Malvolio in TV

In certi casi invocare la complessità non è nient’altro che ipocrisia. Invocare poi «l’analisi della complessità» in un talk-show televisivo – dove per definizione domina la semplificazione imposta dai tempi, dal contesto e dal pubblico – è addirittura stupido. Oppure strumentale.

Paradisi artificiali

Quale demone si sarà impossessato di Matteo Renzi per spingerlo a tirare in questo modo la corda? Un disperato bisogno di visibilità per risollevare il suo striminzito partitino? É pedina di un gioco più grande che punta alla caduta del premier per sostituirlo con un altro disceso direttamente dal cielo? Si tratta di semplice disperazione, un sentimento fuori controllo che lo sconvolge per una traiettoria che dal dicembre 2016 in poi punta decisamente verso il basso? Una quarta risposta potrebbe essere suggerita da Charles Baudelaire nel suo saggio “I paradisi artificiali”.

Beati i miti? Mavalà

Come ha scritto Corrado Augias: «Beati i miti perché erediteranno la terra. Non s’era mai sentita una tale assurdità. Chi ha mai concesso qualcosa ai miti?» E Claudio Lolli nel suo magnifico “Ho visto anche degli zingari felici”, cantava: «… E’ vero che non ci capiamo, che non parliamo mai in due la stessa lingua…» Prendiamone atto. Non è la soluzione (che forse non esiste), ma almeno è un punto di partenza.

Il seme dell’odio

Bisogna sapere fino a che punto può scendere la malvagità quando è fatta da una pericolosa miscela di ignoranza e odio. (Corrado Augias)

Generazione stregata

Un po’ ovunque mancano i nati negli anni 60 o poco prima, che si sono formati negli anni 80, quelli del riflusso e dell’individualismo, della febbre del sabato sera e del campionato di calcio più bello del mondo; persino ballare si ballava da soli; altro che impegnarsi in politica, in cultura o in società. Ripiegati a scrutarsi l’ombelico aspettando Godot: il proprio ego come centro del mondo.