Meglio Montecarlo o la riviera romagnola?

Domenica scorsa, alla Duke University, una delle università più famose degli Stati Uniti, nella Carolina del nord, il comico Jerry Seinfeld è stato invitato a parlare di fronte ai neolaureati dell’università, ai quali ha particolarmente raccomandato quanto segue: «Non perdete il senso dell’umorismo. A questo punto della vostra vita non potete immaginare quanto ne avrete bisogno per andare avanti. La vita non ha abbastanza senso perché possiate sopravvivere senza ironia.» A giudicare da quello che scrive – ed escludendo che non conosca abbastanza il mondo – è evidente che a Giuliano Ferrara il senso dell’umorismo non manca per niente.

Il Vannacci che è in me

È esattamente per far progredire l’umanità verso orizzonti più ampi, per trasformare gli impulsi primordiali in regole di convivenza più accoglienti e giuste, per far attecchire attraverso lo studio e la conoscenza una complessità più aderente al vero che ci si sforza di fare politica — abbiamo a lungo creduto — dando ciascuno il contributo delle proprie capacità, dei mestieri. Non per tornare indietro ma per andare avanti. (…) Il successo, prima regola. Chi ha più followers, chi ha più consenso, chi vende di più ha sempre ragione, merita una direzione una candidatura un palco, un posto in giunta: nell’illusoria e perdente convinzione che il consenso si debba inseguire e non suscitare. Dovrebbe essere il contrario, amici: servirebbe una proposta capace di generare seguaci, un’idea così potente da farsi desiderio collettivo. Non c’è, non c’è stata. Così siamo tornati ai militari. (…) Uomini forti, idee deboli. Che tempo pericoloso e triste. (Concita De Gregorio)

Guerra santa, ma speciale

Le autorità russe avevano finora accuratamente evitato di definire l’invasione russa dell’Ucraina come guerra, poiché il loro presidente-autocrate Vladimir Putin ha sempre tenuto a precisare che non di guerra si tratta bensì di “operazione militare speciale”. Il capo della Chiesa ortodossa russa, il Patriarca Kirill, l’ha invece di recente definita “guerra santa” (svyashennaya voyna) esistenziale e di civiltà, perché Mosca difende la “Santa Russia” e il mondo dall’assalto del globalismo e dalla vittoria dell’Occidente “caduto nel satanismo”; poi aggiunge che “la guerra in Ucraina si concluderà con la Russia che acquisirà l’influenza esclusiva su tutto il territorio della moderna Ucraina e con l’esclusione di qualsiasi governo ucraino che il Cremlino ritenga ostile alla Russia.” Sorge spontanea una domanda: ma su che razza di Vangelo ha mai studiato il “Patriarca ortodosso di Mosca e di tutte le Russie” Vladimir Michajlovi Gundjaev?