Autobiografia degli italiani

Anche nel settantaseiesimo anniversario della liberazione continuano a circolare tante idiozie sul fascismo: «Una Storia subita, non agita» con gli italiani che hanno aderito all’interpretazione di Croce del fascismo come “malattia” passeggera e non a quella gramsciana e gobettiana, che chiama in causa direttamente il rapporto della nostra nazione con il potere. Per questo motivo la memoria del Paese si concentra sempre sul biennio 1943-1945, sorvolando sui vent’anni precedenti. Un racconto pubblico semplificato, con gli italiani descritti come “brava gente, buoni e passivi” dimenticando il colonialismo imperialista e brutale in Africa o gli anni di sanguinaria occupazione nei Balcani. Un’autocensura che porta a una visione distorta della Memoria, mentre il neofascismo, i “movimenti” di estrema destra cavalcano la rabbia sociale e appoggiano i negazionisti del virus.