Come i girasoli

A scuola valgono i voti, ma chi ha ragione sull’interpretazione di un libro, l’insegnante o l’autore? In occasione dell’esame equivalente alla nostra maturità, Greg McEwan, il figlio di Ian McEwan, tra i testi da studiare si trovò un romanzo del padre: “L’amore fatale”. «Povero ragazzo. Immaginate. Costretto a leggere un mio libro», ha poi raccontato Mc Ewan alla rivista Event. Greg aveva qualche difficoltà a svolgere il tema assegnato dal professore. McEwan, impietositosi, decise di aiutarlo. «Gli ho fatto il riassunto, gli ho spiegato i vari personaggi, le loro motivazioni, le loro paure. L’ho incoraggiato a fare alcune riflessioni». Evidentemente però McEwan non aveva compreso a sufficienza la sua stessa creatura: il prof «sostanzialmente non si è trovato d’accordo» con la tesi esposta da suo figlio e gli ha messo una C: appena la sufficienza. Anche Martin Amis, lui stesso figlio d’arte (suo padre era lo scrittore Kingsley), una volta aiutò sua figlia a scrivere un tema su un suo romanzo. Anche lui ricevette un verdetto negativo, tanto che chiese al professore di riceverlo per uno scambio di opinioni. «È la possibilità di varie interpretazioni a costituire il segreto di un buon libro», ha spiegato Salman Rushdie alla presentazione del suo romanzo “La caduta dei Golden”. «Ci sono personaggi che sono un mistero anche per il loro autore e che rivelano i propri segreti solo in parte». (Corriere della Sera, 8 maggio 2018) Come i girasoli: enigmatici pure loro, a quanto pare.

La parola che manca

Scriveva Daniele Del Giudice: “E’ così comica quest’ultima incarnazione dello scrittore a fine secolo a casetta a fare un libro dietro l’altro!” senza più “nessun sentimento di precarietà e di rischio nella propria impresa narrativa”. Sono passati quasi 30 anni da queste parole e l’immagine di scrittori occupati solo a sfornare titoli uno via l’altro nella beata assenza di un dubbio, di un interrogarsi sul senso del proprio narrare, è tragicamente il pane quotidiano, e sempre più insipido. Forse, mi dico, fa parte della disperazione attuale in tutti i campi per il profondo nonsenso che avvertiamo e non solo nei confronti dell’arte, ma in generale nei confronti del cosiddetto vivere civile. Abbiamo dato per scontate la pace e la democrazia, per dire, e ci troviamo instabili e minacciati. (Sandra Petrignani)

Letteratura samizdat

In epoca sovietica il samizdat rappresentò la principale modalità di diffusione di opere che non avevano passato il rigidissimo vaglio della censura e che quindi potevano circolare soltanto clandestinamente dopo essere state auto pubblicate dagli stessi autori o da chi li sosteneva.