Il silenzio? Roba da matti

«I miei 42 anni in un manicomio perché ero un bimbo silenzioso.» Oggi ha 88 anni: «Restai orfano, per una risposta fraintesa mi fecero tre cicli di elettrochoc. Fino al 1990 non avevo mai visto il mondo fuori.» Si chiama Alberto Paolini e ha scritto un libro: “Avevo solo le mie tasche. Manoscritti dal manicomio.” Casa editrice Sensibili alle foglie, 2016.

Paradisi artificiali

Quale demone si sarà impossessato di Matteo Renzi per spingerlo a tirare in questo modo la corda? Un disperato bisogno di visibilità per risollevare il suo striminzito partitino? É pedina di un gioco più grande che punta alla caduta del premier per sostituirlo con un altro disceso direttamente dal cielo? Si tratta di semplice disperazione, un sentimento fuori controllo che lo sconvolge per una traiettoria che dal dicembre 2016 in poi punta decisamente verso il basso? Una quarta risposta potrebbe essere suggerita da Charles Baudelaire nel suo saggio “I paradisi artificiali”.

Sembrare o essere?

Il bello è sempre, inevitabilmente, di una composizione duplice, anche se unica è l’impressione che produce; in quanto la difficoltà di distinguere gli elementi variabili nell’unità dell’impressione non intacca minimamente la necessità della varietà nella sua composizione. Il bello è fatto di un elemento eterno, invariabile, la cui quantità è oltremodo difficile da determinare, e di un elemento relativo, occasionale, che sarà, se si preferisce, volta a volta o contemporaneamente, l’epoca, la moda, la morale, la passione. Senza questo secondo elemento, che è come l’involucro dilettoso, pruriginoso, stimolante, del dolce divino, il primo elemento sarebbe indigeribile, non degustabile, inadatto e improprio alla natura umana. Sfido chiunque a scovarmi un esemplare qualsiasi di bellezza dove non siano contenuti i due elementi. (Charles Baudelaire)