Il dito, la luna e il senso comune

Sarebbe insensato e frustrante tentare di stabilire con gli innumerevoli Crepet del nostro Paese (cit.: “chi ascolta musica trap diventa un drogato, uno che assume psicofarmaci”) una linea di comunicazione sul concetto di arte. Sappiamo infatti che non esiste una definizione assoluta, tutto e niente può essere arte. Tuttavia, se non si può definire cosa essa sia in positivo, Benedetto Croce, con il suo “Breviario di estetica”, ci soccorre in negativo: «Alla domanda su che cosa sia l’arte, io dirò subito, nel modo più semplice, che l’arte è visione o intuizione. L’artista produce un’immagine o fantasma; e colui che gusta l’arte volge l’occhio al punto che l’artista gli ha additato, guarda per lo spiraglio che colui gli ha aperto e riproduce in sé quell’immagine.» Questa risposta, aggiunge, «attinge insieme significato e forza da tutto ciò che essa implicitamente nega e da cui distingue l’arte.» Perciò indica subito le negazioni principali, quello che l’arte NON E’: 1) un fatto fisico; 2) un atto utilitario; 3) un atto morale; 4) una conoscenza concettuale. Fateci caso: proprio il contrario del cosiddetto “senso comune”, il quale, quando l’artista indica un punto, guarda sempre e solo da quelle parti lì.

Il giudizio del proprio tempo

Nell’arcano e indecifrabile mare della vita, qualche scrittore nuota solamente fra le sue increspature più miti e si limita ad apprezzare solo queste. Ma il palombaro, il cercatore di perle nere, preferisce le ombre e i mostri degli abissi ai raggi di sole sulla spiaggia. E una straordinaria intelligenza scientifica non esclude il connubio con una notevole idiozia spirituale.

Gabbiani e discariche

Verso coloro che vogliono dare ai parti della loro fantasia un valore educativo, nobilitante, nazionale, o salubre come l’infuso di tiglio o l’olio di oliva, io ho il dente irrimediabilmente avvelenato. (Vladimir Nabokov)

La ruota del criceto

Una delle poche caratteristiche comuni all’intero genere umano è il desiderio di piacere e felicità. Ma se il «senso comune» concepisce l’esistenza di una rassicurante «verità oggettiva» su cui fondarne la ricerca, quando parliamo di realtà, in effetti intendiamo il campione medio della miscela di un milione di realtà individuali. Perseguire un equilibrio tra la necessità dei segni, che grazie a un senso condiviso ci permettono di comunicare, e il bisogno di conoscere ciò che è davvero reale per noi stessi è quindi l’unico modo per mettere alla prova le nostre verità, speranze e illusioni.

Un pregiudizio come un altro

La nostra “cultura” dà per scontata la natura disinteressata e socievole del carattere estroverso e quella scontrosamente  asociale dell’introverso. Si può invece dimostrare che si tratta di uno dei nostri numerosi pregiudizi; nella società dell’immagine, infatti, molto spesso la maschera delle chiacchiere “social” – digitali o analogiche – nasconde una realtà molto diversa.

Superare l’inverno

Accanto al diritto di creare, il diritto di criticare è il dono più ricco che la libertà di pensiero e di parola possano offrire. (Vladimir Nabokov)

Letteratura samizdat

In epoca sovietica il samizdat rappresentò la principale modalità di diffusione di opere che non avevano passato il rigidissimo vaglio della censura e che quindi potevano circolare soltanto clandestinamente dopo essere state auto pubblicate dagli stessi autori o da chi li sosteneva.

Il candido idiota

  Tra le molte opere di Dostoevskij che adoro, la preferita è senz’altro  L’idiota. La stesura di questo romanzo fu iniziata a Ginevra nel settembre del 1867, proseguì poi a Vevey (sul lago di Ginevra), poi a Milano, e terminò nel gennaio del 1869…