Il coniglio nel cilindro

Sul Corriere della Sera del 9 ottobre 2021 Giorgia Meloni (presidente di Fratelli d’Italia) pronuncia parole abbastanza chiare per tentare di mettere una toppa sulle immagini che mostrano una destra ancora esplicitamente fascista nelle liste e negli ambienti del suo partito: “Nel dna di Fratelli d’italia non ci sono nostalgie fasciste, razziste, antisemite. Non c’è posto per nulla di tutto questo. C’è il rifiuto per ogni regime, passato, presente e futuro”. Meloni continua a dichiararsi diversa e distante dai gruppuscoli NO Green Pass che hanno messo a fuoco e fiamme Roma, poi sostiene che certamente si tratta di squadrismo, ma che la matrice non è chiara. Perché i conti con il passato, a differenza di altri, loro li avrebbero già fatti…

Autobiografia degli italiani

Anche nel settantaseiesimo anniversario della liberazione continuano a circolare tante idiozie sul fascismo: «Una Storia subita, non agita» con gli italiani che hanno aderito all’interpretazione di Croce del fascismo come “malattia” passeggera e non a quella gramsciana e gobettiana, che chiama in causa direttamente il rapporto della nostra nazione con il potere. Per questo motivo la memoria del Paese si concentra sempre sul biennio 1943-1945, sorvolando sui vent’anni precedenti. Un racconto pubblico semplificato, con gli italiani descritti come “brava gente, buoni e passivi” dimenticando il colonialismo imperialista e brutale in Africa o gli anni di sanguinaria occupazione nei Balcani. Un’autocensura che porta a una visione distorta della Memoria, mentre il neofascismo, i “movimenti” di estrema destra cavalcano la rabbia sociale e appoggiano i negazionisti del virus.