per condotta impropria, la “Montgomery Improvement Association organizza una manifestazione per Parks nella Chiesa Battista di Holt Street, nella parte più povera della città. Cinquemila persone si riuniscono per sostenere l’isolato gesto di coraggio di Parks. Si stringono nella chiesa finché non c’è più posto. Gli altri attendono pazientemente fuori, ascoltando gli altoparlanti. Il Reverendo Martin Luther King Jr. si rivolge alla folla. “Arriva un momento in cui le persone si stancano di essere calpestate dal tallone di ferro dell’oppressione,” dice loro. “Arriva un momento in cui la gente si stanca di essere esclusa dalla scintillante luce solare di luglio ed essere lasciata in piedi nel freddo di un novembre alpino.”

Luther King elogia il coraggio di Parks, l’abbraccia. Lei rimane silenziosa, la sua sola presenza è sufficiente a galvanizzare la folla. L’associazione lanciò un boicottaggio dei bus che durò 381 giorni. Le persone arrancarono fino al lavoro per miglia. Condivisero le auto con estranei. Cambiarono la direzione della storia americana.

Ho sempre immaginato Rosa Parks come una donna imponente, con un forte temperamento, qualcuno che può facilmente scendere in campo e affrontare tutto un autobus pieno di passeggeri infuriati. Ma quando lei morì nel 2005 all’età di novantadue anni, la marea di necrologi la ricordavano come piccola di statura, dolce e dalla voce carezzevole. Dicevano che lei era “timida e riservata” ma aveva “un coraggio da leone”. Erano pieni di frasi come “profonda umiltà” e “silenziosa forza d’animo. Cosa significa essere tranquillo e avere coraggio? quelle descrizioni chiedono implicitamente. Come puoi essere riservato e coraggioso?

La stessa Parks sembrava consapevole di questo paradosso e  infatti intitolò la sua autobiografia “Quiet Strength”, “Forza Tranquilla” – un titolo che ci stimola a interrogarci sui nostri presupposti ideologici. Per quale motivo infatti la persona tranquilla non dovrebbe essere forte? E quali altre cose di cui non la crediamo capace può al contrario essere in grado di fare?”

«La force tranquille» è anche il famoso slogan utilizzato nel 1981 da François Mitterand, su suggerimento del pubblicitario Jaques Séguéla che a propria volta lo trasse da un famoso discorso del 1936 leader socialista prebellico Léon Blum. Che a sua volta l’avrà preso da qualcun altro… Resta il fatto che il silenzio, la tranquillità, la quiete, gli introversi, anche se godono tutti di poco rispetto, di cattiva fama e di peggiore salute, hanno sempre avuto una un grande potere, ma direi soprattutto importanza, nella realtà dei fatti, come sostiene la stessa Susan Cain in questo delizioso TED Talk del febbraio 2012 (sottotitoli in italiano). Che merita senz’altro la visione e l’ascolto:

Qui il link per il suo sito: Quiet Revolution.com

 

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