Dove finiremo signora mia

Alain Elkann ha 73 anni ed è il padre di John, amministratore delegato della Exor, nonché editore del gruppo editoriale Gedi di cui fa parte anche il quotidiano Repubblica. Elkann è un giornalista e uno scrittore: ha collaborato con quotidiani e riviste come La Stampa, Repubblica, Nuovi Argomenti, The Literary Review, Shalom e Panta. Hanno riscosso successo i suoi libri-intervista pubblicati nel corso degli anni: Vita di Moravia (1990, con A. Moravia), Cambiare il cuore (1993, con il cardinale C. M. Martini) ed Essere ebreo (1994, con il rabbino E. Toaff). È un pensatore innovativo: per lui infatti la vera catastrofe del mondo di oggi – almeno in Italia e soprattutto sui treni – sono i giovani.

La remissività è una colpa

Rispetto al secolo scorso, nel nuovo millennio sono specialmente mutate la posizione che la letteratura occupa nella società e l’uso che della letteratura stessa fanno gli attori sociali: per milioni di lettori, niente più che un passatempo. C’è tuttavia contraddizione tra i parametri di profondità e serietà delle opere di cultura e la dimensione di superficialità e leggerezza che siamo soliti attribuire allo svago. Per esempio: la grande letteratura moderna si è spesso distinta per i propri attacchi alle magagne dell’individualità e della società borghese. Ma può un passatempo dire di no? E cosa resta, oggi, di quell’individuo, e delle sue magagne? (Gianluigi Simonetti)

La libertà non è una passeggiata

Le illusioni umane che Leopardi dà per scontate nella sua “Teoria del piacere” sono comprensibili e forse anche giuste; nell’illusoria equazione esistenziale la soluzione esatta però non esiste, e la libertà degli altri non può essere un’incognita, ma piuttosto un valore importante quanto la nostra.

Tutti più buoni, è Natale

«Quando non lo si rielabora, il passato ci agisce. Se non si decide di farci i conti, lo si tramanda di generazione in generazione. Quando ci si illude di averlo rimosso, riaffiora. E prima o poi c’è chi, il conto, deve pagarlo». (Michela Marzano)

La chiave dell’enigma

«Quante volte un uomo colpisce a sangue freddo un altro, ma potrebbe anche lasciarlo stare! La vita si copre di una superficie che s’atteggia a dover essere giusta com’è; ma sotto l’epidermide le cose spingono e urgono.» (Robert Musil – L’uomo senza qualità). Nonostante la sua inadeguatezza a stare al mondo, l’uomo troppo spesso si illude di possedere la chiave dell’ingegno altrui, del mondo intero e addirittura del sopramondo.

Un poveruòmo

Alla stupidità abbiamo tutti sacrificato qualcosa di essenziale; chi più, chi meno. La stupidità infatti è connessa al mondo del pensiero ma lo è ancora di più a quello della comunicazione: se avessimo scarse possibilità di esprimerci resterebbe confinata al carattere di certe idee. Così, invece, ha moltiplicato le occasioni per realizzarsi. (Aldo Grasso)