Niente da capire

Hegel ha scritto che l’unica cosa che si impara dalla storia è che dalla storia non si impara niente. Il 2 agosto 1914 Franz Kafka scriveva nel suo diario: “Oggi la Germania ha dichiarato guerra alla Russia. Nel pomeriggio sono andato a nuotare”. La Prima guerra mondiale era cominciata. La sola cosa sicura è che l’umanità rimane una razza di bassa intelligenza e di istinti malvagi.

L’idiota geniale

Sherlock Holmes sarebbe senz’altro un perfetto Ministro della Pubblica Istruzione della Repubblica Italiana; il piano didattico era già illustrato nel suo primo libro, “Uno studio in rosso” del 1887: «Lo studioso accorto seleziona accuratamente ciò che immagazzina nella soffitta del suo cervello. Mette solo gli strumenti che possono aiutarlo nel lavoro, ed è molto importante evitare che un assortimento di fatti inutili possa togliere lo spazio di quelli utili». Ovviamente il concetto di utilità non è oggetto di discussione: si tratta infatti di un valore assoluto predeterminato una volta per tutte.

Esagerati

John Stuart Mill giunse a formularsi una domanda: “Supponi che tutti gli scopi della tua vita siano realizzati; che tutti i cambiamenti nelle istituzioni e opinioni possano effettuarsi interamente proprio in questo istante: sarebbe una grande gioia e felicità per te?” Con sgomento, si accorse che la risposta era: NO! “Le intere fondamenta su cui la mia vita era costruita crollarono”. Improvvisamente tutto era diventato “insipido e indifferente.” Roberto Calasso ha scritto che ai progressisti di tutte le specie – laici e religiosi – è sempre mancata la capacità e la lucida audacia per porsi la stessa domanda.

Competenze non cognitive

Nel gennaio scorso la nostra Camera dei Deputati ha approvato all’unanimità una proposta di legge mirata «all’introduzione sperimentale delle competenze non cognitive nel metodo didattico». Ma cosa sono queste astruse «competenze non cognitive»? Qualcuno degli oltre trecento deputati che hanno espresso il loro sì ne hanno una qualche vaga idea? Perché la scuola del dopoguerra non si era mai proposta di formare un tipo standard di persona modellata secondo specifiche decise in precedenza come se fosse una macchina.

Gruppi di famiglia dall’interno

C’è il mito fasullo del popolo virtuoso, di una società civile contrapposta a una casta politica di profittatori. Un mito autoassolutorio che racconta di onesti cittadini vittime di chi trasforma la rilevanza pubblica in vantaggi privati. Un mito che però, dietro la foglia di fico della rispettabilità e del perbenismo familiare, esprime con opportunismo né più né meno la classe dirigente degenerata che ci meritiamo.

Il giudizio del proprio tempo

Nell’arcano e indecifrabile mare della vita, qualche scrittore nuota solamente fra le sue increspature più miti e si limita ad apprezzare solo queste. Ma il palombaro, il cercatore di perle nere, preferisce le ombre e i mostri degli abissi ai raggi di sole sulla spiaggia. E una straordinaria intelligenza scientifica non esclude il connubio con una notevole idiozia spirituale.

Gabbiani e discariche

Verso coloro che vogliono dare ai parti della loro fantasia un valore educativo, nobilitante, nazionale, o salubre come l’infuso di tiglio o l’olio di oliva, io ho il dente irrimediabilmente avvelenato. (Vladimir Nabokov)

Non ci siamo solo noi

Il brano di Nick Cave & Warren Ellis “We Are Not Alone” fa parte della colonna sonora del film-documentario del 2021 “La Panthère des neiges (Velvet Queen)” di Marie Amiguet e Vincent Munier.

La libertà non è una passeggiata

Le illusioni umane che Leopardi dà per scontate nella sua “Teoria del piacere” sono comprensibili e forse anche giuste; nell’illusoria equazione esistenziale la soluzione esatta però non esiste, e la libertà degli altri non può essere un’incognita, ma piuttosto un valore importante quanto la nostra.